lunedì, 26 Gennaio 2026

AUSL FERRARA. GENNAIO È MESE DELLA PREVENZIONE DEL TUMORE AL COLLO DELL’UTERO: IMPORTANZA DELLO SCREENING E I SERVIZI OFFERTI

Gennaio è il mese della prevenzione del tumore del collo dell’utero, un’occasione per promuovere i programmi di Screening a disposizione dei cittadini. La prevenzione è lo strumento più efficace per prevenire il carcinoma della cervice uterina, che rappresenta il quinto tumore più frequente nelle donne sotto i 50 anni di età e, nel complesso, l’1,3% di tutti quelli diagnosticati. Attraverso gli screening si ha la possibilità di eseguire esami specifici gratuiti con lo scopo di identificare precocemente le lesioni precancerose, così da poterle trattare e curare tempestivamente.

L’infezione da Papilloma virus umano (HPV) è la principale causa del tumore della cervice uterina, trasmesso anche per via sessuale e molto frequente soprattutto nelle persone giovani. La maggior parte delle infezioni regredisce spontaneamente. Quelle persistenti, però, causano lesioni nel collo dell’utero che possono evolvere in tumore. Il lasso di tempo tra l’infezione e lo sviluppo del tumore è lungo ed è pertanto importante intercettare le lesioni e trattarle prima che queste degenerino.

VACCINAZIONE ANTIPAPILLOMAVIRUS. Dal 2007 è disponibile un efficace vaccino che oggi permette di prevenire oltre il 90% dei tumori associati a HPV. Per ridurre drasticamente l’incidenza dei tumori HPV correlati è necessario raggiungere elevati livelli di copertura vaccinale nella popolazione target. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’obiettivo è arrivare ad una copertura vaccinale del 90% delle ragazze entro i 15 anni di età entro il 2030. In Italia il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale alza l’obiettivo di copertura al 95% a 15 anni per entrambi i sessi.

La vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente a:

– tutti i ragazzi e le ragazze al compimento dell’undicesimo anno d’età;

– alle ragazze al compimento dei 25 anni, se non vaccinate in precedenza;

– ai ragazzi fino al compimento dei 26 anni, a partire dai nati nel 2006.

La gratuità è prevista anche per tutte le donne operate per lesioni precancerose HPV correlata. Con i nuovi Piani Nazionale e Regionale di Prevenzione Vaccinale, il vaccino viene inoltre offerto ai soggetti rientranti nelle categorie di rischio (pazienti candidati a terapia immunosoppressiva, HIV positivi, soggetti che intraprendono il percorso di transizione, sex workers, ecc. senza distinzione di sesso.

“Nella provincia di Ferrara – dichiara la dott.ssa Clelia de Sisti, Direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Ferrara – la campagna di vaccinazione dei 12enni in corso nel 2026 interessa i nati nel 2014 per la seconda dose e i nati nel 2015 per l’inizio del ciclo vaccinale”.

E’ importante ricordare che, data l’efficacia comprovata della vaccinazione, la Regione Emilia-Romagna ha rimodulato il Programma di screening del tumore della cervice uterina ed è stata posticipata a 30 anni la prima chiamata allo screening per le donne vaccinate con almeno due dosi per HPV, entrambe somministrate prima del compimento dei 15 anni.

“Rimane fondamentale – termina De Sisti – mantenere e rafforzare la campagna di vaccinazione contro HPV, con il coinvolgimento attivo del territorio (in particolare Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale e consultori familiari) e degli specialisti (pediatri, ginecologi, oncologi) con azioni di counselling e promozione di questo importante vaccino”.

LO SCREENING. Oggi sconfiggere il carcinoma della cervice uterina è un traguardo possibile grazie a strategie di prevenzione sempre più efficaci. L’implementazione sistematica dei programmi di screening sul territorio nazionale ha segnato una svolta storica: i dati delle più recenti riviste oncologiche evidenziano come questa rete di protezione abbia permesso di ridurre del 40% l’insorgenza di nuove diagnosi e di dimezzare il tasso di mortalità legato a questa patologia.

