Vecchiano, 25 marzo 2026 – Taglio del nastro per la rinnovata Casa della Comunità in via della Rocca a Vecchiano, finanziata anche con fondi PNRR.
Hanno partecipato, tra gli altri, all’inaugurazione della struttura, già attiva da alcuni giorni: il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la direttrice dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori e la direttrice della Zona distretto pisana Alessandra Di Bugno.
I lavori effettuati hanno permesso di ristrutturare una parte dell’edificio che ospitava la residenza sanitaria per anziani, collegato alla sede del distretto sanitario di via della Rocca.
La superficie interessata dall’intervento di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile era di quasi 400 metri quadrati, sui 1.490 totali, e l’investimento è stato complessivamente di 850mila euro.
Quello sulla Casa della Comunità di Vecchiano è uno degli interventi previsti per il potenziamento della rete di assistenza territoriale nell’ambito del PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza (missione “Salute”).
Si tratta di una struttura “Spoke”, ossia di prossimità rispetto ai bisogni dei cittadini, che accoglie servizi sanitari territoriali di base, tra cui gli studi dei medici e pediatri di famiglia, specialisti ambulatoriali interni, infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie.
I lavori prevedevano nello specifico il rifacimento del tetto, dell’impiantistica, degli infissi e la riorganizzazione degli spazi interni per ospitare nuovi servizi.
La Casa della Comunità di Vecchiano è stata autorizzata in data 4 marzo 2026 e attestata il 10 marzo 2026.
Si tratta infatti di una delle primissime strutture della Regione Toscana a ricevere la certificazione ufficiale a seguito di sopralluogo di un esperto indipendente, che ha verificato il rispetto di una serie di requisiti strutturali e organizzativi di grande rilevanza e complessità.
“Continua il nostro percorso di presentazione delle nuove strutture territoriali – sottolinea il presidente della Toscana Eugenio Giani -. Come evidenziato già in più circostanze stiamo inaugurando 70 Case della Comunità, che si vanno ad aggiungere ai 46 ospedali presenti in Regione.
Grazie a importanti interventi infrastrutturali, stiamo mettendo a disposizione della comunità presidi di qualità come questo di Vecchiano, il primo che inauguriamo nella zona pisana.
Le Case della Comunità rappresentano i pilastri più concreti della riorganizzazione della sanità territoriale in Toscana. Anche questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra che voglio condividere con gli amministratori del territorio, in particolare con la direttrice generale Maria Letizia Casani, sempre presente con straordinaria dedizione e con il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori, che hanno saputo coordinare e guidare questo percorso, trasformando un’idea in un servizio reale per i cittadini. Insieme a loro ringrazio anche i consiglieri regionali – sono presenti qui oggi Antonio Mazzeo e Federico Eligi – e tutti gli altri soggetti istituzionali di questo ambito territoriale.
Oltre agli ospedali nella nostra Regione abbiamo dunque strutture come queste, che saranno sempre più simili a dei mini ospedali: interdisciplinari e con la presenza di macchinari per la diagnostica, aspetto sul quale stiamo investendo molto e con grande convinzione.
Nella rete di Case della Comunità c’è da evidenziare sempre la presenza e il ruolo dei medici di famiglia: questi presìdi rendono visibile e accessibile il sistema sanitario, garantendo un servizio certo e organizzato, capace di rispondere ai bisogni delle persone anche quando il medico curante di un cittadino non è immediatamente disponibile. Anche qui a Vecchiano tocchiamo con mano un investimento in sanità pubblica che migliora la qualità delle cure e rafforza il legame tra istituzioni e comunità”.
“Sono molto soddisfatta – evidenzia la direttrice generale Asl, Maria Letizia Casani – della giornata di oggi perché presentiamo alla comunità, insieme al Comune di Vecchiano e alla Regione Toscana, una struttura rinnovata che si aggiunge alle molte sedi distrettuali che abbiamo presentato o stiamo per presentare in Azienda e anche, in maniera specifica, in questo ambito territoriale.
Questa Casa della Comunità sarà aperta 6 giorni su 7, per 12 ore al giorno, mettendo a disposizione dei cittadini equipe multiprofessionali costituite da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e di comunità.
La presenza associata in un’unica sede dei medici di famiglia – saranno inizialmente quattro, più un pediatra – favorisce anche investimenti in diagnostica e tecnologie avanzate, crea sinergie e consente di personalizzare servizi e attrezzature sulle esigenze specifiche di questo territorio.
Ringrazio, oltre al presidente della Regione Eugenio Giani e al sindaco di Vecchiano Angori, gli operatori dell’Azienda che hanno reso possibile l’inaugurazione di oggi (25 marzo) a partire dalla direttrice di Zona distretto Di Bugno e all’ufficio tecnico, con un ringraziamento particolare al RUP del progetto Alessio Martini, insieme a tutti i loro collaboratori.
