Milano, 29 gennaio 2026 – Manca ormai poco all’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, quando i riflettori si accenderanno su sci, snowboard, hockey e pattinaggio su ghiaccio, per citare solo alcune delle discipline più seguite. Sport fino a poco tempo fa ritenuti off-limits per chi convive con una malattia reumatologica e che oggi, invece, grazie al miglioramento delle conoscenze mediche e delle terapie, possono essere addirittura consigliati ai pazienti. In occasione di questo grande appuntamento sportivo e mediatico, la Società Italiana di Reumatologia (SIR) ribadisce l’importanza dell’esercizio fisico, anche col freddo: muoversi in inverno non solo è possibile, ma fa bene.
“Le Olimpiadi ci danno l’opportunità di chiamare in causa e sfatare due falsi miti che ancora oggi circondano le malattie reumatologiche, ossia che l’attività fisica e il freddo siano dannosi”, dichiara Andrea Doria, Presidente SIR e Professore di Reumatologia dell’Università di Padova. “Non è così. Partiamo dall’attività fisica: se effettuata senza sovraccarico articolare, riduce il dolore, favorisce la mobilità articolare, protegge la struttura muscoloscheletrica, influisce positivamente sull’umore e sulla qualità del sonno, migliora la tollerabilità ai farmaci; è, quindi, parte integrante della cura in reumatologia. Venendo al freddo, non è vero che causi o peggiori le malattie reumatologiche, non è un fattore biologico in grado di riaccenderle; semplicemente aumenta la rigidità muscolare e riduce temporaneamente l’elasticità dei tessuti, producendo un effetto neurosensoriale di amplificazione della percezione dolorosa. Questa distinzione è fondamentale, perché cambia completamente l’approccio all’attività fisica in inverno nei nostri pazienti”.
“Non esistono, quindi, sport ‘vietati’ ma neppure adatti a tutti”, precisa Simone Parisi, Delegato regionale SIR per Piemonte e Valle d’Aosta e Direttore FF Struttura Complessa Reumatologia AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. “Si può individuare l’attività giusta per ogni persona, da personalizzare in base al tipo e alla fase di malattia, al grado di disabilità, al livello di allenamento e alle condizioni generali del singolo. Sci di fondo, ciaspolate, pattinaggio possono essere sport molto completi: migliorano equilibrio, coordinazione, forza neuromuscolare e anche la densità ossea. L’importante è prepararsi e scegliere il percorso più adatto alle proprie articolazioni”.
“Preparazione che si costruisce lavorando innanzitutto sull’equilibrio – prosegue Parisi. – Non si può pensare di fare sci di fondo, pattinare o anche solo camminare sulla neve, se prima non si è lavorato su postura, stabilità delle diverse articolazioni e del core. Allenare la forza senza aver raggiunto un buon controllo dell’equilibrio e del movimento aumenta il rischio di infortuni e riduce i benefici. Per questo è importante, soprattutto all’inizio, farsi seguire da professionisti: medico dello sport, chinesiologo e, nel caso delle nostre patologie, dal reumatologo, che fornisce una valutazione sul livello di attività della malattia. Così si può delineare un programma ragionato sul paziente, su quelle che possono essere le attività preparatorie all’attività fisica, nonché sulle performance che ci si può aspettare”.
“Le Olimpiadi e soprattutto le Paralimpiadi ci insegnano che lo sport non è solo competizione – aggiunge l’esperto – ma cultura del corpo, rispetto dei limiti e adattamento intelligente. È esattamente quello che facciamo ogni giorno in reumatologia: non chiediamo ai pazienti di fermarsi, ma di muoversi meglio, in modo consapevole e sicuro. Il movimento è uno dei farmaci più potenti che abbiamo, una vera terapia da affrontare con la stessa serietà delle cure farmacologiche. Fatto nel modo corretto, l’esercizio fisico arriva dove i farmaci non possono, agendo su meccanismi neuromuscolari e biomeccanici fondamentali”.
“Oggi disponiamo di farmaci potenti che hanno rivoluzionato la reumatologia: se la diagnosi è precoce, la remissione è sempre più spesso raggiungibile e molti pazienti riescono addirittura a sospendere il cortisone. Proprio per questo sarebbe un errore perdere terreno sul piano dello stile di vita e del benessere generale. L’attività fisica non agisce solo sulle articolazioni, ma ha effetti profondi sulla salute complessiva della persona e rappresenta uno strumento fondamentale anche in termini di prevenzione. Fattori di rischio come fumo, obesità e sedentarietà incidono in modo significativo sullo sviluppo e sull’evoluzione delle malattie reumatologiche: promuovere il movimento significa ridurre questi rischi”, conclude il Presidente Doria.
Riassumendo, sono cinque le regole d’oro indicate dai reumatologi SIR per praticare sport invernali in sicurezza:
1. Personalizzazione dell’attività: scegliere sport, intensità e carichi in base al tipo di malattia, alla fase clinica e alle articolazioni coinvolte. I sovraccarichi articolari eccessivi andrebbero comunque sempre evitati.
2. Preparazione mirata prima della stagione: lavorare su equilibrio, postura, stabilità e controllo del movimento già nei mesi precedenti.
3. Guida specialistica: costruire il programma insieme a reumatologo, medico dello sport e professionisti dell’esercizio per muoversi in modo efficace e sicuro.
4. Riscaldamento attivo prima dell’attività: fondamentale per ridurre rigidità e rischio di infortuni.
5. Adeguata protezione termica: abbigliamento tecnico per mantenere muscoli e articolazioni al caldo.