sabato, 7 Marzo 2026

San Jacopo a Pistoia, collaborazione e innovazione nell’ospedale della città. Visita dell’assessora Monni con il sottosegretario Dika

Una grande squadra che sa lavorare collaborando e in modo integrato, eccellenze inserite in una rete più ampia che dialoga con le altre strutture sanitarie dell’Asl Toscana centro e dell’intera regione. Innovazione, investimenti sulle nuove tecnologie, ma anche attenzione alla persona: concreta e non solo uno slogan, per stare vicino ai bisogni dei più fragili.

La visita all’ospedale San Jacopo di Pistoia dell’assessora alla sanità, al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni, accompagnata dal sottosegretario alla presidenza Bernard Dika, è stata l’occasione per passare in rassegna numeri e interventi già realizzati, ma anche un momento di ascolto per poi definire l’agenda per i prossimi cinque anni di legislatura.  Con loro c’erano il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari, la direttrice sanitaria Lucilla Di Renzo  e i vertici dell’ospedale.

Con i suoi quarantaduemila metri quadri immersi nel verde, il presidio rivolge i propri servizi ad un territorio dove vivono 170 mila persone.

 “Questo ospedale ha fatto della collaborazione tra reparti e discipline diverse la sua cifra – commenta a caldo l’assessora Monni -. Tra le punte di eccellenza mi soffermo sulla dialisi, che qui ha un percorso di integrazione sempre più sul territorio, con prestazioni anche domiciliari”. “Pure il percorso nascite – aggiunge – costituisce un’altra eccellenza: con parti sempre più naturali e un’attenzione a non renderli troppo medicalizzati, naturalmente in collegamento con le neonatologie degli altri ospedali per le gravidanze a rischio”. “A breve – annuncia – sarà inaugurata anche la vasca per il parto in acqua”. 

“Su questo ospedale – assicura Monni – continueremo ad investire. Aumenteranno i posti letto di terapia intensiva e subintensiva. Enorme è già stato l’investimento fatto con risorse Pnrr sull’innovazione tecnologica e i macchinari per avere diagnosi sempre più efficaci”. A terapia intensiva e subintensiva sono state destinati oltre cinque milioni di euro. Altri quattro milioni sono stati indirizzati alle apparecchiature. “L’altra parte dell’investimento, case ed ospedali di comunità, sarà la medicina sul territorio” conclude l’assessora, ribadendo come “la difesa della sanità pubblica costituisca per la Regione una priorirà”, anche mettendo risorse proprie da togliere ad altri settori se i fondi nazionali sono insufficienti: “non un buco e neppure un ammanco – commenta -, ma scelte per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini , garantire un’alta qualità delle cure e un approccio universalistico, dove tutti i pazienti sono uguali”. “E se – conclude- per difendere il sistema sanitario pubblico è necessario alzare le tasse a chi guadagna di più, come abbiamo fatto con l’addizionale Irpef, anche questa  una scelta”.    

“Il San Jacopo è un presidio fondamentale della rete sanitaria della Toscana Centro, dove ogni giorno si esprime un grande patrimonio di competenze e professionalità – evidenzia il sottosegretario alla presidenza, Bernard Dika -. Le professionalità presenti a Pistoia rappresentano una risorsa importante per tutta la sanità della Toscana Centro e meritano di essere pienamente valorizzate anche nei percorsi di responsabilità e di guida del sistema”.

Pazienti e prestazioni nel 2025
I numeri registrati dal presidio pistoiese l’anno scorso sono importanti. Ed eccoli, mentre si dipanano nel corso della visita:: 65 mila accessi gestiti dal pronto soccorso, con ricoveri nel 14 per cento dei casi; altri 2673 accessi attraverso l’Ama (l’area medica di accettazione) che hanno portato a 703 ricoveri; 7865 interventi chirurgici (di cui 5525 programmati), 579 ricoveri in terapia intensiva, 3490 prestazioni di terapia del dolore, 450 ricoveri nel reparto di cardiologia che ospita sedici posti letto di terapia sub-intensiva e che sarà potenziato;  sei milioni di indagini di laboratorio (più di diecimila ogni giorno); 1032 parti; 95.584 esami di radiologia  (comprese 30.174 Tac e 3719 risonanze magnetiche); 706 trattamenti di radioterapia e 157 mila prestazioni del polo ambulatoriale dove lavorano 47 infermieri ed otto operatori socio sanitari: dall’oculistica alla pneumologia, dalla cardiologia all’Orl, dalla ginecologia all’urologia, dalla medicina interna alla neurologia, per proseguire con angiologia, endocrinologia, reumatologia, senologia e medicina complementare, dietetica e podologia.

Oltre ai numeri ci sono le eccellenze. L’ospedale di Pistoia è un punto di riferimento per la chirurgia epatobiliare (fegato e bile) e bariatrica, ovvero tutti quegli interventi miniinvasivi per trattare l’obesità grave. Il presidio pistoiese è anche fulcro per l’area vasta della Toscana Centro per la calcolosi urinaria complessa e l’urologia funzionale, oltre ad essere punto di riferimento per la chirurgia del piede  e la chirurgia dell’orecchio. Completano l’offerta la chirurgia vascolare, la dermatologia, la ginecologia e l’oculistica. 

Strumenti come la musicoterapia o il massaggio dolce affiancano la gestione clinica dei neonati. In pediatria è attivo da giugno del 2025 anche il monitoraggio intensivo per epilessie sospette e disturbi del sonno: in poco più di sei mesi sono stati seguiti ventisei pazienti, bambini ed adoloscenti, da tutta l’Asl Toscana Centro. Non manca la ‘pet teraphy’, ovvero l’uso di animali da compagnia per rasserenare i piccoli pazienti, ed altri specifici programmi per ridurre ed alleviare il carico psicologico di un ricovero, dai medici clown in corsia al controllo del dolore, da un pianoforte presente nella hall del presidio a decorazioni ad una biblioteca per il prestito di libri. Non a caso il San Jacopo è riconosciuto dall’Unicef come “ospedale amico del bambino” ed ha ricevuto tre bollini rosa dalla Fondazione Onda per l’attenzione alla salute femminile.   

Referti e analisi digitali e ‘intelligenti’
L’innovazione riguarda anche le analisi cliniche e la diagnostica microbiologica. Un sistema di automazione indirizza i campioni secondo codici di priorità, assicurando assistenza immediata alle emergenze. In questo modo i tempi di refertazione si sono ridotti drasticamente. La lettura digitale delle immagini di diagnostica microbiologica permette invece di eseguire referti da remoto anche quando il microbiologo non è fisicamente presente, all’interno di una rete che coinvolge Prato, Pistoia e Empoli: un servizio importantissimo in caso di sepsi e meningiti, quando tempo e velocità nell’acquisire i risultati di un’analisi possono fare davvero la differenza.

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