lunedì, 16 Marzo 2026

AODI: “NATA ALLEANZA PIÙ IMPORTANTE E RAPPRESENTATIVA TRA STRUTTURE SANITARIE, PROFESSIONISTI E CITTADINI PER RAFFORZARE SSN”

La rete associativa internazionale AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE-AISCNEWS-CISC NETWORK evidenzia il valore della mobilitazione UAP dello scorso 14 marzo come momento di convergenza tra strutture sanitarie, professionisti della salute e cittadini per rafforzare il sistema sanitario e difendere il diritto alla salute. Associazioni e movimenti lanciano il loro appello a tutti.

Uniti per la sanità italiana, Uniti per i professionisti della sanità, Uniti per i pazienti, Uniti per gli albi professionali più rappresentativi e aperti a tutti senza distinzione.

ROMA 16 MARZO 2026 – L’UAP, Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata ha scelto il Teatro Brancaccio di Roma per la propria annunciata manifestazione nazionale, una mobilitazione, quella di sabato 14 marzo, che ha riportato al centro del confronto pubblico il tema dell’unificazione delle tariffe per le prestazioni sanitarie e della necessità di garantire regole uniformi nel sistema sanitario italiano.

Al centro della mobilitazione la richiesta di superare le attuali differenze di trattamento tra sanità pubblica, sanità privata accreditata, sanità privata autorizzata e farmacie, oltre alle differenze di remunerazione delle prestazioni tra le diverse Regioni davanti alla stessa prestazione sanitaria.

Lo slogan scelto per l’iniziativa è stato “Stesse cure, stesse regole”, con la partecipazione della nostra rete associativa e numerose sigle del mondo sanitario tra cui Aisi , Anmed, Anisap, Confapi, Ugl Salute, Ansoc, Confesercenti, Confimprese e altre realtà del settore.

La presidente UAP Mariastella Giorlandino ha sottolineato nel suo accorato e atteso intervento che l’iniziativa non rappresentava una manifestazione di categoria ma una mobilitazione per la difesa del Servizio sanitario nazionale.

«Quella di oggi non è una manifestazione di categoria. È una manifestazione per difendere il Servizio sanitario nazionale. Parliamo di uno dei pilastri della nostra democrazia, nato dall’articolo 32 della Costituzione, che afferma un principio semplice ma straordinario: la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività».

Alla manifestazione hanno partecipato anche il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone, testimonial dell’iniziativa, e Monsignor Vincenzo Paglia, che nel suo intervento iniziale ha ricordato l’importanza di una sanità capace di raggiungere realmente tutti, in particolare le persone più fragili.

«La sanità non va politicizzata, deve andare incontro ai cittadini con percorsi nello stesso orientamento senza scorciatoie», ha aggiunto Giorlandino. «Se ci sono 420 requisiti da rispettare chiunque mette una mano addosso a una persona per curarla anche solo per un elettrocardiogramma deve rispettarli. E poi bisogna uscire dal feudalesimo: facciamo la Repubblica e facciamo una sanità nazionale a livello umano. E la sanità non è un’economia di scala, come vogliono farci credere le multinazionali».

La rete associativa internazionale costituita da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, AISCNEWS – agenzia informazione senza confini – Movimento Internazionale Uniti per Unire e consorzio agenzie CISC Network, evidenzia il valore della mobilitazione UAP come momento di convergenza tra strutture sanitarie, professionisti della salute e cittadini per rafforzare il sistema sanitario e difendere il diritto alla salute.

Nel corso della manifestazione, a nome delle associazioni e dei movimenti, era presente ed è intervenuto il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO, docente dell’Università di Tor Vergata e nel direttivo Uap e Aisi.

IL RUOLO DELLA RETE ASSOCIATIVA INTERNAZIONALE DELLA SANITÀ

Alla luce dei contenuti emersi dalla manifestazione, le associazioni e i movimenti analizzano e riflettono sul significato della mobilitazione.

La rete associativa ha partecipato alla manifestazione con un ruolo attivo sia sul piano organizzativo sia su quello dei contenuti, contribuendo al confronto pubblico sui temi della sostenibilità del sistema sanitario, della valorizzazione dei professionisti e della necessità di rafforzare la collaborazione tra tutte le componenti della sanità italiana.

Secondo il bilancio della giornata, come racconta il Prof. Aodi attraverso i canali di AISC NEWS E CISC NETWORK, oltre 1.250 persone hanno partecipato alla manifestazione, tra rappresentanti di strutture sanitarie, delegazioni dei soci UAP, professionisti della sanità, pazienti e rappresentanti di diverse associazioni e comunità internazionali.

Tra i partecipanti erano presenti numerose delegazioni delle comunità afghana, egiziana, algerina,palestinese, tunisina, libanese, cinese, ecuadoregna, argentina, romena e ucraina, oltre alla presenza della CO-MAI – Comunità del Mondo Arabo in Italia, a conferma del carattere internazionale della mobilitazione e del dialogo tra sanità e società civile.

