Roma, 26 gennaio 2026 – Bene valorizzare le professioni sanitarie, ma attenzione a rispettare i ruoli e i livelli di responsabilità. Questa, in estrema sintesi, la posizione presentata dalla Federazione CIMO-FESMED alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell’ambito del ciclo di audizioni sul disegno di legge in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.
“L’intento di valorizzare le professioni sanitarie, obiettivo del presente disegno di legge, è senz’altro condivisibile, stante la grave crisi che, a diversi livelli, sta attraversando il personale sanitario del Servizio sanitario nazionale – si legge nel documento presentato -. Ma la valorizzazione delle professioni sanitarie non mediche non deve e non può costituire in alcun modo una minaccia per il ruolo, le competenze e la professionalità dei medici, che sono frutto di un percorso formativo ed esperienziale senza pari tra le altre professioni”.
A tal proposito, per la Federazione CIMO-FESMED il disegno di legge potrebbe rappresentare un’ottima opportunità per prevedere la definizione di atto medico, che precisi le competenze affidate in via esclusiva al medico.
Per quanto riguarda la responsabilità professionale, infine, CIMO-FESMED evidenzia come sia “paradossale che la circostanza scriminante della colpa grave possa prevedere comportamenti proattivi a cura dell’esercente l’attività sanitaria, quando com’è noto questi non ha alcun potere di incidere sulla scarsità di risorse umane o strumentali ovvero sulle carenze organizzative”.
In conclusione, “il sindacato CIMO-FESMED condivide gli obiettivi del disegno di legge in oggetto, ma ritiene che le osservazioni prodotte nel presente documento possano essere approfondite nella predisposizione dei decreti delegati, a cui la Federazione CIMO-FESMED presterà particolare attenzione nell’ottica di valorizzare e salvaguardare le peculiarità del ruolo dei medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale”.