Un importante miglioramento della capacità visiva: agli Ospedali Riuniti Padova Sud sono stati eseguiti con successo due impianti di lente intraoculare telescopica con sistema galileiano in pazienti ipovedenti, affetti da maculopatia avanzata.
“Si tratta di una procedura ad alta specializzazione, già effettuata per la prima volta lo scorso anno in via sperimentale sempre agli Ospedali Riuniti Padova Sud, attualmente disponibile in modo strutturato in pochissimi centri e, allo stato attuale, non diffusamente presente nel contesto regionale, destinata a pazienti con grave compromissione della visione centrale”, spiega il dr. Giuseppe Lo Giudice, direttore dell’UOC Oculistica (nella foto), che ha effettuato gli interventi nell’ambito di un percorso clinico dedicato ai pazienti con ridotta autonomia visiva.
La maculopatia degenerativa rappresenta una delle principali cause di perdita visiva nella popolazione anziana e, nelle fasi avanzate, determina una significativa riduzione dell’autonomia personale e un aumento del carico assistenziale. La tecnica prevede l’impianto di un sistema ottico miniaturizzato all’interno dell’occhio: attraverso un meccanismo di ingrandimento, l’immagine viene proiettata su aree retiniche ancora funzionanti, permettendo un recupero funzionale selettivo delle attività quotidiane.
“Non è un intervento per tutti – evidenzia il dr. Lo Giudice – ma una procedura che richiede criteri molto rigorosi. Nei pazienti correttamente indicati può determinare un miglioramento reale della qualità di vita, ma è fondamentale evitare aspettative non realistiche.”
L’accesso all’intervento è limitato a pazienti con caratteristiche ben definite: maculopatia avanzata e stabile; presenza di aree retiniche periferiche funzionanti; adeguata capacità di adattamento. Sono esclusi: pazienti già sottoposti a chirurgia della cataratta; patologie retiniche diffuse (in particolare forme degenerative estese o diabetiche); condizioni oculari che limitino il potenziale visivo quali pregresi traumi oculari, glaucoma scompensato o con grave deficit visivo generalizzato). Il percorso prevede inoltre una riabilitazione visiva strutturata, elemento indispensabile per il risultato funzionale.
L’introduzione di questa procedura si inserisce in un’evoluzione documentata dell’attività della UOC di Oculistica di Schiavonia negli ultimi anni, caratterizzata non solo da un incremento dei volumi, ma da un progressivo ampliamento della tipologia di prestazioni erogate.
Dal 2022 al 2026 la chirurgia della cataratta è passata da circa 2.300 a oltre 4.100 interventi annui (+60%), la chirurgia vitreoretinica è cresciuta da 50 a oltre 350 interventi all’anno (+400%), e le procedure complesse (retina, glaucoma, cornea, traumatologia) hanno registrato un incremento superiore a sette volte. Nel 2025 i volumi chirurgici hanno superato le proiezioni iniziali, confermando un trend di crescita strutturale e già consolidato.
L’evoluzione osservata è stata accompagnata dall’introduzione di nuove linee chirurgiche (in particolare nell’ambito vitreoretinico, corneale, del glaucoma e dello strabismo) e da una riorganizzazione progressiva dell’attività operatoria e ambulatoriale. Questo ha determinato un aumento della complessità media dei casi trattati, una maggiore capacità di presa in carico di pazienti precedentemente inviati ad altre strutture e una riduzione potenziale della mobilità sanitaria intra-aziendale ed extra-territoriale
“L’introduzione della chirurgia telescopica intraoculare – conclude il dr. Lo Giudice – si colloca in questo contesto e rappresenta un indicatore del livello di complessità raggiunto. In questo senso, il dato rilevante non è rappresentato esclusivamente dall’incremento dei volumi, ma dalla modifica della tipologia di attività erogata e della casistica trattata, che evidenzia un progressivo spostamento verso prestazioni ad elevato contenuto specialistico”.