STESSI REQUISITI PER LE STESSE PRESTAZIONI SANITARIE. NO A DOPPI STANDARD NEL SISTEMA DELLE ATTIVITÀ SANITARIE
ROMA, 13 MARZO 2026 – AISI, Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, conferma la propria partecipazione alla manifestazione nazionale del 14 marzo al Teatro Brancaccio di Roma, promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, di cui AISI è parte integrante, portando al centro del confronto pubblico alcune delle questioni più urgenti per il futuro del sistema sanitario italiano: parità di regole per le prestazioni sanitarie, aggiornamento realistico del nomenclatore tariffario, sostenibilità economica delle attività sanitarie e tutela della qualità del lavoro dei professionisti della salute.
L’iniziativa si inserisce in una fase particolarmente complessa per la sanità italiana, segnata da liste d’attesa persistenti, aumento della domanda di prestazioni sanitarie, crescita dei costi di gestione delle strutture sanitarie e instabilità economica internazionale, fattori che stanno incidendo direttamente sull’organizzazione dei servizi sanitari e sulla capacità del sistema di garantire prestazioni tempestive ai cittadini.
Tra i temi che AISI porterà nel dibattito vi è anche la crescente espansione delle attività sanitarie nell’ambito della Farmacia dei Servizi, rispetto alla quale l’associazione ribadisce un principio chiaro: se una prestazione sanitaria è la stessa, devono essere gli stessi anche i requisiti autorizzativi, strutturali e professionali necessari per erogarla.
SACCOMANNO: “LE PRESTAZIONI SANITARIE NON POSSONO AVERE DUE SISTEMI DI REGOLE”
«Il principio che AISI porterà alla manifestazione del 14 marzo – dichiara la presidente Karin Saccomanno – riguarda innanzitutto la sicurezza dei cittadini: stesse prestazioni sanitarie devono avere gli stessi requisiti».
«Le strutture sanitarie autorizzate e accreditate operano nel rispetto di normative molto rigorose che riguardano requisiti strutturali, autorizzazioni sanitarie, responsabilità clinica, presenza di personale medico qualificato, sistemi di controllo e sicurezza dei dati sanitari. Non è possibile che prestazioni sanitarie identiche possano essere erogate in contesti che non sono soggetti agli stessi livelli di autorizzazione e controllo sanitario».
«Il sistema sanitario non può creare cittadini di serie A e cittadini di serie B quando si parla di sicurezza delle prestazioni sanitarie».
TARIFFE SANITARIE, COSTI ENERGETICI E SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA
Uno dei nodi centrali che verranno affrontati durante la manifestazione riguarda la revisione del nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale, oggi oggetto di confronto tra istituzioni e operatori del settore.
Negli ultimi anni le strutture sanitarie hanno dovuto affrontare un incremento rilevante dei costi operativi, legato in particolare all’aumento dei prezzi dell’energia, delle tecnologie sanitarie, delle forniture e dei materiali medicali.
Il contesto geopolitico internazionale e le tensioni economiche globali hanno contribuito ad aggravare ulteriormente la situazione, determinando una crescita significativa dei costi energetici e delle catene di approvvigionamento, con effetti diretti sulla sostenibilità economica delle attività sanitarie.
A questi fattori si aggiungono la crescente pressione burocratica e il fenomeno della medicina difensiva, che coinvolge sempre più l’intero sistema sanitario e che finisce per sottrarre risorse alla prevenzione e ai percorsi di cura.
Secondo AISI, definire le tariffe della specialistica ambulatoriale senza considerare queste dinamiche economiche rischia di produrre un sistema tariffario già superato nel momento stesso in cui entra in vigore.
ONESTI: “TARIFFE NON ADEGUATE SIGNIFICANO PIÙ LISTE D’ATTESA”
«Il tema del nomenclatore tariffario – sottolinea il direttore generale di AISI Giovanni Onesti – riguarda direttamente la capacità del sistema sanitario di garantire prestazioni tempestive ai cittadini».
