Lucca, 8 maggio 2026 – Oggi (8 maggio 2026) nella sala Sesti del “San Luca” di Lucca si è svolta la consegna ufficiale al Pronto soccorso dell’ospedale del numero verde unico regionale del Sistema Emergenza Urgenza Sociale (SEUS), che rappresenta un fondamentale strumento di programmazione integrata.
L’incontro, moderato dalla direttrice della Zona distretto Piana di Lucca Eluisa Lo Presti, ha fatto registrare un’ampia partecipazione di “addetti ai lavori” e di personale sanitario del territorio e dell’ospedale, oltre che rappresentanti degli enti locali che hanno evidenziato la loro soddisfazione per questo ulteriore e significativo passo in avanti sul fronte degli interventi legati al sociale e all’integrazione ospedale-territorio. Hanno quindi ringraziato l’Asl e le associazioni del territorio per l’impegno profuso in tale ambito.
Cristina Corezzi della Regione Toscana (Direzione Sanità, welfare e coesione sociale – Settore Welfare e Innovazione Sociale) ha ricordato che la maggior parte delle segnalazioni per il SEUS arrivano dalle forze dell’ordine e proprio dalle strutture di Pronto soccorso. Ha osservato, quindi, che questo passaggio è assai rilevante ed è la conferma di una Zona all’avanguardia, in cui il servizio di Emergenza Urgenza Sociale funziona. L’obiettivo è quello di arrivare a coprire con il sistema SEUS tutto il territorio regionale.
Ha anche ringraziato per la sensibilità il direttore dell’ospedale Francesco Puggelli e la direttrice del PS Fabiana Frosini.
La referente SEUS per l’Asl Toscana nord ovest Marica Ghiri ha illustrato il percorso lungo e complicato che è stato portato avanti in questi mesi. Dopo la fase dell’aggancio, viene infatti sempre attivata l’altrettanto significativa azione di monitoraggio. Il gruppo che segue questo percorso ha accolto diverse sfide, tra cui appunto quella di consegnare numero verde al Pronto soccorso, una scelta basata proprio sulle necessità della cittadinanza.
Il SEUS può infatti costituire un “acceleratore di integrazione”: è un servizio trasversale e un modello di integrazione socio-sanitaria sempre più avanzata, in un momento in cui le fragilità sociali necessitano di percorsi realmente integrati.
Anche il direttore dell’ospedale Puggelli e la direttrice del Pronto soccorso Frosini si sono detti soddisfatti della consegna ufficiale del numero al PS di Lucca.
Mariagiulia Mannocci, RES, ha quindi presentato l’esperienza della Zona Piana di Lucca e i componenti del gruppo operativo di emergenza sociale (GOES).
Sono stati messi in rilievo anche l’entusiasmo e la passione di queste persone che hanno lavorato al progetto, credendo molto in quello che si stava predisponendo.
Sono intervenuti anche i vice RES Lucia Altamura e Carla Panelli e Piera Banti, coordinatrice medica aziendale dei referenti di PS per il codice rosa.
E’ stato sottolineato che la presa in carico dell’emergenza sociale dura di norma 72 ore ma può essere prorogata, trovando un coordinamento con gli altri soggetti coinvolti. L’allarme scatta quando una persona si trova ad affrontare da sola un bisogno complesso. In questi casi il servizio sociale garantisce un intervento tempestivo e qualificato.
A spiegare il funzionamento della centrale operativa (COES) e delle unità territoriali (UTES) sono stati poi la local manager della Cooperativa Sociale Proges Antonella Rosa e la coordinatrice della COES e delle UTES (sempre Cooperativa Sociale Proges) Arianna Giannelli.
Il momento clou dell’incontro di oggi (8 maggio) è stato quello della consegna ufficiale del numero verde al Pronto soccorso di Lucca.
E’ bene ribadire che il SEUS è un servizio di secondo livello. Non viene cioè attivato direttamente dai cittadini ma a far partire le segnalazioni sono soggetti pubblici: servizi sociali territoriali, forze dell’ordine, dipartimento dell’emergenza urgenza sanitaria, altri servizi sanitari, soggetti del territorio che si trovino di fronte ad una situazione di emergenza-urgenza sociale personale o familiare.
Il pronto soccorso sociale, che la Regione Toscana ha introdotto per prima, si sta rivelando di grande utilità. Risponde infatti in maniera tempestiva ed adeguata a situazioni sociali gravi e improvvise, permettendo di integrare la risposta sociale con quella sanitaria e consentendo una continuità fondamentale tra l’evento che ha determinato l’intervento e la presa in carico dei servizi sociali.
Tra le motivazioni più frequenti per cui viene attivato il servizio ci sono esplosioni di alta conflittualità in nuclei familiari fragili, episodi di violenza e maltrattamento di donne o di persone anziane, manifestazioni di grave malessere in ragazzi e adolescenti, improvviso abbandono o stato di solitudine di persone non autosufficienti o gravemente disabili. In situazioni come queste, per le quali un intervento sociale è necessario e indifferibile, questo servizio garantisce l’attivazione tempestiva di un pronto intervento di sostegno per garantire una stabilizzazione della situazione, o per evitare un suo peggioramento o un rischio per l’incolumità della persona coinvolta.