venerdì, 16 Gennaio 2026

Azienda USL Toscana nord ovest sull’orario di lavoro dei medici e dirigenti sanitari

16 gennaio 2026 – In merito all’intervento della Funzione pubblica CGIL sull’orario di lavoro di medici e dirigenti sanitari, l’Azienda USL Toscana nord ovest sottolinea che il regolamento sull’orario di lavoro della dirigenza sanitaria è stato oggetto di un lungo e approfondito confronto con le organizzazioni sindacali ed al tavolo convocato dall’Azienda ha partecipato anche la CGIL.

A partire dal mese di maggio 2025, nella sede direzionale di via Cocchi, si sono infatti tenuti 5 incontri (27 maggio, 26 giugno, 18 luglio, 21 ottobre e 20 novembre) nel corso dei quali Azienda e sindacati hanno analizzato ogni parte del regolamento dell’orario di lavoro, che rappresenta comunque solo un’applicazione operativa di ciò che le indicazioni regionali e il contratto nazionale di lavoro (CCNL) hanno già, nel dettaglio, normato ampiamente.

Entrando più nello specifico, l’Azienda sanitaria, anticipando il CCNL e le indicazioni regionali, ha previsto già dal 2020 la possibilità per il dirigente di utilizzare l’orario svolto in più per recuperare – a ore o a giornate intere – consentendo quindi di utilizzare con estrema flessibilità tutto l’orario eccedente rispetto a quello contrattuale. Da questo punto di vista, quindi, il regolamento aziendale non fa altro che dare continuità a uno strumento che già da anni i dirigenti Asl possono utilizzare proprio per consentire un recupero delle energie psicofisiche in caso di prestazioni che vadano oltre il normale orario di lavoro.

Non si capisce quindi perché la Funzione pubblica CGIL presenti come novità qualcosa che già da tempo l’Azienda riconosceva, proprio attraverso uno specifico accordo sindacale con il quale in maniera lungimirante è stato anticipato quanto il contratto nazionale ha poi tradotto in una specifica normativa contrattuale. Il regolamento di oggi, lungi dall’impedire il recupero, previsto come obbligatorio sia dal CCNL che dalla normativa regionale, anzi lo regolamenta meglio, stimolando i responsabili gestionali a fare una attenta programmazione con il piano di lavoro sia delle giornate di recupero sia delle ferie, soprattutto se queste sono arretrate.

Il regolamento punta quindi a responsabilizzare i direttori, i quali devono effettuare una programmazione delle attività, consentendo il superamento di situazioni che hanno portato negli anni alcuni dipendenti a non fruire correttamente le ferie.

Non c’è quindi alcun danno per i dirigenti, semmai c’è una costante attenzione su queste tematiche da parte dell’Azienda, impegnata a dare concreta attuazione a una corretta politica delle risorse umane. In questo senso, le ferie non fruite rappresentano una “patologia” del sistema che necessariamente deve essere curata attraverso una politica gestionale responsabile e basata sulla programmazione delle attività.

L’altro punto evidenziato nell’intervento sindacale sulla stampa riguarda la presunta cancellazione delle ore. Anche in questo caso l’argomento è stato ampiamente trattato con i sindacati nel corso degli incontri che si sono tenuto nella sede direzionale di Via Cocchi, e appare davvero strano che la CGIL non lo ricordi. E’ infatti proprio il contratto nazionale (CCNL) sottoscritto dalla CGIL della Dirigenza sanitaria a prevedere che una quota parte della eccedenza orari maturata dal dirigente sia da considerarsi già retribuita con il premio annuale e quindi questa eccedenza oraria non può essere recuperata e deve essere considerata già pagata. Per i dirigenti Asl si tratta di circa 70 ore l’anno, cioè di meno di 6 ore il mese, ma qui il regolamento aziendale non c’entra nulla, visto che è il CCNL direttamente che prevede questa decurtazione.

Ad ogni modo l’Azienda – ferma restando la correttezza del regolamento adottato – è sempre disponibile ad approfondire ulteriormente, anche dal punto di vista operativo, eventuali problematiche che nella gestione dell’orario e nell’applicazione del regolamento possono essere segnalate dai sindacati. L’impegno assunto al tavolo anche con le altre organizzazioni sindacali è infatti quello di incontrarsi ogni mese con regolarità proprio per mantenere un rapporto di relazioni sindacali stabile, aperto e trasparente.

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