«Se le tariffe vengono definite sulla base di dati che non tengono conto dell’aumento dei costi energetici, tecnologici e organizzativi, il rischio è quello di comprimere la capacità operativa delle strutture sanitarie e di aggravare ulteriormente il problema delle liste d’attesa».
FARMACIE DEI SERVIZI: RISCHIO DOPPIO BINARIO REGOLATORIO
Nel dibattito sul futuro dell’assistenza territoriale AISI richiama con forza l’attenzione anche sul tema della Farmacia dei Servizi, rispetto al quale l’associazione ritiene indispensabile una regolamentazione nazionale chiara e coerente.
Secondo AISI, alcune recenti evoluzioni normative stanno determinando una contraddizione nel sistema regolatorio sanitario: da un lato si tende ad ampliare le attività sanitarie erogabili in contesti non soggetti al tradizionale sistema autorizzativo regionale; dall’altro il quadro normativo del D.Lgs. 502/1992 continua a prevedere per le strutture sanitarie requisiti stringenti in materia di autorizzazione, programmazione regionale, vigilanza, tracciabilità delle prestazioni e tetti di spesa.
Questa situazione rischia di generare:
– un doppio binario regolatorio
– percorsi paralleli privi degli stessi controlli sanitari
– una compressione delle prerogative costituzionali delle Regioni nella governance sanitaria
– potenziali contenziosi istituzionali tra Stato e Regioni
Le strutture sanitarie autorizzate e accreditate sono infatti soggette a rigorosi requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e professionali, che rappresentano una garanzia fondamentale per la sicurezza dei cittadini.
Per AISI, lo sviluppo dei servizi di prossimità è un obiettivo condivisibile, ma prossimità e semplificazione non possono avvenire a scapito della sicurezza sanitaria, della qualità clinica e del ruolo delle Regioni nella programmazione dei servizi sanitari.
VIVALDI: “LA SALUTE NON PUÒ AVERE DOPPI STANDARD”
«Quando si parla di prestazioni sanitarie – afferma il segretario generale Fabio Vivaldi – si parla di attività che incidono direttamente sulla salute dei cittadini. Per questo motivo le regole devono essere le stesse per tutti».
«La qualità delle cure, la responsabilità clinica e la sicurezza dei percorsi sanitari devono rappresentare il punto di riferimento per qualsiasi modello organizzativo. Non possono esistere sistemi differenti di autorizzazione per prestazioni sanitarie identiche».
«Un tema che merita particolare attenzione riguarda anche la somministrazione dei vaccini. Durante la fase più delicata della pandemia da Covid-19 tali attività venivano svolte in contesti sanitari strutturati, con personale qualificato e con la presenza di medici dedicati alla valutazione anamnestica e alla sorveglianza successiva alla somministrazione. Quando si parla di atti sanitari che comportano responsabilità clinica, è indispensabile garantire protocolli di sicurezza, controlli adeguati e personale formato, perché la tutela della salute dei cittadini deve restare sempre la priorità».
La manifestazione del 14 marzo al Teatro Brancaccio di Roma rappresenterà un momento di confronto pubblico e istituzionale su alcuni dei principali nodi della sanità italiana: sostenibilità economica delle prestazioni, aggiornamento del nomenclatore tariffario, qualità delle cure, sicurezza dei percorsi sanitari, condizioni di lavoro dei professionisti sanitari e tutela del Servizio sanitario nazionale.
In questo quadro diventa centrale anche il ruolo delle Regioni nella governance sanitaria e quello degli Ordini professionali e degli Albi nel garantire qualità delle prestazioni, competenze e sicurezza dei percorsi di cura.
Difendere il diritto alla salute significa garantire regole uniformi, qualità delle prestazioni e sicurezza per tutti i cittadini.
Un sistema sanitario equo e sicuro si costruisce solo con responsabilità condivise, qualità delle cure e regole chiare: un impegno comune per la salute dei cittadini.