martedì, 21 Aprile 2026

Donare il sangue: all’ARNAS “G. Brotzu” il progetto che unisce solidarietà e prevenzione

Donare il sangue è una scelta che nasce da un senso di responsabilità verso gli altri e dalla consapevolezza di poter essere utili in modo concreto: è un gesto semplice, ma importante che, attraverso la disponibilità di sangue ed emocomponenti, rende possibili cure, interventi e percorsi terapeutici per molti pazienti. 

In questo modo, ogni donazione contribuisce concretamente al funzionamento del sistema sanitario e alla continuità dell’assistenza. La realtà, però, è segnata da una costante carenza di emazie e piastrine, con cui il Servizio Sanitario Regionale si confronta quotidianamente. 

Per questo l’ARNAS G. Brotzu promuove la donazione attraverso un progetto dedicato all’incentivazione e alla fidelizzazione dei donatori, avviato dalla Struttura di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale diretta da Giulia Fadda. L’attività quotidiana del Centro dell’ARNAS è fondamentale, in quanto garantisce la distribuzione di emocomponenti a tutti i presidi ospedalieri e alle strutture della Città Metropolitana e dell’intera ASL, assicurando un supporto essenziale alle attività cliniche.

L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: da un lato ampliare e rendere più stabile il numero dei donatori, dall’altro costruire un rapporto continuativo basato sulla fiducia e sulla cura reciproca. In questa prospettiva, ai donatori abituali – coloro che hanno effettuato almeno una donazione nell’ultimo anno – viene offerta la possibilità di accedere gratuitamente a percorsi di prevenzione e screening.

Un’attenzione concreta alla salute della persona che dona, che si traduce in controlli mirati:

  1. prevenzione cardiovascolare, con esecuzione dell’elettrocardiogramma e refertazione specialistica, rivolta in particolare ai donatori con più di 50 anni o quando clinicamente indicato; 
  2. prevenzione delle malattie allergiche respiratorie, attraverso prick test inalanti con valutazione allergologica; 
  3. valutazione delle dislipidemie, legate anche agli stili di vita, sulla base degli esami periodici e con eventuale approfondimento specialistico; 
  4. valutazione dell’assetto glicemico e prevenzione del diabete di tipo 2, in collaborazione con il laboratorio e lo specialista diabetologo; 
  5. screening delle patologie tiroidee, con esami dedicati ed eventuale ecografia tiroidea; 
  6. screening per la malattia celiaca, su base anamnestica e con eventuale approfondimento gastroenterologico; 
  7. screening per l’osteoporosi, in collaborazione con il laboratorio e lo specialista endocrinologo; 
  8. screening per la microcitemia, attraverso percorsi dedicati di valutazione ematologica. 

I percorsi saranno avviati in via sperimentale per sei mesi e modulati sulla base dei risultati ottenuti. La loro realizzazione è stata possibile grazie al contributo dei professionisti delle diverse aree specialistiche aziendali e alla condivisione della Direzione Generale, che ha sostenuto il progetto, riconoscendone il valore per i donatori e per i cittadini.

«Donare sangue significa prendersi cura degli altri in modo concreto – spiega la direttrice Giulia Fadda – con questo progetto vogliamo rafforzare il legame con i nostri donatori, offrendo loro non solo un percorso sicuro e controllato, ma anche un’opportunità di prevenzione. È un modo per riconoscere il valore della loro scelta e accompagnarli, costruendo insieme una comunità più attenta alla salute».

Un impegno condiviso anche dal Direttore Generale: “La donazione è un atto di responsabilità verso gli altri – dichiara il dr. Maurizio Marcias – come Azienda sentiamo il dovere di prenderci cura di chi dona, offrendo percorsi di prevenzione che rappresentano un valore concreto per tutti i cittadini. Rafforzare la cultura della donazione significa anche investire nella salute pubblica”.

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