venerdì, 27 Febbraio 2026

XVI Congresso Nazionale IG-IBD: Intelligenza Artificiale e IBD pre-cliniche riscrivono il futuro delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali

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Riccione, 27 novembre 2025 – Riconoscere i segnali preclinici della malattia, diagnosticarla precocemente con l’AI e guidare il trattamento attraverso strumenti predittivi sempre più accurati. Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso Nazionale IG-IBD “Advances in IBD” segna un cambio di passo nella presa in carico delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI).  In corso a Riccione fino al 29 novembre, l’appuntamento celebra il ventesimo anniversario della Società Scientifica, ma soprattutto inaugura una nuova fase della ricerca clinica che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie ad elevato impatto sociale che solo in Italia colpiscono circa 250.000 persone.

“Diamo ufficialmente il via a tre giorni di confronto di altissimo livello scientifico – dichiara il Prof. Massimo Claudio Fantini, Segretario Generale IG-IBD -. In questi vent’anni, IG-IBD ha contribuito in modo determinante a migliorare il percorso di diagnosi e cura delle MICI in Italia, favorendo la crescita professionale dei clinici e ponendo le basi per un accesso alle cure sempre più omogeneo su tutto il territorio.Oggi celebriamo un traguardo importante guardando al futuro: la ricerca evolve rapidamente e l’integrazione di nuove tecnologie e strumenti digitali – dall’intelligenza artificiale ai sistemi di monitoraggio più avanzati – sta trasformando la presa in carico dei pazienti. Il nostro obiettivo è tradurre questa innovazione in benefici concreti nella pratica quotidiana”.

Identificare precocemente i segni dell’infiammazione e prevedere l’andamento della malattia è ciò che oggi l’intelligenza artificiale applicata all’endoscopia consente di fare1. Durante una colonscopia, i sistemi di AI analizzano le immagini in tempo reale, individuano ciò che può sfuggire all’occhio umano e supportano il clinico in una valutazione più oggettiva dell’attività di malattia2.

Ma l’innovazione non si ferma qui. Lo stesso approccio sta trasformando anche il monitoraggio delle MICI nel temporisonanza magnetica ed ecografia intestinale – integrate da algoritmi capaci di elaborare i dati in modo automatizzato – offrono una lettura più accurata della risposta ai trattamenti3, riducendo l’incertezza clinica e favorendo decisioni terapeutiche più tempestive.

Accanto alla tecnologia, cresce l’attenzione verso ciò che accade prima che la malattia si manifesti. Le MICI, infatti, non compaiono all’improvviso: per mesi – talvolta anni – l’intestino invia segnali silenziosi che oggi siamo finalmente in grado di riconoscere4. È qui che nasce il concetto di IBD pre-cliniche, una nuova frontiera che punta a intercettare l’infiammazione quando è ancora “nascosta”, monitorando biomarcatori ematici e fecali, alterazioni del microbiota e cambiamenti nelle risposte immunitarie5. Non si tratta solo di diagnosi precoce: l’obiettivo è anticipare la storia clinicaQuesto permette, infatti, di immaginare una medicina proattiva, capace di proteggere la funzione intestinale, evitare le complicanze e la disabilità.

Una rivoluzione nella gestione delle MICI che potrebbe cambiare il destino di molti pazienti, sul modello di quanto già accaduto in altre malattie immuno-mediate.

Il Congresso pone inoltre al centro il valore della multidisciplinarietà: la complessità delle MICI richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi, soprattutto nella gestione di condizioni emergenti come le coliti indotte dagli inibitori dei checkpoint immunitari o le comorbidità autoimmuni. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo più efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.

La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l’edizione del ventennale, IG-IBD sceglie di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni più avanzate.

“Il futuro della cura si costruisce oggi – conclude il Prof. Massimo Claudio Fantini -. I giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo. È grazie al loro contributo, alla loro spinta verso l’innovazione e alla capacità di lavorare in team multidisciplinari che la medicina diventa sempre più predittiva, personalizzata e capace di dare risposte rapide e concrete a chi convive ogni giorno con le MICI”.

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