Roma, 22 gennaio 2026 – L’avvio dell’iter parlamentare per la riforma della sanità militare, già oggetto di intesa in sede di Conferenza Unificata il 15 gennaio scorso, insieme alla rinnovata attenzione sul tema dell’accesso degli atleti con diabete ai gruppi sportivi militari e alle recenti iniziative parlamentari in materia, rappresenta per la Federazione delle Società Diabetologiche Italiane – FeSDI (AMD e SID) un segnale positivo di una sensibilità istituzionale in crescita. Un contesto che la Federazione accoglie con interesse e segue con attenzione, auspicando che possa tradursi in un “momentum” favorevole e finalmente risolutivo per il pieno riconoscimento dei diritti degli atleti con diabete.
In questo quadro si collocano, in particolare, la Risoluzioneproposta dagli Onorevoli Saccani Jotti, Mulè, Minardo che impegna il Governo ad assumere iniziative, anche di carattere normativo, volte ad assicurare l’accesso ai gruppi sportivi delle Forze armate a soggetti affetti da diabete mellito pienamente idonei all’attività sportiva; e il disegno di leggepresentato dalla Senatrice Daniela Sbrollini recante disposizioni per l’arruolamento di atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e dei Corpi dello Stato.
La FeSDI, da anni impegnata per il riconoscimento dei diritti degli atleti con diabete, auspica che il contesto istituzionale contingente possa accelerare il superamento di una norma fondata su un Regio Decreto del 1932, ormai del tutto obsoleto rispetto alle attuali conoscenze scientifiche, opzioni terapeutiche, prospettive di cura. L’accesso ai gruppi sportivi delle Forze armate a soggetti affetti da diabete mellito è da valutare sulla base delle reali condizioni di idoneità degli atleti con diabete adeguatamente gestito.
“Per gli atleti l’ingresso nei gruppi sportivi militari rappresenta un passaggio essenziale per la continuità e la sostenibilità della propria carriera agonistica. Questo vale anche per chi ha il diabete. L’attuale quadro normativo continua invece a precludere questa possibilità a numerosi atleti con diabete, nonostante l’evoluzione della medicina e delle tecnologie di monitoraggio e cura”, ha dichiarato Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID).
“L’auspicio è che la riforma, in discussione presso il Parlamento, possa rappresentare un’occasione concreta per superare una discriminazione che non ha più ragione di esistere. Come Federazione, da anni impegnata sul tema, ci auguriamo che si apra finalmente una fase nuova, coerente con le attuali conoscenze scientifiche e con i principi di inclusione e pari opportunità”, ha sottolineato Salvatore De Cosmo, presidente FeSDI e dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD).
Un impegno sinergico, quello di FeSDI, portato avanti grazie alla collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, con il CONI e con Sport e Salute: tante le iniziative di sensibilizzazione, accompagnate da un confronto costante negli ultimi anni, che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla necessità del superamento di una norma obsoleta e anacronistica.