Per la prima volta su un mezzo su ruote, trasfusioni direttamente sul luogo dell’emergenza per ridurre i tempi di trattamento e rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza
Modena è apripista nel progetto sperimentale denominato ‘Blood on Board’ che prevede la disponibilità immediata di sangue in automedica, per consentire il trattamento precoce sul posto dei pazienti con sanguinamento grave. Già attivo in Emilia-Romagna sugli elisoccorsi di Bologna, Ravenna e Parma, il percorso avviato sul territorio modenese è il primo in regione – e probabilmente in Italia – su un mezzo di soccorso avanzato medico su ruote.
Avviato a inizio 2026 sull’automedica in forza alla città di Modena, prevede il trasporto di sacche di sangue per effettuare le trasfusioni direttamente sul luogo di un’emergenza, ad esempio un incidente stradale. Un sistema rapido ed efficace in grado di far sì che il personale sanitario possa intervenire ancor prima dell’arrivo del paziente in pronto soccorso, riducendo così il tempo di trattamento. L’obiettivo, dopo la prima fase sperimentale sul mezzo di Modena, è ampliare l’esperienza al resto della provincia, nell’ambito della riforma del Sistema di Emergenza-urgenza provinciale in corso nel quale si inserisce anche parte del progetto Montagna, un percorso condiviso con tutti i Sindaci nella Conferenza territoriale sociale e sanitaria.
Il progetto ‘Blood on Board’ è stato presentato questa mattina, venerdì 27 marzo, alla presenza del Coordinatore della rete regionale 118 Antonio Pastori, delle Direzioni generali di Azienda USL, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa e delle autorità cittadine. Sono intervenuti inoltre il direttore del Servizio Immuno-trasfusionale Aou Giovanni Battista Ceccherelli; il responsabile medico del 118 Marcello Baraldi, le Presidenti dell’Associazione “Beppe nel cuore” Isabella Faenza e di Avis Modena, Milena Storione, insieme all’associazionismo del soccorso e a diversi professionisti del 118.
Un importante risultato raggiunto grazie alla sinergia tra il Servizio di Emergenza Territoriale 118 dell’Azienda USL di Modena ed il Servizio Immuno-trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che hanno collaborato in modo unitario nella definizione del modello clinico-organizzativo, nel rispetto delle normative vigenti e dei requisiti di accreditamento. Un contributo significativo alla partenza della sperimentazione è arrivato dall’Associazione “Giuseppe Loschi Beppe nel cuore”, che ha donato il presidio riscaldare il sangue, elemento essenziale per garantire la corretta esecuzione della trasfusione in emergenza.
Il progetto
Il percorso nasce con l’obiettivo di rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza, prevedendo, in situazioni clinicamente selezionate, l’impiego precoce di emoderivati nella fase pre-ospedaliera dell’assistenza. La gestione tempestiva dello shock emorragico rappresenta uno degli snodi clinico-organizzativi più rilevanti nella catena tempo-dipendente dell’emergenza-urgenza. Numerose evidenze dimostrano come l’emorragia non controllata costituisca una delle principali cause di morte evitabile sia nella fase pre-ospedaliera che nelle prime ore di ospedalizzazione, in particolare nei pazienti con trauma maggiore, ma anche in altre condizioni critiche quali le emorragie ostetrico-ginecologiche, gastrointestinali e vascolari.
In questa prospettiva, il progetto ‘ Blood on Board’ si inserisce in un’evoluzione dei modelli di assistenza basata sui principi più avanzati di rianimazione, che pongono al centro il controllo precoce dell’emorragia e la prevenzione del danno secondario. Esso dunque traduce le evidenze scientifiche in un modello organizzativo avanzato, sicuro, tracciabile, con l’obiettivo di assicurare una risposta sempre più integrata, tempestiva e appropriata lungo l’intero percorso di cura, dal territorio all’ospedale.
“Si conferma ancora una volta la forza della rete modenese dell’emergenza‑urgenza – dichiarano i DG delle Aziende sanitarie modenesi Mattia Altini e Luca Baldino –. Questo progetto è il risultato di un lavoro congiunto, quotidiano e strutturato, che coinvolge professionisti delle Aziende sanitarie in un modello integrato di collaborazione al servizio della comunità.
Esso rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un percorso tempo‑dipendente sempre più efficace, che nasce proprio dalla capacità del nostro sistema di affrontare insieme le sfide più complesse. Ringraziamo tutti i professionisti coinvolti, il sistema regionale dell’emergenza, le associazioni del volontariato e i donatori che hanno sostenuto l’avvio di questa innovazione. Proseguiamo con convinzione nel rafforzare una rete che unisce territorio e ospedale, mettendo al centro la sicurezza delle persone, la continuità delle cure e la capacità di rispondere in modo unitario e tempestivo ai bisogni emergenti della cittadinanza”.
“L’Associazione Giuseppe Loschi è particolarmente orgogliosa di aver sostenuto questo importante e innovativo progetto – dichiara Isabella Faenza – che consentirà di intervenire in modo ancora più tempestivo ed efficace già a bordo dei mezzi di soccorso del 118. Fin dalla sua nascita, la nostra associazione si pone l’obiettivo di donare strumenti indispensabili, capaci di supportare il lavoro dei soccorritori e di migliorare la qualità delle cure fin dalle primissime fasi dell’emergenza. Con il progetto “Blood on Board” rafforziamo concretamente questo impegno, contribuendo a salvare vite umane attraverso soluzioni all’avanguardia. Ringraziamo il nostro consigliere Nicola Ronchi che ci ha proposto di supportare questa donazione, siamo molto felici di essere parte di questa iniziativa per rafforzare la risposta sanitaria sul territorio modenese”.