martedì, 17 Marzo 2026

CASO ASP SIRACUSA. TRIBUNALE RIESAME CONFERMA ESTRANEITÀ DEL DG CALTAGIRONE: MAI COMPORTAMENTI CONTRARI AI DOVERI DI UFFICIO  

PALERMO – Cade il castello di accuse che ipotizzava un asservimento della funzione  pubblica di Alessandro Caltagirone agli interessi privati nella gara per i servizi di ausiliarato  dell’ASP di Siracusa. L’ordinanza del Tribunale del Riesame di Palermo restituisce  l’immagine di un dirigente che, lungi dal partecipare a trame corruttive, ha mantenuto un  profilo di rigorosa neutralità e distacco

L’ORDINANZA PARLA CHIARO: NESSUNA DISPONIBILITÀ A PATTI ILLECITI 

Secondo i giudici del Riesame, i contenuti delle conversazioni intercettate, nonché i  numerosi documenti contenuti negli atti probatori, smentiscono la tesi di un patto  corruttivo. Si legge nell’ordinanza “non risulta individuabile un intervento posto in  essere (o anche solo promesso) dal Direttore generale CALTAGIRONE Alessandro  in favore della società DUSSMANN idoneo a integrare la condotta tipica prevista  dall’art. 319 c.p.” ovvero “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”. 

In tutti gli incontri evidenziati nell’inchiesta, Caltagirone – che “i presenti descrivevano  come estremamente riservato” non ha mai manifestato impegni o disponibilità,  “reagendo con evidente riottosità”, laddove gli interlocutori ponevano il tema della  procedura di gara, “chiudendo rapidamente gli incontri”, così come affermato dallo  stesso Tribunale . 

I PUNTI DI SVOLTA: IL “DISTACCO” DEL DIRETTORE 

Il Tribunale del Riesame, nelle motivazioni con cui ha rigettato l’appello della procura,  mette in rilievo come Caltagirone, sin dai primi contatti intermediati, abbia ribadito la  priorità delle procedure di gara regionali in corso, fornendone inoltre prova  documentale in occasione dell’interrogatorio. Relativamente al rinvio della procedura di  gara di fine luglio il Tribunale ritiene che “il rinvio sarebbe stato motivato dall’esigenza  di attendere gli sviluppi della parallela gara centralizzata CUC “Sanità 2” (Gara  regione sicilia), rispetto alla quale quella dell’ASP Siracusa si configurava come  “gara ponte”, onde evitare repentini stravolgimenti degli assetti in essere. In tal  senso depongono anche le comunicazioni intercorse con la CUC in quel periodo,  versate in atti, dalle quali emerge un effettivo interessamento (del Direttore generale  Caltagirone) alla tempistica e all’esito della procedura centralizzata”

Un distacco quello che emerge dal comportamento del Direttore Generale già messo in  evidenza nella prima ordinanza emessa dal Gip dove veniva ribadito: “Non emergono  […] gravi elementi idonei a comprovare l’asservimento da parte del pubblico  ufficiale (Caltagirone) della sua funzione in favore degli interessi manifestati dai  privati, né la dimostrazione di mera disponibilità a compiere in futuro atti contrari ai 

doveri del proprio ufficio, né ancora l’esercizio della propria influenza sui  commissari di gara”.  

E ancora: “…. neppure si rintracciano indici tipicamente sintomatici dell’esistenza di  un pactum sceleris… essendo, anzi per contro, ravvisabili, come chiarito, elementi  di segno contrario, espressivi di un netto distacco da parte del pubblico ufficiale  (Caltagirone), rispetto alle richieste avanzate dai privati e avallate da terzi”. 

ESTRANEITÀ AI FATTI 

Il Tribunale del Riesame riconosce che il Direttore Generale era percepito dagli  imprenditori come un interlocutore difficile, proprio a causa della sua indisponibilità a  fornire rassicurazioni fuori dai canali legali.  

Inoltre come stabilito dal GIP e dal Tribunale del Riesame che Non vi è, inoltre, alcuna  evidenza che il CALTAGIRONE abbia esercitato pressioni sulla stazione appaltante; i  commissari asserivano, al contrario, di non aver mai avuto contatti diretti con lui”.  

Questa ordinanza ristabilisce la verità dei fatti – sottolineano gli avvocati Giuseppe  Seminara e Pietro Canzoneri e ribadisce (come peraltro già espresso dal GIP) come il  comportamento del Dott. Caltagirone sia stato sempre integerrimo. Nella sua qualità di  Direttore Generale non ha mai ceduto ad alcuna pressione, né ha mai mostrato  disponibilità a favorire interessi privati, respingendo ogni ipotetico tentativo di interferenza  e operando nell’esclusivo interesse della legalità e dell’amministrazione sanitaria”. 

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