La manifestazione è stata seguita e documentata anche da AISCNEWS, che ha realizzato collegamenti e dirette prima e durante l’evento.

Nel corso della giornata il corrispondente della rete, Kamel Belaitouche, ha raccolto in diretta circa sedici interviste ai relatori intervenuti, tra presidenti di associazioni e rappresentanti delle organizzazioni presenti.

Le dirette e le interviste diffuse sui canali digitali hanno registrato oltre 53.000 visualizzazioni complessive, contribuendo ad ampliare il dibattito sui temi affrontati durante la mobilitazione.

L’INTERVENTO DI FOAD AODI ALLA MANIFESTAZIONE UAP. “UNITÀ DELLA SANITÀ, INTEGRAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO E RISPETTO PER I PROFESSIONISTI PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE”

Aodi Fondatore di Amsi e Uniti per unire e direttore responsabile Aisc_News era presente anche in qualità di componente del comitato direttivo UAP  e rappresentante della suddetta rete associativa e dei movimenti e dell’AISI.

Nel suo intervento Aodi ha ringraziato gli organizzatori della manifestazione e ha ricordato il lavoro portato avanti negli anni dalle realtà associative impegnate nel mondo della sanità.

«Desidero iniziare ringraziando la presidente Maria Stella Giorlandino, il direttivo dell’UAP e tutti i partecipanti presenti al Teatro Brancaccio. Un ringraziamento particolare alla numerosa delegazione delle organizzazioni che da anni lavorano insieme: AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, Movimento Uniti per Unire, CO-MAI – Comunità del Mondo Arabo in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea e AISC News».

Aodi ha quindi ricordato che il sistema sanitario italiano si fonda su tre pilastri fondamentali.

«Il nostro sistema sanitario è basato su sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata. Quando parliamo di sanità autorizzata dobbiamo ricordare che si tratta di strutture che rispettano centinaia di requisiti di qualità, sicurezza e responsabilità sanitaria. Più controlli e più requisiti rispettati significano maggiore sicurezza per i cittadini. La sanità italiana funziona quando pubblico e privato collaborano e si integrano, non quando si contrappongono».

Nel suo intervento Aodi ha poi richiamato il lavoro portato avanti dalla rete associativa negli ultimi venticinque anni.

«Dal 2000, con AMSI e con il Movimento Uniti per Unire, portiamo avanti una battaglia chiara: difendere i professionisti della sanità, rendere gli albi professionali più rappresentativi e trasformare gli ordini professionali nella casa di tutti. Gli ordini devono essere luoghi di rappresentanza, inclusione e valorizzazione delle competenze».

Ampio spazio è stato dedicato anche alle criticità del sistema sanitario.

«Oggi il sistema sanitario vive una fase di forte pressione: carenza di personale, aggressioni in aumento e fuga di professionisti all’estero. Secondo i dati aggiornati della nostra indagine, nel Servizio sanitario nazionale la carenza complessiva stimata è di circa 158.000 professionisti, con oltre 104.000 infermieri e circa 48.000 medici mancanti. Negli ultimi anni sono cresciute anche le dimissioni volontarie e la migrazione verso altri Paesi europei».

Aodi ha ricordato inoltre il fenomeno delle aggressioni contro il personale sanitario.

«Ogni anno si registrano oltre 31.000 aggressioni denunciate contro professionisti della sanità. Più della metà delle vittime sono donne, soprattutto dottoresse e infermiere. È un fenomeno che richiede risposte serie e interventi strutturali».

Nel suo intervento Aodi ha evidenziato anche il contributo dei professionisti sanitari di origine straniera al funzionamento del sistema sanitario italiano.

«Oggi in Italia sono circa 127.800 i professionisti sanitari di origine straniera, tra cui oltre 51.000 medici e circa 47.000 infermieri. Il loro contributo è stato fondamentale per garantire continuità assistenziale in molti servizi e reparti».

LA PROSPETTIVA INDICATA DALLA RETE ASSOCIATIVA

Nel passaggio conclusivo del suo intervento Aodi ha ribadito la necessità di rafforzare l’unità del sistema sanitario italiano e di valorizzare il lavoro dei professionisti della sanità.

Secondo Aodi, di fronte alle difficoltà che il sistema sanitario sta attraversando, non servono contrapposizioni tra pubblico e privato ma una maggiore integrazione tra tutte le componenti del sistema, con l’obiettivo di garantire ai cittadini cure più accessibili, sicure ed efficienti.

Il messaggio emerso dal suo intervento è stato chiaro: rafforzare il rispetto per i professionisti della sanità significa anche aumentare la sicurezza per i pazienti, mentre una collaborazione più forte tra sanità pubblica, privata accreditata e privata autorizzata rappresenta una condizione indispensabile per garantire continuità assistenziale e diritto alla salute.

Secondo la rete associativa, la sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di costruire un sistema sanitario più coeso e capace di affrontare le trasformazioni demografiche, sociali e professionali che stanno interessando la sanità italiana, rafforzando il dialogo tra istituzioni, professionisti e cittadini.

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