Lo screening – mette in evidenza la dott.ssa Caterina Palmonari, Direttrice dell’Unità Operativa Complessa Screening Oncologici provinciali dell’Azienda USL di Ferrara – è uno strumento molto efficace di prevenzione in quanto è in grado di rilevare il Papilloma virus (HPV) e di individuare e trattare precocemente le lesioni precancerose, prevenendo così la formazione di tumori invasivi. Il programma di Screening prevede l’offerta di un HPV test o di un PAP test, esami efficaci, semplici e gratuiti, che vengono eseguiti dalle Ostetriche presso tutti i Consultori attivi sul territorio provinciale, a tutte le donne in fascia di età compresa tra i 25 ed i 64 anni. Un’importante novità è stata introdotta da aprile 2025, quando abbiamo incrementato la possibilità di partecipare al programma di prevenzione anche tramite la modalità di Autoprelievo HPV (self-samplig), che permette alle donne che hanno ricevuto l’invito di eseguire l’esame direttamente a casa, ritirando il kit presso le Farmacie aderenti al progetto. Questa ulteriore modalità di accesso allo screening, caratterizzata da una maggior versatilità dell’offerta, ha la finalità di facilitare ulteriormente la partecipazione al programma di prevenzione. Il test HPV tramite autoprelievo è infatti un’opportunità integrativa, che si aggiunge e non sostituisce lo screening tradizionale”.

Oggi, sempre di più, si parla di approccio alla salute OneHealth (ovvero promuove una presa in carico globale della persona, fondata sull’integrazione tra salute umana, ambiente e contesto sociale, con particolare attenzione alla prevenzione e alla promozione del benessere lungo tutto il corso della vita, ndr)- dichiara la dott.ssa Chiara Pavani, Dirigente delle Professioni Sanitarie –Area Ostetrica – ed è fondamentale  occuparsi della salute della donna, quale pilastro della società contemporanea. L’ostetrica rappresenta il professionista sanitario per eccellenza, in virtù della sua specifica formazione, in grado di garantire il benessere della donna agendo in prevenzione primaria e secondaria per la salute ginecologica. L’ostetrica accoglie la donna in consultorio o a domicilio, per l’esecuzione del Test HPV e del Pap test; durante questo esame, oltre alla raccolta anamnestica ostetrico ginecologica necessaria per inquadrare lo stato di salute della donna, svolge un esame obiettivo per riconoscere eventuali segni o sintomi che meritano un inquadramento diagnostico successivo”.

Dato che non esiste attualmente una terapia per eradicare l’infezione da HPV, la prevenzione resta il pilastro fondamentale. Il programma di Screening della Provincia di Ferrara è differenziato per garantire il test più efficace in base all’età:

– fascia 25-29 anni: per le giovani non vaccinate contro il virus HPV (o le vaccinate dopo i 15 anni), è prevista l’offerta di un Pap-test ogni 3 anni, un esame citologico che rileva anomalie cellulari;

– fascia 30-64 anni: Per le donne in questa fascia d’età l’offerta prevista è l’HPV test ogni 5 anni, un’analisi molecolare avanzata che ricerca direttamente il DNA del virus.

L’invito arriva direttamente a casa e sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Il percorso è totalmente gratuito e solleva l’utente da ogni onere organizzativo: in caso di esito positivo, è il Centro Screening a programmare e prenotare direttamente tutti gli accertamenti necessari. Per garantire la massima vicinanza alle cittadine, il servizio è attivo in 9 Consultori afferenti al Centro Salute Donna, capillarmente distribuiti nei 3 distretti sanitari provinciali. Le utenti hanno inoltre la massima flessibilità: è possibile gestire l’appuntamento, cambiando data o sede, tramite il portale dedicato: https://screening-cervicovag.ausl.fe.it/

Gli ultimi dati aggiornati al 2024 – conclude la dott.ssa Palmonari – evidenziano che a Ferrara sono state invitate 19.807 donne e il 76,8% di queste ha eseguito l’esame di Screening. Sono stati rilevati 996 HPV test positivi e 91 Pap test positivi, dati in linea con la media regionale. Tra le donne che eseguono l’Hpv test, circa 1 su 12 risulta positiva. Tra le donne positive sia ad Hpv test che a pap test si riscontra una lesione significativa in 1 donna ogni 5. Tra le donne che eseguono la colposcopia emerge la presenza di una lesione ogni 5 esami eseguiti. È importante sottolineare che la maggior parte di queste lesioni è nella fase precancerosa: si riscontra infatti una lesione precancerosa ogni 132 donne e un tumore ogni 5.000 donne che aderiscono allo Screening”.

IL CONSULTORIO.  “Il Centro Salute Donna – evidenzia la dott.ssa Cristina Banzi Specialista nella branca di Ginecologia e Ostetricia, attualmente Responsabile Organizzativo – gioca un ruolo basilare nel percorso dello screening dei tumori della cervice uterina. Nell’ambito di un percorso di screening uno dei principali obiettivi è quello di raggiungere e coinvolgere la maggior percentuale di popolazione possibile.  Ad oggi per la provincia di Ferrara il dato si assesta intorno al 76%. La caratteristica della struttura Consultoriale è quella di essere presente capillarmente sul territorio e di dimostrarsi accogliente per l’utenza. Queste caratteristiche conferiscono al Servizio un ruolo cardine nel percorso dello screening”.

