Il 12 marzo si celebra la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, istituita nel 2020 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto del personale sanitario e sulla necessità di prevenire aggressioni fisiche e verbali. La sicurezza degli operatori rappresenta infatti una condizione indispensabile per garantire cure, controlli e servizi sanitari efficaci a tutta la collettività.
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, permangono ancora lacune nelle tutele previste dalla normativa. La legge 171/2024, infatti, lascia di fatto escluse dalle specifiche garanzie alcune categorie di sanitari, in particolare quelli che svolgono attività ispettive, al di fuori delle strutture sanitarie, presso strutture private (come allevamenti, impianti industriali, canili sanitari etc.), contesti nei quali non sono rari episodi di aggressione e intimidazione.
Gravi episodi come quelli avvenuti nei macelli, con tentativi di strangolamento, minacce con coltelli e danneggiamenti di beni personali ai danni di veterinari impegnati nei controlli ufficiali, rappresentano atti intimidatori di chiaro stampo criminale. A queste forme di violenza si aggiunge anche una nuova dimensione del fenomeno: l’odio digitale, con campagne di attacchi e delegittimazione sui social come conseguenza di provvedimenti prescrittivi o sanzionatori da parte dei professionisti sanitari nell’esercizio delle loro funzioni.
«I veterinari del Servizio sanitario nazionale svolgono un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare, spesso operando in contesti complessi e potenzialmente conflittuali – dichiara il Segretario Nazionale SIVeMP, Aldo Grasselli –. Gli episodi di aggressione e intimidazione che si stanno verificando dimostrano quanto sia necessario estendere pienamente le tutele previste dalla Legge per garantire loro le stesse tutele previste per tutti gli altri operatori sanitari. Chi esercita funzioni di controllo e vigilanza per conto dello Stato non può essere lasciato senza adeguate protezioni».
La prevalente attenzione del legislatore verso i professionisti sanitari che operano all’interno delle strutture sanitarie, impegnati soprattutto nell’assistenza e nella cura dei pazienti, si riflette negativamente anche nei sistemi di monitoraggio, che non facilitano la rilevazione delle aggressioni ai danni dei medici veterinari i cui episodi di violenza subita finiscono per sfuggire ai radar istituzionali.
Per contribuire a far emergere un fenomeno ancora poco conosciuto e spesso sottovalutato, il SIVeMP ha deciso di avviare un’indagine, tramite questionario che sarà online sul proprio sito per tutto il 2026. L’iniziativa ha l’obiettivo di monitorare, nel corso dell’intero anno, gli episodi di aggressione e intimidazione subiti dai medici veterinari impegnati nelle attività ispettive e di controllo.«Conoscere la reale dimensione del problema è il primo passo per adottare misure efficaci di prevenzione e sicurezza – conclude il Segretario nazionale –. Difendere chi tutela la salute pubblica significa difendere l’interesse di tutti i cittadini».