La competenza, la dedizione e l’approccio multidisciplinare della Struttura di Chirurgia Metabolica e dell’Obesità dell’ARNAS G. Brotzu, responsabile il Dr. Giovanni Fantola, trovano una potente testimonianza nel romanzo Il corpo sbagliato (Edizioni Il Maestrale, 2025) di Francesca Spanu, avvocata e consulente legale dell’associazione Feminas.
Il romanzo trae ispirazione da una storia vera: la stessa autrice, infatti, è stata paziente della Struttura, dove ha affrontato due interventi di chirurgia bariatrica, il primo nel 2014, il secondo nel 2018. Un percorso clinico che ha rappresentato per lei un’esperienza profonda, trasformativa e determinante, al punto da diventare nucleo narrativo di un’opera letteraria densa di significato e umanità.
Il corpo sbagliato racconta la storia di Cecilia, una donna poco più che trentenne, determinata a intraprendere un complesso percorso di cura per perdere oltre 50 chili. La scelta, sofferta ma necessaria, si sviluppa nel contesto di un’assistenza sanitaria d’eccellenza, dove a emergere sono la professionalità e l’umanità dell’équipe della Chirurgia Metabolica e dell’Obesità dell’ARNAS: medici, infermieri e psicologi che accompagnano la paziente lungo tutte le fasi, pre e post operatorie, con un approccio integrato e centrato sulla persona.
Attraverso la narrazione, l’autrice restituisce con autenticità la competenza dei professionisti della struttura, mettendo in luce un modello assistenziale che va oltre l’aspetto strettamente clinico, ponendo al centro il benessere globale del paziente, anche sotto il profilo psicologico e relazionale. È proprio in questo approccio multidisciplinare che risiede la forza distintiva della Struttura guidata dal Dr. Fantola.
Il romanzo, parte da un vissuto reale per aprirsi poi alla dimensione romanzata, affrontando temi complessi come la percezione del corpo, la pressione sociale legata all’aspetto fisico, le difficoltà emotive e le fragilità interiori. Cecilia, una volta raggiunto l’agognato traguardo della trasformazione fisica, è costretta a confrontarsi con una realtà che fatica a riconoscere il cambiamento, e con un contesto affettivo che la mette a dura prova, fino a precipitare in una crisi profonda che rischia di vanificare ogni progresso.
Un’opera che nella forma narrativa offre spunti di riflessione importanti sull’obesità, sull’autodeterminazione e sul diritto alla cura, portando al lettore un messaggio di forza e consapevolezza. Il percorso clinico diventa così anche un percorso interiore: di cadute, ma anche di rinascita.
“Il corpo sbagliato” è una storia vera, autentica ma romanzata, che si distingue per una scrittura, intensa e coinvolgente, capace di accompagnare il lettore tra le emozioni della protagonista con profondità e rispetto.
“Per l’ARNAS G. Brotzu, la pubblicazione di questo romanzo rappresenta un riconoscimento significativo del lavoro svolto ogni giorno da professionisti che, con competenza e umanità, si prendono cura delle persone nel loro percorso verso una nuova qualità di vita”. Commenta di Commissario straordinario Maurizio Marcias.