Giani: “Le case di comunità trasformeranno, nel 2026, la sanità territoriale della regione”
Delle settanta case di comunità finanziate con i fondi del Pnrr, un’altra è stata inaugurata oggi: quella di Porto Santo Stefano sull’Argentario. Si costruisce anche così la nuova rete di assistenza sanitaria sul territorio, per offrire nuovi servizi di prossimità e sfoltire gli accessi nei pronto soccorsi.
“Oggi a Porto Santo Stefano – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – inizia la grande riforma della sanità territoriale toscana, con il taglio del nastro di una delle prime delle case di comunità finanziate con i fondi Pnrr”.”Completare la riorganizzazione della sanità territoriale – commenta – è una delle grandi sfide di questa legislatura e di questa autentica riforma le case e gli ospedali di comunità, così come le centrali operative territoriali, sono l’architrave”.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, assieme al presidente Giani, il direttore della Asl Toscana Sud Est Marco Torre e la direttrice della zona distretto Colline dell’Albegna Roberta Caldesi.
“L’obiettivo della nuova assistenza sanitaria territoriale – spiega ancora Giani – è curare e prendere in carico i bisogni di salute delle persone nei territori dove abitano, soprattutto nel caso di anziani e malati cronici, riducendo spostamenti ed accessi impropri a pronto soccorso ed ospedali”. “Grazie ai fondi del Pnrr – conclude – abbiamo finanziato settanta case di comunità, ventitré ospedali di comunità e trentasette centrali operative territoriali. I cantieri si stanno chiudendo, siamo riusciti a rispettare il cronoprogramma che ci eravamo dati e presto i territori ne raccoglieranno i frutti”.
La nuova struttura di via Barellai ha iniziato la sua attività nelle scorse settimane, una volta completato il trasloco dalla precedente struttura del distretto sanitario. Non è solo un cambio di sede, ma la messa a terra di un nuovo modello di assistenza sanitaria che punta sulla prossimità delle cure.
La nuova Casa di comunità è dotata di due ingressi: da via Collodi si accede agli ambulatori dei medici di medicina generale e per la continuità assistenziale (guardia medica), mentre da via Barellai si entra per tutti gli altri servizi rivolti la cittadinanza. Tra questi ci sono il Punto unico d’accesso (Pua) per la presa in carico di qualsiasi bisogno sociosanitario, assistenziale o di cura con attivazione di percorsi personalizzati,, le assistenti sociali, il Centro unico prenotazioni (Cup), il punto prelievi e l’ambulatorio infermieristico.
Per la ristrutturazione e la sistemazione dei locali è stato investito un milione e 700mila euro di risorse Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, a cui se ne sono aggiunti altri 90 mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana.