Prevenire le condotte suicidarie nella casa circondariale di San Severo. ASL Foggia ha adottato il modello organizzativo che definisce una serie di azioni e individua uno staff multidisciplinare con l’obiettivo di evitare gesti di autolesionismo fra i detenuti e individuare eventi sentinella.
IL PIANO
Il Piano locale per la prevenzione delle condotte suicidarie è stato adottato con deliberazione n. 824 del 18 giugno 2025, in attuazione delle disposizioni della Regione Puglia, e si rivolge ai detenuti che manifestano difficoltà attraverso episodi critici ed evidenziano problematiche rilevate nel corso di colloqui con gli operatori e attraverso attività di osservazione quotidiana da parte del personale della Polizia Penitenziaria.
FATTORI DI RISCHIO
Per la popolazione detenuta possono costituire fattori di rischio:
- posizione giuridica: il condannato è a maggior rischio rispetto all’imputato
- tossicodipendenza
- problemi di salute mentale
- isolamento o collazione in cella singola
- sieropositività
- essere cittadini stranieri
- sovraffollamento
I periodi ritenuti a maggior rischio sono:
- i giorni successivi all’ingresso in carcere, da due a dieci
- dopo due mesi e durante l’espiazione di lunghe condanne
STAFF MULTIDISCIPLINARE
L’attuazione del Piano è affidata a uno “Staff multidisciplinare di accoglienza e sostegno” del quale fanno parte il medico incaricato o del Servizio Integrativo di Assistenza Sanitaria, l’infermiere, lo psicologo, lo psichiatra, il responsabile dell’area educativa (o un delegato), il Comandante del reparto di Polizia Penitenziaria (o un delegato). Il gruppo viene integrato da operatori del Ser.T, assistenti sociali e mediatori culturali e/o sociosanitari, tenuto conto delle esigenze. È possibile, inoltre, ricorrere alla collaborazione esterna di operatori del volontariato in possesso di specifiche competenze.
Lo Staff si riunisce con cadenza quindicinale e comunque almeno una volta al mese per la valutazione dei casi che, secondo quanto emerso dall’osservazione dei singoli operatori, necessitino di attenzione. La convocazione del gruppo spetta al Direttore dell’istituto penitenziario (o al suo delegato).
LE AZIONI
Stando a quanto previsto nel Piano, la visita medica dovrà essere eseguita non oltre il giorno successivo all’ingresso nella casa circondariale, al fine di valutare lo stato di salute complessivo e l’eventuale rischio auto-eterolesivo. Per i detenuti che provengono da un altro istituto, è necessario prendere visione del diario clinico.
Durante l’assistenza al detenuto, qualsiasi operatore che rilevi un’intenzione suicidaria deve darne tempestiva comunicazione via Pec al medico di turno che rivaluterà le condizioni cliniche ridefinendo il livello di attenzione basso-medio-alto. Nel caso in cui il livello di attenzione medio-alto, si dovrà procedere a valutazione specialistica psichiatrica.
Lo psichiatra di ASL Foggia fornirà una valutazione definitiva rispetto al livello di rischio autolesivo ed eterolesivo (basso, medio o alto) e definirà l’adozione di misure di vigilanza da comunicare alla Direzione del carcere, stabilendo se il detenuto potrà ricevere cure adeguate nella casa circondariale oppure richiedere il ricovero in ospedale, a carico del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura concordando un percorso di cura.
ASL Foggia promuoverà con l’Istituto penitenziario di San Severo un programma di formazione e informazione per gli operatori coinvolti nell’assistenza dei detenuti a fine di fornire le conoscenze e le competenze necessarie.
Ai fini dell’eventuale rimodulazione del Piano, si procederà alla raccolta dei dati relativi al numero dei detenuti presenti, dei nuovi arrivati, di quanti sono a rischio e degli autori di gesti autolesivi, tentati suicidi e suicidi. I dati dovranno confluire al Nucleo regionale per la prevenzione del rischio suicidario.