La Sala Ibrida dell’Ospedale Civile di Baggiovara, che ha reso possibile realizzare interventi mini-invasivi ad elevata complessità grazie alle avanzate tecnologie di cui è fornita.Modena, mercoledì 14 gennaio 2026 – Il 2025 è stato anno da record per la Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Civile di Baggiovara che ha eseguito 40 trattamenti endovascolari complessi a livello dell’arco aortico e dell’aorta toraco-addominale. Nella maggior parte dei casi sono state impiantate endoprotesi custom-made, ossia prodotte su misura in base all’anatomia dei pazienti. Ciò rappresenta un notevole incremento di questo tipo di attività chirurgica rispetto all’anno precedente, conclusosi con 31 procedure analoghe portate a termine. Tale aumento è stato reso possibile dalla disponibilità di nuove endoprotesi sul mercato europeo, che hanno permesso di ampliare l’orizzonte terapeutico per pazienti affetti da gravi patologie dilatative dell’aorta.
Le malattie di base che determinano queste patologie sono principalmente la malattia aterosclerotica dilatativa dell’aorta caratteristica del paziente anziano , le dissezioni e i traumi dell’aorta in particolare da incidente stradale invece più tipiche del paziente di giovane età.
“Il 2025 rappresenta ad oggi l’anno con il più elevato numero di trattamenti endovascolari complessi a livello dell’arco aortico e dell’aorta toraco-addominale a Modena” spiega il Prof. Roberto Silingardi, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare – La possibilità di utilizzare endoprotesi prodotte su misura, in base all’anatomia specifica del singolo paziente, permette di preservare con la massima precisione possibile i rami dell’aorta che portano sangue al cervello, agli arti superiori e agli organi addominali. Ricorrere a questa chirurgia mini-invasiva permette di evitare interventi chirurgici a cielo aperto estremamente gravosi per i pazienti, che richiederebbero spesso l’impostazione di una circolazione extra-corporea o l’intervento di un Cardiochirurgo.”
“Nonostante la mini-invasività di questi interventi” – specifica il Prof. Stefano Gennai, specialista del trattamento complesso dell’aorta toracica e toraco-addominale – “Non bisogna sottovalutare l’elevata complessità tecnica di queste delicate procedure, che richiedono un accurato studio pre-operatorio e la massima coordinazione tra tutte le figure assistenziali coinvolte. Risulta pertanto fondamentale riconoscere l’eccellente operato dei Colleghi Anestesisti, Cardiologi, del personale infermieristico e tecnico del blocco operatorio così come del personale infermieristico e socio-assistenziale del reparto”.
“Occorre infine ringraziare i cittadini Modenesi”, conclude il Prof. Roberto Silingardi “con il cui contributo è stato possibile realizzare la Sala Ibrida, sala operatoria tecnologicamente avanzata senza la quale sarebbe difficile il raggiungimento di questo traguardo”.