Completata la prima edizione del corso per “infermieri di famiglia e di comunità”, figure fondamentali della sanità territoriale. I primi 56 infermieri hanno ultimato il percorso formativo definito da Agenas. Al via le altre edizioni del corso: in tutto saranno formati 200 professionisti.
È terminata nei giorni scorsi la prima edizione del corso, organizzato da ASL Taranto e dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Taranto, per la formazione degli infermieri di famiglia e di comunità. In linea con il “Piano formativo” regionale approvato dalle aziende sanitarie e ordini professionali e con le previsioni del PNRR e del DM. 77/2022 sulla riforma dell’assistenza territoriale, la formazione ha seguito le indicazioni dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ed è consistita in 100 ore di lezione, altrettante di tirocinio sul campo in un setting idoneo per favorire l’apprendimento esperienziale e 20 per il project work finale sui temi delle cure primarie, sanità pubblica e infermieristica di famiglia e di comunità. Il progetto di ASL Taranto e OPI prevede altre tre edizioni del corso, per la formazione complessivamente di 200 infermieri di famiglia.
L’infermiere di famiglia e di comunità è un elemento fondamentale del nuovo modello di sanità di prossimità, una figura chiave per il pieno funzionamento delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e di tutte le strutture di prossimità previste dalla riforma del sistema sanitario territoriale. Opererà in sinergia con i medici di medicina generale e con le strutture territoriali, per garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche, fragilità o bisogni complessi, promuovendo anche la prevenzione e l’educazione alla salute e per assicurare un’assistenza integrata, accessibile e sostenibile. “Questa figura professionale si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione dei servizi territoriali e rappresenta un cambio di paradigma nell’assistenza – ha dichiarato il Commissario Straordinario della ASL Taranto, Vito Gregorio Colacicco – non più la patologia al centro, ma la persona. Ed è fondamentale formare i professionisti in modo da poter essere pronti alle nuove sfide della sanità territoriale. Sono molto soddisfatto per i primi professionisti che hanno completato la formazione e ora avanti con la formazione degli altri”.
L’infermiere di famiglia avrà un approccio completo ponendo l’attenzione sulla prevenzione delle acuzie e sulla gestione del post-acuzie per rispondere alla trasformazione che si sta già verificando, con il progressivo invecchiamento della popolazione e quindi la maggiore diffusione delle malattie croniche. È pertanto indispensabile avere professionisti formati per evitare il ricorso non necessario alle cure ospedaliere, a cui sarà demandata solo la gestione delle fasi acute, e per garantire il supporto ai pazienti e alle loro famiglie nella fase post-acuta e la presa in carico continuativa delle cronicità.
“Sono estremamente soddisfatto, ma anche emozionato per il completamento della prima parte del percorso fortemente voluto dagli OPI della Puglia e che segna un passo importante per rafforzare l’assistenza di prossimità e dare piena attuazione al DM 77/2022. – queste le parole del presidente dell’OPI Taranto, Pierpaolo Volpe – La formazione svolta dagli infermieri rappresenta un investimento nel presente e nel futuro della sanità territoriale”.