Siracusa 30.3.2026 – Prendono il via da domani, nel rispetto dei tempi stabiliti dal piano di Programmazione del PNRR al 31 marzo 2026, le attività delle Case di Comunità su tutto il territorio della provincia di Siracusa attraverso l’adozione di un nuovo modello assistenziale fondato sui principi della cosiddetta medicina di iniziativa o proattiva, che prevede la presa in carico dei pazienti cronici dei target a maggior impatto sanitario tra cui scompenso cardiaco, diabete, Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, patologie renali, con l’obiettivo di evitare la riacutizzazione e il reingresso in ospedale.
Secondo il nuovo modello i pazienti cronici saranno chiamati dagli operatori delle Case di Comunità in base ad un piano di programmazione alimentato dalle segnalazioni dei medici di famiglia, delle COT e delle strutture interne dell’Azienda a seguito per esempio di dimissione ospedaliera.
In tal modo l’Asp di Siracusa ha voluto privilegiare, nel rispetto dei tempi previsti, l’avvio immediato delle attività integrate mediche e infermieristiche, vera novità del PNRR, che saranno garantite dai medici di medicina generale e dagli infermieri di comunità già assunti, senza attendere il completamento definitivo dei piani di realizzazione, ma riservandosi di andare a pieno regime work in progress con il completamento delle dotazioni strutturali, tecnologiche e degli organici, previste dal PNRR in tutte le strutture individuate.
A tal fine le attività in alcune Case di Comunità, quali quelle delle sedi spoke di Siracusa, Melilli, Avola, e della hub di Augusta, sono avviate da oggi direttamente nelle strutture definitive già consegnate dalle ditte aggiudicatarie mentre in tutte le altre vengono egualmente garantite in locali già in possesso dell’Azienda, nelle more del completamento delle strutture definite dal PNRR.
La Direzione Aziendale rivolge un particolare ringraziamento ai medici di medicina generale che hanno aderito alla progettualità, consentendo l’apertura delle Case di Comunità e rivolge un appello anche agli altri medici di medicina generale affinché possa essere incrementata l’adesione con il conseguente potenziamento delle strutture, considerato che la figura del medico di medicina generale è centrale nel nuovo modello assistenziale che si intende promuovere.