Presso i Consultori della Provincia di Ferrara (Ferrara, Argenta, Bondeno, Cento, Codigoro, Comacchio, Copparo, Portomaggiore, Mesola) vengono svolte le attività di primo livello, cioè prelievi per Pap test ed HPV test, condotte da personale ostetrico. Questa attività, finalizzato alla raccolta del materiale per l’esame di screening, riveste nella pratica un significato più ampio: è un’occasione infatti, per incontrare un professionista fuori dall’ambulatorio medico o dall’ospedale, ed esplicitare problematiche a volte taciute o non riconosciute che possono essere prese in carico e gestite nell’ambito di una prevenzione a più ampio respiro.

Nei Consultori inoltre vengono eseguiti gli accertamenti di secondo livello successivi ad un pap test anomalo, ad un HPV persistente o ad un follow up di displasia cervicale (CIN2, CIN3, CIS) dopo terapia. L’ambulatorio di colposcopia, sempre nell’ottica di consentire alla popolazione oggetto di screening un accesso agevolato agli accertamenti, è attivo anche presso il Consultorio  di Ferrara Via Boschetto .

I CONTROLLI AMBULATORIALI. “Lo Screening della cervice uterina – dichiara il dott. Fabrizio Corazza, Direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia ospedale di Cento dell’Azienda USL di Ferrara e Responsabile di area ostetrico-ginecologica dipartimentale Provincia di Ferrara – prevede un secondo livello che si concretizza in ambito ambulatoriale. La metodica di II livello viene utilizzata per indagare un risultato positivo al TEST di Screening, ovvero per confermare o meno la presenza di lesioni pretumorali o tumorali del collo uterino. I criteri di invio al II livello sono direttamente legati al tipo di test utilizzato, come Screening primario e indirettamente legato all’età e alla vaccinazione HPV. La seconda fase dello Screening è riservata al ginecologo e all’anatomo-patologo, che effettuano una diagnosi precoce, in fase asintomatica: mette in evidenza lesioni precancerose del collo dell’utero per le quali sono previsti interventi conservativi, ai fini del risparmio dell’organo della riproduzione. Va ricordato che l’utilizzo di strategie terapeutiche conservative (nell’ottica di una preservazione dell’organo uterino) garantisce un miglioramento della qualità della vita della donna, preservandone fertilità e sessualità. A monte di tutto ciò c’è l’organizzazione dei Centri di II livello di colposcopia. I centri di riferimento colposcopico permangono in rete, con un referente che coordina il gruppo di professionisti provinciale, per la discussione dei casi più complessi alla luce anche degli aggiornamenti e linee guida, oltre a rappresentare le casistiche in Regione Emilia-Romagna”.

Le pazienti vengono inviate per gli approfondimenti diagnostici di II livello presso i Centri di Colposcopia che sono 4 sul territorio ferrarese: Cento per il Distretto Ovest, Ferrara per il Distretto Centro Nord e due nel Distretto Sud Est (a Portomaggiore e a Lagosanto). Gli interventi di conizzazione sono centralizzati all’interno dell’ospedale di Cento e raggiungono quota di poco inferiore alle 90 prestazioni, pressochè stabile negli anni; questo intervento consiste in una piccola operazione di chirurgia vaginale, eseguibile anche in regime ambulatoriale, nel corso della quali i medici asportano una piccola parte della cervice, in modo da rimuovere le lesioni presenti nel collo dell’utero. La diagnosi e il trattamento vengono attuati in regime ambulatoriale in oltre il 90% dei casi. I casi di tumore invasivo o microinvasivo a livello della cervice e del canale cervicale sono circa 2-3 l’anno e dopo la diagnosi vengono centralizzati presso l’HUB di Cona.

L’ANATOMIA PATOLOGICA. Tutti gli esami dello screening del carcinoma della cervice uterina e quindi le diagnosi citologiche e istopatologiche sono effettuate dalla Unità Operativa Complessa di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.

