lunedì, 30 Marzo 2026

Non è sindrome dell’impostore: è il sistema. Società Italiana di Diabetologia al fianco delle donne per abbattere il tetto di cristallo

La Società Italiana di Diabetologia (SID), attraverso la sua presidente, aderisce alla campagna sull’empowerment femminile promossa da Cittadinanzattiva – www.teloseimeritato.it – contribuendo a portare l’attenzione su un tema cruciale anche per il mondo accademico e medico-scientifico: la persistente difficoltà per le donne di accedere ai ruoli apicali. L’iniziativa, che nasce con l’obiettivo di scardinare la narrazione tradizionale della cosiddetta ‘sindrome dell’impostore’, propone una lettura innovativa e necessaria: non riuscire a centrare gli obiettivi di carriera, non rappresenta una fragilità individuale, ma è la conseguenza dei limiti imposti da un sistema, che ancora oggi incorpora e perpetua stereotipi di genere e disuguaglianze strutturali. Una prospettiva che trova pieno riscontro anche nell’esperienza delle donne impegnate in diabetologia e più in generale in medicina e nelle società scientifiche.

“In ambito accademico e medico – dichiara la presidente SID – il cosiddetto ‘tetto di cristallo’ è tutt’altro che superato. Nonostante le donne siano oggi oltre la metà dei medici italiani e la maggioranza tra gli studenti delle facoltà di medicina, il loro accesso ai ruoli apicali resta limitato. Spesso è richiesto loro di dimostrare costantemente qualcosa in più rispetto ai colleghi uomini, in termini di competenze, risultati e capacità di leadership, per ottenere lo stesso riconoscimento. Un segnale evidente di come le disuguaglianze strutturali continuino a incidere sulle carriere, alimentando anche quel senso di inadeguatezza che la campagna di Cittadinanzattiva intende contrastare”.

La campagna ‘Teloseimeritato’ di Cittadinanzattiva, attraverso uno spot in bianco e nero di forte impatto, tenta di ribaltare la prospettiva mainstream: il senso di inadeguatezza non è un limite personale, ma l’espressione di contesti che non sono stati progettati per essere inclusivi. Un messaggio potente, che la SID condivide e rilancia, soprattutto alla luce delle esperienze quotidiane di molte professioniste della salute. “La sindrome dell’impostore – prosegue la presidente Buzzetti – è spesso il prodotto dell’interiorizzazione di barriere esterne: culturali, sociali ed economiche. Riconoscerlo è il primo passo per liberarsene. Parlare apertamente di queste dinamiche, come fa questa campagna, è fondamentale per aumentare la consapevolezza e contribuire a un cambiamento reale. Il superamento di queste disuguaglianze non può essere demandato alle singole donne, chiamate ad adattarsi ad uno status quo che non le valorizza, ma richiede un impegno collettivo e sistemico: dalle istituzioni accademiche alle società scientifiche, fino alle politiche sanitarie e sociali. Ed è per questo fondamentale l’endorsement del mondo dell’informazione”.

“Dobbiamo lavorare per trasformare le regole del gioco – conclude la presidente SID – creando ambienti realmente inclusivi, nei quali il merito possa emergere senza essere ostacolato da pregiudizi o barriere invisibili. Solo così potremo non solo valorizzare pienamente il contributo femminile, ma anche offrire alle nuove generazioni modelli diversi, che non ostacolino l’affermazione della professionalità ‘rosa’ e che cancellino quel senso di inadeguatezza che oggi ancora troppe donne sperimentano. Con la sua adesione alla campagna di Cittadinanzattiva, la SID rinnova il proprio impegno a promuovere equità, inclusione e valorizzazione delle competenze in ambito medico e scientifico, per contribuire attivamente a costruire una cultura più giusta e rappresentativa”.

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