venerdì, 30 Gennaio 2026

Al via lo studio ReMaP-POPP che aiuta il bambino a trovare la strada giusta per nascere

Scienza e tradizione per lo studio che coinvolge oltre 500 donne 

Monza, 30 gennaio 2026 – Al via lo studio ReMaP-POPP, che mette al centro il corpo della  donna, il movimento e il rispetto dei tempi del parto. L’obiettivo è capire se il Rebozo, uno  scialle intrecciato utilizzato nella pratica ostetrica messicana, e alcune posture materne possono aiutare il bambino a ruotare nella posizione più favorevole per la nascita. Tutto  questo in una chiara prospettiva scientifica, che unisca il rigore della ricerca alle conoscenze  e alle culture tradizionali. 

Il travaglio è un viaggio intenso e unico. In molti casi, il corpo della donna e quello del  bambino trovano spontaneamente il modo migliore per lavorare insieme. A volte, però, il  bambino assume una posizione che può rendere il parto più lungo e faticoso: è la cosiddetta  posizione occipito posteriore persistente (POPP), quando la testa e la schiena del feto sono  rivolte verso la schiena della madre. 

Questa posizione è più comune di quanto si pensi: all’inizio del travaglio il bambino è in  questa posizione una volta su 3, mentre solo in un caso su 10 rimane così fino al parto.  Spesso infatti il bambino riesce a ruotare da solo durante il travaglio, ma quando questo  non avviene, il percorso verso la nascita può essere più complesso, con più dolore per la  mamma e più probabilità di interventi medici come il cesareo, e più difficoltà per il neonato. 

È in questo contesto che nasce lo studio ReMaP-POPP (dove Re sta per Rebozo, MaP  Posizione Materne, Popp posizione occipito posteriore persistente), a seguito di una  domanda semplice ma fondamentale: è possibile rendere il travaglio più fluido e positivo  affidandosi a pratiche rispettose del corpo e dell’esperienza materna? Oggi, infatti, non ci  sono evidenze scientifiche sufficienti per stabilire quale sia la pratica migliore in caso di  posizione occipito posteriore durante il travaglio. Questo studio vuole contribuire a colmare  questa mancanza, offrendo nuove conoscenze utili per un’assistenza alla nascita efficace e sicura.

Nell’arco di 16 mesi saranno coinvolte 578 donne in travaglio con gravidanza a termine e  bambino in posizione occipito posteriore: a metà di loro sarà proposto il Rebozo insieme a  posture materne specifiche come l’inversione in avanti e il rilascio laterale, per l’altra metà  l’approccio sarà quello abitualmente seguito negli ospedali. Sia il Rebozo che le posture  dell’inversione in avanti e del rilascio laterale sfruttano la gravità e i cambiamenti del bacino  per incoraggiare la rotazione spontanea della testa fetale, senza forzature e senza interventi  invasivi. 

“La posizione occipito posteriore persistente può avere un impatto significativo  sull’andamento del parto e sull’esperienza della donna – spiega la dott.ssa Sara Ornaghi,  Responsabile Scientifica dello studio e medico ricercatore della Struttura complessa di  Ostetricia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori -. Nonostante questo, ad oggi  non esistono indicazioni chiare e condivise su quali interventi siano realmente efficaci per  favorire la rotazione della testa fetale. Con lo studio ReMaP-POPP vogliamo valutare in modo  rigoroso l’efficacia di Rebozo e posture materne specifiche, tecniche già impiegate nella  pratica clinica e percepite positivamente dalle donne ma per le quali è fondamentale  produrre evidenze scientifiche solide a supporto dell’utilizzo”. 

“Un aspetto centrale dello studio è l’attenzione all’esperienza materna dell’evento nascita – spiegano l’ostetrica Simona Fumagalli e l’ostetrica Maria Panzeri del San Gerardo e  ricercatrici dell’Università di Milano-Bicocca -. Il nostro obiettivo non è solo migliorare gli  esiti clinici, ma anche promuovere un’assistenza al parto più rispettosa, che metta la donna  al centro e valorizzi il suo ruolo attivo durante il travaglio”.  

Secondo la dott.ssa Marzia Maini, responsabile di Sala Parto, e la prof.ssa Anna Locatelli,  Direttore della Struttura complessa di Ostetricia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei  Tintori, lo studio ReMaP-POPP rappresenta un’opportunità per integrare saperi tradizionali e  ricerca scientifica, riconoscendo il valore di interventi che accompagnano, piuttosto che  forzare, i processi naturali della nascita. 

Per ulteriori informazioni sullo studio è possibile contattare: 

dott.ssa Sara Ornaghi – sara.ornaghi@irccs-sangerardo.it 

dott.ssa Simona Fumagalli – simona.fumagalli@unimib.it 

dott.ssa Maria Panzeri – maria.panzeri@unimib.it

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