“Il Laboratorio di Anatomia Patologica – sottolinea il Direttore, prof.ssa Roberta Gafà – dal 2015 è stato identificato come Laboratorio Unico di Screening per l’Area Vasta Emilia Centrale, comprendente oltre Ferrara anche Bologna e Imola, eseguendo nel corso dell’ultimo anno oltre 50.000 HPV test e circa 20.000 PAP test. Presso l’HUB di Ferrara convergono anche i campioni di materiale vaginale ottenuti mediante auto-prelievo su cui eseguire il test HPV, iniziativa messa in campo come atto migliorativo delle performance dello Screening di Area Vasta e che ha comportato l’acquisizione di una strumentazione specifica e dedicata. L‘offerta del test HPV in auto-prelievo si è rivelata uno strumento efficace per recuperare il ritardo di chiamata dovuto all’emergenza pandemica ed ha avuto un riscontro positivo da parte della popolazione invitata. La bassa percentuale di campioni inadeguati riflette inoltre la semplicità di esecuzione del test. La strumentazione in dotazione al Laboratorio Unico di Ferrara è completamente automatizzata e la tracciabilità del campione viene assicurata nell’intero flusso di lavoro. Questo garantisce fino all’86% di attività manuali in meno, riduce l’errore umano e protegge dalla cross contaminazione”.

Gli interventi chirurgici di III livello rimangono invece a carico del SERVIZIO DI COLPOSCOPIA DELL’AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI FERRARA (afferente al Reparto di Ostetricia e Ginecologia, Direttrice facente funzioni dott.ssa Ruby Martinello).

Presso l’ambulatorio colposcopico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – afferma la dott.ssa Sara Montori, Dirigente Medico Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – attualmente afferiscono le pazienti inviate dagli ambulatori colposcopici del territorio per il trattamento delle lesioni HPV-relate, secondo il Protocollo diagnostico terapeutico regionale dello screening del tumore del collo dell’utero ed, in minor misura, pazienti ad accesso spontaneo con esame di primo livello anomalo (Pap test o HPV test). La colposcopia è un’indagine che si esegue mediante un sistema ottico a diversi ingrandimenti (il colposcopio) in regime ambulatoriale. Lo scopo è individuare le aree anomale a livello della giunzione squamo-colonnare della cervice, sede più frequente delle lesioni precancerose causate dall’infezione persistente da HPV, ed eseguire su di esse una o più biopsie mirate. Vi è quindi indicazione a trattare le lesioni di alto grado in quanto precancerose: CIN 2 e CIN 3 (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale di grado 2 e 3); mentre le lesioni di basso grado, compatibili con l’infezione da HPV (CIN1- Neoplasia Intraepiteliale di grado 1), sono destinate a regredire spontaneamente nella maggior parte dei casi e vengono trattate solo se persistenti nel tempo. Il trattamento di scelta è di tipo escissionale con ansa a radiofrequenza, eseguito sotto guida colposcopica, in anestesia locale e prevede l’asportazione della lesione col fine di trattarla e contestualmente sottoporla a diagnosi istologica definitiva. Queste pazienti rimangono in carico presso il nostro ambulatorio per i successivi controlli citologici e colposcopici previsti dal protocollo regionale. In caso di diagnosi di tumore cervicale invasivo, la paziente rientra all’interno di un percorso oncologico, in cui si effettuano gli accertamenti diagnostici e le terapie necessarie. 

All’interno dell’ambulatorio colposcopico vengono individuate e trattate anche ulteriori lesioni di alto grado a carico del basso tratto genitale, correlate ad infezione da HPV: a livello vaginale mediante la diatermocoagulazione delle lesioni precancerose VaIN2 e VaIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Vaginale di grado 2 e 3) e a livello vulvare mediante escissione di lesioni VIN2 e VIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Vulvare di grado 2 e 3).

Nel 2025 all’interno del percorso di screening, sono stati eseguiti 114 trattamenti, di cui circa il 90% per lesioni di alto grado: per la maggior parte a carico della cervice (n.39 CIN3 e n.48 CIN2), in minor misura a livello vaginale (n.17 VaIN 2 e VaIN3)”. 

Nel 2025 – sottolinea la dott.ssa Martinello – abbiamo diagnosticato 17 carcinomi invasivi della cervice. Nella maggior parte dei casi le pazienti non avevano aderito al programma di screening e questo conferma l’assoluta validità del test dell’HPV e del Pap test per la prevenzione e la diagnosi precoce di questa malattia. Tra i carcinomi della cervice diagnosticati solo 3 erano in stadio precoce mentre 14 erano in stadio avanzato. Questo ha permesso la chirurgia solo nel 17% dei casi. Le restanti pazienti sono state sottoposte a trattamenti di radioterapia e chemioterapia. Tutti i casi vengono discussi da un team multidisciplinare composto da professionisti ginecologi, oncologi, radioterapisti, radiologi, medici nucleari, anatomo-patologi dell’Ospedale di Cona e delle strutture ospedaliere di Cento e di Lagosanto; la discussione collegiale garantisce la presa in carico della paziente nel più breve tempo possibile nel centro HUB e la scelta delle cure più appropriate”.

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