La Società Italiana di Diabetologia (SID), attraverso la sua presidente, aderisce alla campagna sull’empowerment femminile promossa da Cittadinanzattiva – www.teloseimeritato.it – contribuendo a portare l’attenzione su un tema cruciale anche per il mondo accademico e medico-scientifico: la persistente difficoltà per le donne di accedere ai ruoli apicali. L’iniziativa, che nasce con l’obiettivo di scardinare la narrazione tradizionale della cosiddetta ‘sindrome dell’impostore’, propone una lettura innovativa e necessaria: non riuscire a centrare gli obiettivi di carriera, non rappresenta una fragilità individuale, ma è la conseguenza dei limiti imposti da un sistema, che ancora oggi incorpora e perpetua stereotipi di genere e disuguaglianze strutturali. Una prospettiva che trova pieno riscontro anche nell’esperienza delle donne impegnate in diabetologia e più in generale in medicina e nelle società scientifiche.
“In ambito accademico e medico – dichiara la presidente SID – il cosiddetto ‘tetto di cristallo’ è tutt’altro che superato. Nonostante le donne siano oggi oltre la metà dei medici italiani e la maggioranza tra gli studenti delle facoltà di medicina, il loro accesso ai ruoli apicali resta limitato. Spesso è richiesto loro di dimostrare costantemente qualcosa in più rispetto ai colleghi uomini, in termini di competenze, risultati e capacità di leadership, per ottenere lo stesso riconoscimento. Un segnale evidente di come le disuguaglianze strutturali continuino a incidere sulle carriere, alimentando anche quel senso di inadeguatezza che la campagna di Cittadinanzattiva intende contrastare”.
La campagna ‘Teloseimeritato’ di Cittadinanzattiva, attraverso uno spot in bianco e nero di forte impatto, tenta di ribaltare la prospettiva mainstream: il senso di inadeguatezza non è un limite personale, ma l’espressione di contesti che non sono stati progettati per essere inclusivi. Un messaggio potente, che la SID condivide e rilancia, soprattutto alla luce delle esperienze quotidiane di molte professioniste della salute. “La sindrome dell’impostore – prosegue la presidente Buzzetti – è spesso il prodotto dell’interiorizzazione di barriere esterne: culturali, sociali ed economiche. Riconoscerlo è il primo passo per liberarsene. Parlare apertamente di queste dinamiche, come fa questa campagna, è fondamentale per aumentare la consapevolezza e contribuire a un cambiamento reale. Il superamento di queste disuguaglianze non può essere demandato alle singole donne, chiamate ad adattarsi ad uno status quo che non le valorizza, ma richiede un impegno collettivo e sistemico: dalle istituzioni accademiche alle società scientifiche, fino alle politiche sanitarie e sociali. Ed è per questo fondamentale l’endorsement del mondo dell’informazione”.
“Dobbiamo lavorare per trasformare le regole del gioco – conclude la presidente SID – creando ambienti realmente inclusivi, nei quali il merito possa emergere senza essere ostacolato da pregiudizi o barriere invisibili. Solo così potremo non solo valorizzare pienamente il contributo femminile, ma anche offrire alle nuove generazioni modelli diversi, che non ostacolino l’affermazione della professionalità ‘rosa’ e che cancellino quel senso di inadeguatezza che oggi ancora troppe donne sperimentano. Con la sua adesione alla campagna di Cittadinanzattiva, la SID rinnova il proprio impegno a promuovere equità, inclusione e valorizzazione delle competenze in ambito medico e scientifico, per contribuire attivamente a costruire una cultura più giusta e rappresentativa”.