Presentate a Roma le nuove Linee guida per rafforzare la rete dei Centri Cefalee e rendere più omogeneo l’accesso alle cure sul territorio nazionale.
Roma, 26 marzo 2026 – In Italia l’emicrania interessa oltre 6 milioni di persone ed è tra le principali cause di disabilità nella popolazione in età lavorativa. Migliorare l’organizzazione dei servizi dedicati a questa patologia, ridurre le disomogeneità territoriali e rafforzare l’accesso alle terapie innovative: sono stati questi i temi al centro dell’evento “Il Futuro dell’Emicrania 2.0 – Linee di indirizzo per la gestione e la presa in carico del paziente emicranico”, che si è svolto martedì 24 marzo a Roma, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, riunendo istituzioni, comunità scientifica, esperti di sanità pubblica e associazioni di pazienti.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il documento di indirizzo “Il Futuro dell’Emicrania 2.0”, frutto di un lavoro multidisciplinare che ha coinvolto clinici, società scientifiche e rappresentanti delle associazioni dei pazienti, con l’obiettivo di definire linee di indirizzo per migliorare l’organizzazione della presa in carico delle persone con emicrania in Italia e promuovere un modello assistenziale più efficiente e omogeneo sul territorio nazionale.
Una patologia diffusa e ancora sottovalutata
L’emicrania comporta un costo sociale ed economico stimato in 20 miliardi di euro all’anno, tra spese sanitarie e perdita di produttività. Solo l’1,6% dei pazienti accede alle cure preventive, a fronte di disomogeneità territoriali, ritardi diagnostici e accesso limitato alle terapie innovative. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni sul piano scientifico e normativo, la gestione della malattia presenta ancora diverse criticità.
Le criticità del sistema:
Dal quadro che emerge a livello nazionale, l’assistenza alle persone con emicrania risulta ancora frammentata e disomogenea. In molte realtà i servizi dedicati non sono organizzati in modo omogeneo: i Centri Cefalee devono fare i conti con liste d’attesa prolungate e carenza di personale e i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) risultano spesso incompleti, non aggiornati o non pienamente operativi.
A questo si aggiungono un’insufficiente integrazione tra medicina generale e Centri specialistici, un burden amministrativo significativo legato alla gestione dei farmaci di ultima generazione e criteri di accesso che non sempre consentono un utilizzo ottimale delle terapie innovative. Ne deriva un accesso non uniforme alle cure, con differenze marcate tra territori e un impatto concreto sulla vita quotidiana delle persone con emicrania
Le linee di indirizzo per una rete nazionale dell’emicrania
l documento “Il Futuro dell’Emicrania 2.0” nasce da un percorso di confronto tra esperti, associazioni di pazienti e stakeholder della sanità e si basa anche sui risultati di una survey nazionale condotta sui Centri Cefalee italiani. Dalla rilevazione emerge, ad esempio, che a fronte di 6 milioni di persone con emicrania, il 75% dei Centri opera con soltanto 1-2 medici dedicati e il 61% è aperto uno o due giorni alla settimana; inoltre, la maggior parte delle prime visite riguarda pazienti con forme lievi o a bassa complessità che potrebbero essere gestite dal medico di medicina generale.
A partire da queste evidenze, il documento propone una serie di linee di indirizzo per rafforzare l’organizzazione della presa in carico: lo sviluppo di una rete nazionale integrata per la gestione dell’emicrania, la definizione chiara dei livelli assistenziali e dei ruoli dei diversi nodi della rete, la revisione e l’aggiornamento dei PDTA regionali, il rafforzamento dell’integrazione tra medicina generale, neurologia territoriale e Centri Cefalee, la promozione della digitalizzazione dei percorsi di cura e della raccolta dati, fino al miglioramento dell’accesso alle terapie preventive innovative. L’obiettivo è arrivare a un modello assistenziale più equo ed efficiente, in grado di garantire una presa in carico appropriata su tutto il territorio nazionale.
Il confronto tra istituzioni, comunità scientifica e pazienti
Nel corso della mattinata si sono alternati diversi momenti di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, clinici, esperti di sanità pubblica e associazioni di pazienti, con tavole rotonde dedicate ai principali temi organizzativi e di governance dell’emicrania. Dopo una sessione istituzionale di apertura, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Parlamento, il dibattito si è concentrato sulle linee di indirizzo per la gestione del paziente emicranico e sullo sviluppo di una rete nazionale integrata.
Un focus specifico è stato dedicato all’organizzazione dei Centri Cefalee e alla capacità assistenziale del sistema, seguito da un confronto sul ruolo dei PDTA nella prospettiva dei pazienti. La giornata si è conclusa con una sessione sulla programmazione sanitaria, la governance e la sostenibilità del sistema, alla quale ha preso parte anche il Ministero della Salute.
Verso una presa in carico più equa e coordinata
La presentazione del documento e il confronto tra i diversi stakeholder hanno rappresentato un momento di riflessione condivisa sulle prospettive di evoluzione dell’assistenza per l’emicrania in Italia.
In questo quadro, le indicazioni contenute nel documento “Il Futuro dell’Emicrania 2.0” intendono contribuire al dibattito sulle politiche sanitarie dedicate alle patologie neurologiche ad alto impatto sociale, offrendo alle istituzioni e ai decisori pubblici elementi utili per rafforzare l’organizzazione dell’assistenza e migliorare la qualità della presa in carico dei pazienti.
Tra i relatori intervenuti nel corso dell’evento: Cinzia Finocchi (Past President ANIRCEF – Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee); Marina de Tommaso (Presidente SISC – Società Italiana per lo Studio delle Cefalee); Alessandro Padovani (Past President Società Italiana di Neurologia – SIN); Pietro Ferrara (Università degli Studi di Milano-Bicocca, IRCCS Istituto Auxologico Italiano); Pierangelo Geppetti (Università degli Studi di Firenze); Andrea Ranieri (AO Cardarelli di Napoli); Cristina Tassorelli (Università di Pavia, IRCCS Mondino); Simona Guerzoni (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena); Innocenzo Rainero (Università degli Studi di Torino); Antonio Russo (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”); Fabrizio Vernieri (Università Campus Bio-Medico di Roma); Alessandra Sorrentino (Presidente Alleanza Cefalalgici – Al.Ce. Group / CIRNA Foundation); Lorenzo Giovanni Mantovani (Università degli Studi di Milano-Bicocca); Giovanna Giannetti (Ministero della Salute); Paolo Ursillo (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – Agenas) Francesco Saverio Mennini (Capo Dipartimento della Programmazione, Ministero della Salute) e la Sen. Elena Murelli (10° Commissione Sanità, Senato della Repubblica) con un video messaggio trasmesso durante l’evento. I lavori sono stati moderati dalla giornalista Annalisa Manduca.
L’evento è stato realizzato da Edra S.p.A. con il contributo non condizionante di AbbVie.