In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari, che si celebra il 12 marzo, i dati raccolti offrono uno spaccato delle situazioni in cui il personale sanitario si trova ad affrontare tensioni e comportamenti aggressivi. Va inoltre considerato che il numero delle segnalazioni può essere influenzato anche dalla progressiva diffusione e dall’utilizzo degli strumenti di segnalazione, che consentono di monitorare con maggiore attenzione anche situazioni di rischio o di potenziale conflitto.
Nel 2025 sono stati 66 gli episodi di aggressione nei confronti degli operatori sanitari registrati nei servizi dell’Azienda USL, in diminuzione rispetto al 2024, anno in cui si era registrato il numero più elevato di episodi del quadriennio 2022-2025, con 97 eventi. Il dato conferma l’attenzione dell’Azienda nel monitorare e prevenire situazioni di rischio per gli operatori.
Nel corso del 2025, con l’obiettivo di prevenire e gestire situazioni di aggressività, l’Azienda ha affiancato anche attività di formazione dedicate agli operatori. In particolare sono stati organizzati:
- il corso “Strategie di gestione dell’aggressività e tutela del personale sanitario”, rivolto agli operatori del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) e del Dipartimento di Emergenza-Urgenza – Pronto Soccorso (DEA-PS);
- il corso per gli operatori di front office dedicato all’acquisizione di strumenti e competenze comunicative e relazionali per fornire risposte efficaci e prevenire situazioni conflittuali e aggressioni nei confronti degli operatori sanitari.
Gli operatori più esposti risultano essere quelli che lavorano quotidianamente a diretto contatto con i pazienti. Gli infermieri rappresentano il 62% delle segnalazioni, seguiti dai medici con il 25% e dagli operatori sociosanitari con il 6%.
Dal punto di vista di genere emerge che l’84% degli operatori coinvolti sono donne, mentre il 16% sono uomini. Il dato riflette anche la composizione del personale sanitario.
Gli episodi si distribuiscono lungo tutta la settimana: l’88% delle segnalazioni si concentra nei giorni feriali, mentre il 12% nei giorni festivi.
Per quanto riguarda gli orari, il 49% degli episodi avviene nella fascia mattutina tra le 7 e le 13, mentre il 33% si registra nelle ore notturne tra le 20 e le 7. Il pomeriggio concentra invece il 18% delle segnalazioni.
Anche i luoghi in cui avvengono gli episodi contribuiscono a delineare il fenomeno. Il 59% delle aggressioni avviene in ospedale: di queste, il 22% in Pronto Soccorso, l’11% nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) e il 23% nelle aree di degenza.
Nel territorio si registra invece il 41% degli episodi, distribuiti tra ambulatori territoriali (19%), Case e Ospedali di Comunità (17%) e servizi di emergenza-urgenza territoriale (5%).
I dati confermano come le situazioni di aggressività si concentrino soprattutto nei contesti assistenziali più complessi e nei momenti in cui la relazione tra operatori, pazienti e familiari è più intensa. Spesso si tratta infatti di episodi legati a momenti di forte tensione emotiva, come attese, condizioni di fragilità o situazioni cliniche difficili.
La Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari rappresenta quindi un’occasione per ribadire l’importanza di tutelare chi lavora ogni giorno nei servizi sanitari e promuovere una cultura di rispetto nei confronti dei professionisti della sanità. La sicurezza degli operatori è infatti una condizione fondamentale per garantire un’assistenza di qualità e un sistema sanitario efficace per tutta la comunità.