martedì, 12 Maggio 2026

Turin CTO & CHIP: riuniti a Torino oltre 500 specialisti delle malattie coronariche complesse

Organizzato da Maria Pia Hospital, in collaborazione con l’Ospedale Maria Vittoria dell’ASL Città di Torino, il congresso promuove la formazione e il confronto sulle tecniche e tecnologie di ultima generazione nell’ambito della cardiologia interventistica

Torino, 11 maggio 2026 – Si è recentemente svolta la V edizione del Turin CTO & CHIP (6-8 maggio), congresso internazionale organizzato da Maria Pia Hospital di Torino, in collaborazione con l’Ospedale Maria Vittoria dell’ASL Città di Torino.

Oltre 500 specialisti della cardiologia interventistica da ogni parte del mondo si sono ritrovati per il più grande congresso internazionale dedicato al trattamento delle occlusioni coronariche croniche. L’evento infatti si concentra sugli interventi in pazienti con occlusioni coronariche croniche (CTO) e sulle più innovative tecniche nella cura dei pazienti complessi ad alto rischio con indicazione clinica all’intervento coronarico (CHIP – Complex higher-risk and indicated patients), ritenuti spesso inoperabili con tecniche tradizionali.

“Il Turin CTO & CHIP è diventata una delle venue più rilevanti in Europa. Condividere conoscenze e coinvolgere i giovani specialisti sta permettendo la formazione di un numero sempre maggiore di professionisti in grado di prendere in carico pazienti complessi e ad alto rischio e gestirli nel modo corretto, assicurando così una prognosi e una qualità di vita migliori” ha dichiarato il dott. Roberto Garbo, direttore del programma CTO e Angioplastiche coronariche complesse presso Maria Pia Hospital, Ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research accreditato con il SSN, e direttore del Turin CTO & CHIP insieme al dott. Andrea Gagnor, responsabile del Laboratorio di Emodinamica dell’Ospedale Maria Vittoria dell’ASL Città di Torino.

La sessione “Next Gen”, dedicata interamente alla formazione, ha visto la partecipazione di oltre 150 giovani cardiologi. Realizzata con il patrocinio di GISE (Società Italiana di Cardiologia Interventistica) e in collaborazione con EAPCI (European Association of Percutaneous Cardiovascular Interventions), l’iniziativa ha permesso un approccio pratico grazie alla presenza di simulatori per testare tecniche e nuovi dispositivi per le angioplastiche complesse e le occlusioni croniche.

“La sessione congiunta, interamente pensata e rivolta a giovani cardiologi interventisti italiani e stranieri, è stata coronata da un grandissimo successo per partecipazione, inclusività e interazione tra giovani operatori e operatori senior esperti italiani e internazionali in tecniche complesse di stenting coronarico” ha commentato il dott. Alfredo Marchese, Presidente GISE.

Il programma del congresso è stato costellato da 14 casi live, interventi eseguiti dai migliori operatori al mondo con collegamenti in diretta dalle sale operatorie di Maria Pia Hospital (4 operazioni), Ospedale Maria Vittoria e da Milano, Palermo, Bad Oeynhausen in Germania, Cairo in Egitto, Newcastel in Inghilterra e Victoria in Canada.

Le procedure eseguite in modalità live rivestono un interesse clinico significativo, poiché condotte su pazienti precedentemente giudicati inoperabili. Due casi emblematici sono quelli eseguiti presso Maria Pia Hospital. Il primo, condotto dall’équipe del dott. Garbo, ha riguardato un paziente inizialmente ricoverato in un altro centro in shock cardiogeno con occlusioni croniche di entrambi i rami principali della coronaria sinistra e una sub-occlusione della coronaria destra. Dopo una stabilizzazione d’emergenza, il paziente è stato trasferito presso la struttura torinese di GVM Care & Research dove sono state risolte le occlusioni. Per l’intervento sono stati impiegati stent di ultimissima generazione che, grazie a una struttura innovativa, preservano la naturale fisiologia del vaso sanguigno.

Un altro caso ha coinvolto una paziente di 68 anni, già sottoposta a bypass oltre 25 anni fa. A causa del continuo cedimento del bypass venoso, nonostante ripetute angioplastiche, i medici hanno scelto di intervenire cambiando strategia: invece di insistere sul condotto artificiale, approccio tentato già in 5 occasioni, si è deciso di riaprire la coronaria destra nativa. L’operazione è stata eseguita per via retrograda, approccio che ha permesso di risolvere il problema offrendo una prospettiva di successo del 90% e una stabilità clinica superiore.

Il Turin CTO & CHIP si è confermato un appuntamento importante per il continuo progresso nella cardiologia interventistica. L’evento ha offerto alle eccellenze mondiali un palcoscenico privilegiato per il confronto su competenze d’avanguardia e tecnologie di ultima generazione, consentendo una seconda chance di risoluzione anche per casi più complessi e considerati in passato inoperabili.

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