Tra un mese saranno conclusi anche i lavori della Casa di Comunità. L’assessore regionale alla Sanità: “Le cure vanno garantite tutti, entro fine anno saremo di fronte a un cambiamento epocale in Sanità”.
Ceva, 12 febbraio 2026. E’ stato inaugurato ieri a Ceva l’ospedale di Comunità: 20 posti letto che saranno attivati entro due mesi, dopo oltre 400 giorni di lavoro e un costo complessivo dell’opera di circa 2,3 milioni (1,5 milioni oltre all’Iva per i soli lavori). Il contratto era stato concluso con la Multi Manutenzione srl, la ditta subbalpaltatrice (che ha di fatto eseguito i lavori) è la PM2 costruzioni. “L’intervento – ha spiegato il direttore generale Giuseppe Guerra nel corso dell’evento, al quale ha partecipato l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi (era presente anche la consigliera regionale Federica Barbero) con il collega Massimo Nicolò della regione Liguria – è il risultato di un progetto condiviso che si inserisce nel contesto anche di altre operazioni che vedono Ceva protagonista, in una serie di interventi strutturali e di miglioramento tecnologico per una spesa di circa 12 milioni”.
Nel corso della serata è stato firmato, di fronte a un’affollata assemblea nella sede dell’Unione Montana, una dichiarazione di intenti tra le due regioni confinanti. L’assessore Federico Riboldi: “Ritengo fondamentale stabilire collaborazioni tra le aree di confine, che presentano spesso maggiori difficoltà, ma le cure vanno garantite a tutti. Ringrazio il collega Massimo Nicolò che ha accettato il mio invito a partecipare al confronto. Grazie al sindaco di Ceva Fabio Mottinelli, al direttore dell’Asl Giuseppe Guerra e ai suoi collaboratori. E grazie alla ditta che ha condotto i lavori. E’ importante l’umanizzazione degli spazi, che incide anche sulla cura e l’accoglienza del paziente. Entro il 2026 tutta la Regione avrà Presidi di territorio, segnando un cambiamento epocale che dovremo sfruttare al meglio.”
Anche l’assessore Nicolò, accompagnato dalla consigliera Sara Foscolo, ha rimarcato l’importanza di stabilire sinergie tra territori con una naturale mobilità della popolazione nelle aree di confine e garantisce la massima disponibilità alla collaborazione.
Soddisfatto il sindaco di Ceva Mottinelli per l’attenzione di cui è fatto oggetto da un po’ di tempo l’ospedale: “Questo cambio di marcia è anche dovuto al percorso di collaborazione stabilito con Mondovì, gli altri sindaci del territorio e la Regione. Dobbiamo concentrarci su un progetto complessivo al di là dell’estemporaneità, perché Sanità non è soltanto ospedale”.
Intanto a Ceva, entro circa un mese, sarà pronta anche la Casa di Comunità (presso il Distretto) e la sua attivazione garantirà una risposta puntuale ai cittadini, riducendo anche gli accessi da codice bianco o di bassa complessità dei Pronto soccorso. L’avvio dei lavori di sicurezza antisismica
consentiranno poi collocazioni più omogenee dei reparti e l’ottimizzazione dei percorsi. Entro maggio sarà collocata la nuova Tac 128 slides che segue l’attivazione dell’osteodensitometro e si
inserisce in un progetto generale di ammodernamento delle strumentazioni diagnostiche radiologiche degli ospedali dell’Asl CN1.
Dopo l’estate, con la conclusione dei lavori della nuova dialisi presso l’ospedale di Mondovì sarà anche avviato il cantiere per il rifacimento dell’impianto di osmosi per il Servizio attivo a Ceva. Sempre a Ceva è stato registrato nel 2025, rispetto all’anno precedente, un incremento del 15% (da 12.124 prestazioni a 14.005) dell’attività di visite e prestazioni diagnostiche monitorate nell’ambito del percorso nazionale di governo delle liste d’attesa e si prevede l’ulteriore potenziamento per l’ortopedia con l’assunzione di uno specialista dedicato all’area Sud. Potenziata anche la chirurgia ambulatoriale complessa e day surgery con un incremento del 17% delle prestazioni (da 3009 a 3529) e aperto un ambulatorio di chirurgia della mammella.
L’assessore ha inoltre proposto lo studio di fattibilità per l’implementazione di un centro dedicato all’ossigenoterapia iperbarica.
Nella premessa della dichiarazione di intenti firmata dagli Assessori si sottolinea che “le Regioni Liguria e Piemonte condividono l’interesse a rafforzare la collaborazione istituzionale nei settori della sanità pubblica, dell’assistenza territoriale e della gestione integrata dei servizi; le rispettive Aziende ATS Liguria e ASL CN1 operano in contesti territoriali con esigenze assistenziali affini, che richiedono un approccio coordinato, innovativo e sostenibile; la cooperazione interregionale rappresenta uno strumento strategico per migliorare la qualità dei servizi, favorire la condivisione di esperienze e ottimizzare le risorse disponibili.”