mercoledì, 11 Marzo 2026

AISI: “BENE DECISIONE CONSULTA SUI RIMBORSI IN SICILIA. SERVE UN REGOLAMENTO TARIFFARIO UNICO NAZIONALE PER EVITARE DISPARITÀ TRA REGIONI”

ROMA, 11 MARZO 2026 – La recente decisione della Corte costituzionale che ha respinto il ricorso del Consiglio dei ministri contro la norma della Regione Sicilia che incrementa di 15 milioni di euro i rimborsi alle prestazioni di laboratorio erogate dalle strutture private accreditate rappresenta, secondo l’Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti (AISI), un passaggio significativo nell’acceso dibattito sulla sostenibilità economica della sanità privata.

La pronuncia della Consulta riconosce infatti lo spazio di autonomia delle Regioni nel destinare risorse aggiuntive per garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, soprattutto in contesti dove il nuovo nomenclatore tariffario nazionale ha ridotto in modo rilevante i margini economici delle strutture.

«La sentenza – dichiara la presidente di AISI, Karin Saccomanno – evidenzia un problema reale che riguarda l’intero sistema sanitario: le tariffe nazionali della specialistica ambulatoriale spesso non riflettono i costi effettivi di produzione delle prestazioni sanitarie, soprattutto per le realtà territoriali più piccole e per le strutture che operano in contesti periferici. Il rischio è che molti centri diagnostici e laboratori, fondamentali per la sanità di prossimità, non riescano più a sostenere l’attività».

Secondo l’associazione, il caso siciliano dimostra come le Regioni siano sempre più costrette a intervenire con correttivi finanziari per compensare gli squilibri generati dal tariffario nazionale.

«Il punto centrale – sottolinea il direttore generale di AISI, Giovanni Onesti – è che oggi il sistema tariffario presenta forti disomogeneità territoriali. Alcune Regioni riescono a intervenire con risorse proprie, altre no. Questo crea inevitabilmente una sanità a velocità diverse, con effetti sia sulla sostenibilità delle strutture sia sull’accesso dei cittadini alle prestazioni».

AISI richiama inoltre l’attenzione sul contesto economico internazionale che negli ultimi mesi sta incidendo in modo significativo sui costi delle forniture sanitarie, dell’energia e delle materie prime utilizzate nei servizi diagnostici e ambulatoriali.

«I costi operativi delle strutture sanitarie stanno crescendo rapidamente – evidenzia il segretario generale di AISI, Fabio Vivaldi – e questo elemento deve essere considerato con grande attenzione nel processo di revisione del nomenclatore tariffario nazionale. Se le tariffe vengono definite sulla base di dati che non tengono conto delle dinamiche inflattive e delle tensioni economiche internazionali, si rischia di costruire un sistema tariffario già superato nel momento stesso in cui entra in vigore».

Per questo AISI ribadisce la necessità di avviare una revisione complessiva del modello tariffario della specialistica ambulatoriale.

«Serve – conclude Saccomanno – un regolamento tariffario nazionale chiaro, stabile e aggiornato, che garantisca criteri omogenei per tutte le Regioni e tenga conto dei reali costi delle prestazioni sanitarie. Solo così sarà possibile evitare distorsioni territoriali e assicurare la sostenibilità economica delle strutture sanitarie accreditate che ogni giorno contribuiscono in modo determinante all’erogazione delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale».

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