Nella giornata di oggi, mercoledì 28 febbraio 2026, presso i Reparti Pediatrici dell’Ospedale di Cona, si è svolta la consegna di doni destinati ai piccoli pazienti. La donazione è il frutto di una raccolta fondi promossa dalla società sportiva Jolanda Calcio per onorare la memoria di Luca Gabrieli, stimato collaboratore scolastico e sportivo, scomparso nel marzo dello scorso anno.
Il progetto è nato dalla volontà di Giada Finotti, moglie del Direttore Sportivo Matteo Curti, che nelle settimane successive alla scomparsa di Gabrieli ha coordinato la raccolta dei contributi, avvenuta su base volontaria, all’interno delle scuole e del settore giovanile. La scelta di destinare il ricavato ai reparti pediatrici rispecchia un’indicazione espressa dallo stesso Luca.
Lo Jolanda Calcio, realtà sportiva con sede a Jolanda di Savoia, è nata cinque anni fa da una costola dello Jolanda Volley e condivide con quest’ultima il presidente, Matteo Penazzi. La società si dedica esclusivamente al settore giovanile, contando circa 150 tesserati di età compresa tra i 5 e i 16 anni.
La figura di Luca Gabrieli ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la comunità jolandina: oltre all’impegno come arbitro di calcio e collaboratore delle società sportive locali, era conosciuto da moltissimi ragazzi per il suo ruolo all’interno della scuola. Per i giovani atleti Gabrieli non era solo un supporto operativo, ma un amico e un confidente.
Alla consegna del materiale presso il nosocomio ferrarese hanno preso parte Giada Finotti, Filippo Saggia, Gabriele Vecchiatini, Filippo Ravalli e Paolo Rosignoli (vice Presidente) dello Jolanda Calcio accolti dalla Direttrice della Pediatria di Cona Agnese Suppiej e dalla Coordinatrice Infermieristica Franca Mazzini.
“Jolanda e i ragazzi hanno perso una persona davvero speciale”, ha sottolineato Matteo Curti, responsabile del settore giovanile della società. “Questa iniziativa rappresenta il modo più concreto per ricordare una persona apprezzata dal mondo sportivo e molto cara a tutta la comunità, trasformando il dolore per la sua perdita in un gesto di supporto per i bambini che affrontano percorsi di cura”.