Poker, ramino, black jack, scommesse sportive, lotto, slot machine, gratta e vinci, poker online e molto altro ancora: il gioco, quando smette di essere un piacevole passatempo, può mandare la vita in frantumi. Non solo la tua, anche quella di chi ti sta attorno. Si stima che a soffrire di ludopatia tra Padova e provincia siano oltre 8.000 persone, che non “emergono” per paura, vergogna, stigma.
I campanelli d’allarme: perdere il controllo di sè, essere irascibili e ansiosi, ritrovarsi vulnerabili, raccontare bugie, sperperare denaro senza controllo. Sintomi insomma sovrapponibili alla dipendenza da sostanze.
Ultimo giorno oggi per “Cambio Gioco”, il contenitore di eventi promossi dall’Ulss 6 Euganea per prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico. La mattinata ha inteso continuare a valorizzare il percorso condiviso costruito con istituzioni, operatori e cittadini, nella convinzione che per una buona prevenzione bisogna investire su due fattori: tempo e conoscenza.
Quest’anno il nostro obiettivo è “giocare d’anticipo”, ovvero agire prima, ricercando e sperimentando nuovi strumenti educativi e strategie che rafforzino i fattori protettivi, individuali e sociali. Prevenzione significa investimento nell’innovazione, nella rete delle relazioni e nell’apertura verso nuove prospettive, per cogliere i segnali che conducono dalla normalità alla patologia. In questa quarta edizione, come ormai da tradizione, oltre all’esperienza strettamente clinica che ci appartiene e che applichiamo quotidianamente nei nostri ambulatori del Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea, abbiamo cercato di integrare e accogliere il pensiero di altre discipline.
“Queste prospettive esterne sono linfa vitale per la crescita, per la diffusione di idee e per migliorare i nostri processi decisionali in ottica di prevenzione. Solo se agiamo per tempo – sottolinea la dott.ssa Valeria Zavan, direttore del Dipartimento per le Dipendenze, affiancata dal dr. Vito Sava, direttore UOC Alta e Bassa Padovana e dalla dott.ssa Arianna Camporese, responsabile UOS Alta Padovana e del Progetto Cambio Gioco – possiamo favorire le competenze utili a gestire emozioni e fragilità, aiutando i cittadini e in particolare le giovani generazioni a scegliere percorsi di salute e consapevolezza. Insieme vogliamo offrire alla comunità, strumenti, occasioni per riflettere, dialogare e crescere, trasformando il tempo e la partecipazione in risorse concrete contro tutte le forme di dipendenza. Il futuro della prevenzione sta nella capacità di “giocare d’anticipo” con saggezza e innovazione”.