Ricordo anche che questa è una delle strutture che hanno ricevuto la certificazione ufficiale. La nostra Azienda in questo senso ha segnato un primato nel panorama sanitario regionale: un traguardo storico che attesta l’eccellenza dei percorsi di cura e l’aderenza ai più alti standard previsti dalle nuove direttive nazionali e regionali. Il percorso della certificazione è infatti un passaggio formale previsto dal PNRR che prevede che un esperto non aziendale, detto per questo “indipendente” asseveri il possesso di tutti i requisiti della struttura previsti dal DM77. L’esito di questo accertamento è inviato alla Regione Toscana e al Ministero della Sanità. Non si tratta infatti di un risultato casuale, ma è il frutto di un percorso rigoroso che ha visto impegnata l’Azienda in tutte le sue componenti in un’importante opera di organizzazione e monitoraggio continuo a livello strutturale e funzionale. Il raggiungimento della certificazione è stato reso possibile dalla dedizione e dalla professionalità di tutto il personale coinvolto.
Essere i primi in Toscana a ottenere questa certificazione per alcune nostre strutture realizzate con fondi PNRR, tra cui questa di Vecchiano, è per noi motivo di grande orgoglio.
Complessivamente nella zona Pisana sono in corso i lavori finanziati dal PNRR o da fondi dell’edilizia sanitaria pubblica (ex articolo 20 Legge 67/88) o da fondi regionali e aziendali per la ristrutturazione o costruzione di altri presidi sanitari per un totale di quasi 8 milioni di euro”.
“Grazie alla ristrutturazione della Casa della comunità – evidenzia il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori – i servizi socio-sanitari si avvicinano sempre più ai cittadini e alle loro esigenze. Questo rinnovato presidio rafforza infatti la medicina di prossimità e permette di migliorare l’accesso alla sanità territoriale, garantendo una presa in carico più efficace dei pazienti e favorendo l’integrazione tra servizi sanitari e sociali.
Questa è tra l’altro una struttura che ha una storia importante e siamo contenti che continui a rappresentare un punto di riferimento certo per i nostri cittadini.
Da evidenziare anche che sono presenti degli spazi che potranno essere utilizzati dalle associazioni di volontariato e questa è un’apertura alla comunità che ci fa molto piacere.
Ringrazio anch’io gli operatori socio-sanitari e dell’ufficio tecnico con cui ho avuto la possibilità di rapportarmi anche nei giorni precedenti all’inaugurazione e che hanno fatto un grande lavoro.
La Casa della Comunità si pone l’obiettivo di offrire ai cittadini un punto di riferimento sicuro per la salute e la prevenzione.
Come amministrazione comunale abbiamo seguito fin dall’inizio e costantemente questo progetto di ristrutturazione e adeguamento e continueremo a farlo anche in futuro, collaborando con il sistema sanitario perché questa struttura consolidi il proprio ruolo, anche con il graduale sviluppo di ulteriori servizi a disposizione della nostra comunità, che richiede una sempre maggiore attenzione da questo punto di vista”.
“Tra i servizi assicurati in questa Casa della Comunità – aggiunge la responsabile di Zona, Alessandra Di Bugno – ci sono anche il Punto unico di accesso (Pua), i servizi ambulatoriali per le patologie ad alta prevalenza, il sistema integrato di prenotazione collegato al Cup aziendale. Presente anche il centro prelievi.
La nuova struttura permette un importante arricchimento degli spazi destinati ai servizi sanitari con possibilità di ulteriore apertura alle famiglie e al territorio mediante la telemedicina (con uno spazio dedicato al primo piano), l’assistenza domiciliare, l’integrazione con i servizi socio-sanitari già esistenti e alle attività partecipative di associazioni e cittadini per una migliore adesione e rispondenza ai bisogni dell’utenza che insiste su questo territorio.
La struttura opererà in stretto collegamento funzionale con la Casa di Comunità Hub di riferimento zonale e con tutti i servizi territoriali introdotti con la riforma della sanità territoriale, come la Centrale Operativa Territoriale (Cot) e il Sistema Emergenza Urgenza Sociale (Seus), diventando un fondamentale punto di riferimento per la comunità locale.
Vecchiano si conferma, quindi, come uno snodo fondamentale nell’ambito territoriale pisano.
Entro la fine di aprile sono previste le aperture anche delle Case della Comunità di Cascina, Marina di Pisa, San Giuliano Terme, via Garibaldi a Pisa e Crespina Lorenzana.
Ricordo anch’io l’importanza della presenza attiva e partecipe dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, oltre che degli infermieri di famiglia e di comunità, un servizio che permette di assicurare la corretta prossimità ai cittadini”.
La struttura di Vecchiano rientra dunque a pieno titolo nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale che stiamo portando avanti, come previsto e descritto nel DM 77 del 23 maggio 2022, di concerto con la Regione Toscana e le amministrazioni comunali.
Alla base di questo modello ci sono le Case della Comunità (HUB e SPOKE), con il coinvolgimento degli ambulatori di Medicina Generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS) per garantire assistenza capillare in tutto il territorio.
Il modello organizzativo multidisciplinare della CdC prevede quindi la partecipazione all’interno della struttura di equipe multiprofessionali che includono – oltre a MMG e PLS – di Specialisti Ambulatoriali interni (SAI), Infermieri di famiglia e comunità (IFeC), Psicologi e personale sociosanitario.
Un altro elemento fondamentale della nuova organizzazione è rappresentato poi dalle Centrali operative territoriali (COT) la cui attivazione su tutto il territorio regionale ha rappresentato un significativo passo in avanti nella “messa a terra” del nuovo modello di sanità territoriale.