La quarta tappa del ciclo «Fasi al tuo fianco: dalla prevenzione alla cura» riunisce istituzioni, medici e imprese: al centro stili di vita, diagnosi precoce e sostenibilità del sistema sanitario
Fino al 40% circa delle diagnosi di tumore potrebbe essere evitato agendo sui fattori di rischio prevenibili. Eppure, in Italia, nel 2025 sono stati stimati 362.100 nuovi casi. E nelle regioni meridionali continua a pesare un divario di sopravvivenza di circa il 5% rispetto al Centro-Nord. È in questo scenario, segnato da prevenzione, accesso alle cure, cultura sanitaria e tempestività, che si inserisce la tappa di Taranto del ciclo «Fasi al tuo fianco: dalla prevenzione alla cura», promosso dal Fasi, il fondo sanitario integrativo dei dirigenti d’azienda, tra istituzioni, sistema sanitario e mondo produttivo.
L’appuntamento si è tenuto presso la Sala Convegni dell’Auditorium del Dipartimento di Prevenzione della ASL Taranto. La quarta tappa ha acceso i riflettori sulla salute e sul benessere dei dirigenti, approfondendo i percorsi di prevenzione e cura e il ruolo di un approccio fondato sulla diagnosi precoce, sull’educazione sanitaria e sulla responsabilità condivisa.
Dopo i precedenti tre appuntamenti di Milano, Torino e Roma, il percorso del Fasi è arrivato a Taranto, scegliendo un territorio in cui il tema della prevenzione assume un rilievo particolarmente forte. In Puglia, la copertura media dei programmi di screening oncologico è salita nel 2024 al 46%, rispetto all’anno precedente. Nello stesso tempo, i dati AReSS richiamati dalla Regione indicano Taranto come la provincia con i valori più elevati per ipertensione e scompenso cardiaco.
Prevenzione è legata a doppio filo alla longevità
Ad aprire i lavori sono stati Michele Conversano, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Taranto e il Presidente Fasi Daniele Damele.
“La prevenzione non è un costo, ma un investimento: ogni euro speso genera un risparmio significativo nel tempo. Per questo, in una fase in cui si discute di vincoli di spesa e patto di stabilità, i costi della prevenzione dovrebbero essere considerati a tutti gli effetti come investimenti strategici per la sostenibilità del sistema sanitario. Prevenzione, poi, è strettamente legata al tema della longevità: l’Italia è oggi la seconda nazione più longeva in Europa. Ma questo dato va letto con attenzione: esiste un forte divario territoriale, con differenze significative tra Nord e Sud, e soprattutto un altro elemento critico. Se guardiamo all’aspettativa di vita in salute dopo i 65 anni, il nostro Paese scivola al decimo posto in Europa. Questo significa che viviamo più a lungo, ma spesso gli ultimi anni della vita sono segnati da malattie croniche e pluripatologie”, ha spiegato Michele Conversano che è anche Presidente del Comitato Scientifico Happy Ageing.
“‘Prevenire è meglio che curare’ è uno slogan che abbiamo sentito mille volte, ma resta una verità assoluta – aggiunge il Presidente Fasi Daniele Damele. Proprio per questo, oggi il Fasi mette a disposizione 22 pacchetti di prevenzione: siamo la realtà di sanità integrativa con il maggior numero di strumenti di questo tipo. I dati ci dicono che chi li utilizza, nel tempo, richiede meno rimborsi. Guardando al futuro, vogliamo rafforzare sempre di più il tema della prevenzione personalizzata: non siamo tutti uguali e non può esistere una prevenzione identica per tutti. Ed è in questa direzione che si inserisce anche il lavoro sul nomenclatore, che abbiamo ampliato in modo significativo: solo nell’ultimo anno sono state introdotte 163 nuove voci, un risultato mai raggiunto nei 49 anni di storia del Fondo. Oggi possiamo dire che il nomenclatore del Fasi è tra i migliori in Italia, e vogliamo migliorarlo ancora”.
