giovedì, 12 Febbraio 2026

ASL Foggia. Presidio Ospedaliero San Severo: intervento salvavita su una donna alla 14esima settimana

Condividi:

L’équipe del Reparto di Ginecologia e Ostetricia del Presidio Ospedaliero Teresa Masselli Mascia di San Severo ha eseguito un intervento salvavita su una donna alla 14esima settimana di gravidanza, asportando ovaio e tuba destra, dopo la diagnosi di ascesso ovarico complicato da peritonite.

RICOVERO

La paziente, 37 anni, in attesa del secondo figlio, è stata dimessa dopo cinque giorni di ricovero. Era arrivata al Pronto Soccorso della struttura di ASL Foggia, il 31 gennaio scorso, con un quadro clinico severo e in rapido peggioramento. Già dalla fine di dicembre accusava dolori addomino-pelvici, per i quali aveva effettuato diverse consulenze specialistiche, senza tuttavia indicazione per il ricovero. Con il passare dei giorni, la sintomatologia si è aggravata progressivamente, fino a diventare invalidante, impedendole di dormire e alimentarsi regolarmente.

DIAGNOSI

Una volta giunta nella struttura ospedaliera di San Severo, la paziente è stata sottoposta ad approfondimenti clinici e strumentali che hanno consentito di formulare in tempi rapidi la diagnosi di ascesso ovarico con segni di peritonite, condizione potenzialmente gravissima sia per la madre che per il bambino. A poche ore dall’accesso in ospedale, è stata trasferita in sala operatoria per l’intervento chirurgico d’urgenza.

INTERVENTO CHIRURGICO SALVAVITA

L’operazione è stata eseguita dall’équipe diretta dal dott. Antonio Lacerenza, Direttore Unità Operativa Complessa Dipartimento Materno Infantile, con il determinante contributo della dott.ssa Lucia Mangiacotti e del dott. Antonio Li Bergoli. L’intervento si è concluso con esito positivo, consentendo la rimozione dell’ascesso e la stabilizzazione del quadro clinico.

L’ascesso ovarico o tubo-ovarico è una raccolta di pus a carico delle ovaie e delle tube di Falloppio che può manifestarsi come massa palpabile in sede pelvica. Nel 15% dei casi, può rappresentare una complicanza della salpingite ed essere correlato alla malattia infiammatoria pelvica. È spesso associato a infezioni acute o croniche e si presenta con sintomi importanti, quali dolore pelvico intenso, febbre e segni di irritazione peritoneale. Una diagnosi tardiva aumenta significativamente il rischio di rottura dell’ascesso e di diffusione sistemica dell’infezione.

MIGLIORAMENTO E DIMISSIONI

La tempestività dell’intervento è stata decisiva”, dichiara Antonio Lacerenza, Direttore del Reparto di Ginecologia e Ostetricia. “Ci siamo trovati di fronte a una situazione clinica complessa: l’ascesso ovarico – spiega – soprattutto se associato a peritonite, può determinare la rottura della raccolta purulenta e l’insorgenza di shock settico, con rischi concreti per la vita della paziente e del nascituro. L’immediata presa in carico in Pronto Soccorso e il rapido trasferimento in sala operatoria – sottolinea – hanno consentito di interrompere l’evoluzione del quadro infettivo e di mettere in sicurezza la gravidanza”.“Dopo l’intervento – prosegue Lacerenza – le condizioni della paziente sono nettamente migliorate. La gravidanza prosegue regolarmente, senza complicazioni, e dopo un adeguato periodo di osservazione in reparto, la donna è stata dimessa ed è rientrata a casa in buone condizioni generali. Questo risultato testimonia l’efficacia del lavoro multidisciplinare e l’elevato livello di competenza dell’équipe”.

Notiziario

Archivio Notizie