Prevenzione è sinonimo anche di maggiore produttività lavorativa
Il confronto è poi proseguito con gli interventi di Salvatore Toma, Presidente di Confindustria Taranto, Michele Conte, Presidente di Federmanager Puglia – Delegazione Taranto, Fabio Pengo, Vicepresidente Fasi, Giuseppe Speziale, Vicepresidente di GVM Care & Research e cardiochirurgo. Ha moderato Lea Cosentino.
Prevenzione, in azienda, non significa solo maggiore salute ma, come ha evidenziato Toma, anche maggiore produttività: “Investire sulla qualità della vita dei dirigenti – e, più in generale, delle persone – è fondamentale. Lavorare in condizioni migliori, più serene, significa anche lavorare meglio e rendere di più: è questo il messaggio che portiamo avanti ogni giorno. Non si tratta di un costo, ma di un investimento. Ecco perché la sanità integrativa assume un ruolo centrale. È quindi particolarmente significativo che un incontro come questo sia stato organizzato a Taranto, spesso etichettata come una “città dei veleni”, una città che ha ancora bisogno di attenzione su questi temi ma che, al tempo stesso, sta dimostrando una forte capacità di cambiamento”.
Ha preso poi la parola Conte: “Quella del Fondo è da sempre un’attività di grande valore sui territori, e lo è ancora di più in una fase come quella attuale, in cui si avverte con forza la crisi della sanità in Italia. In questo contesto, il Fasi riesce a supplire con efficacia alle difficoltà che il Servizio sanitario pubblico si trova oggi ad affrontare, offrendo un supporto concreto e sempre più efficace agli assistiti, che possono contare su un servizio sempre più capillare e tempestivo”.
Il Fasi lavora affinché l’assistito diventi responsabile della propria salute
Un punto centrale è stato poi quello dedicato alla prevenzione personalizzata che, come ha sottolineato Pengo “si può costruire davvero solo quando l’assistito, il cittadino, diventa responsabile della propria salute. Quindi, è necessario aiutare le persone a comprendere l’importanza degli stili di vita e a diventare parte attiva nei percorsi di prevenzione. Solo così è possibile rendere la prevenzione più efficace, mirata e sostenibile nel tempo. Dietro alle attività del Fondo legate alla prevenzione c’è una macchina complessa, che lavora in modo continuo e si dota di strumenti sempre più avanzati. Un esempio è il progetto legato alla valorizzazione dell’eccellenza tecnologica, sviluppato insieme al Politecnico: un modello che consente di analizzare in modo quantitativo l’impatto delle prestazioni erogate, tenendo conto sia della tecnologia utilizzata sia della qualità organizzativa”.
Formare e personalizzare: parole chiave della prevenzione
Prevenzione, ma anche maggiore formazione: è stato il cuore dell’intervento di Speziale: “Ancora oggi si investe troppo poco in prevenzione, mentre sarebbe necessario un vero cambio di paradigma culturale, a partire dalla formazione dei medici: siamo stati abituati a curare più che a prevenire. La prevenzione, inoltre, deve essere necessariamente personalizzata. Non ci saranno mai risorse sufficienti per fare tutto per tutti: è quindi fondamentale individuare le classi di rischio e seguirle in modo mirato. Oggi abbiamo a disposizione strumenti avanzati – dalla genetica alla metabolica, fino alla diagnostica – che ci permettono di identificare i cluster più a rischio e intervenire in modo tempestivo, prevenendo l’insorgenza delle malattie e riducendone le conseguenze”.
La tappa tarantina ha così costruito un’occasione di confronto capace di tenere insieme evidenze scientifiche, buone pratiche, responsabilità istituzionale e attenzione concreta alle persone. Perché prevenire, oggi, non significa soltanto anticipare la malattia, ma rendere più solida la cultura della salute nei territori, nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana.