martedì, 24 Marzo 2026

Dipendenze dal gioco d’azzardo, oltre 3mila gli studenti di Cecina, Rosignano e Piombino coinvolti nel progetto “Non ti Azzardare”

VALLI ETRUSCHE, 24 marzo 2026 – Sono circa 3mila, per un totale di oltre 100 classi, gli studenti di di Piombino, Cecina e Rosingnano coinvolti nel progetto “Non ti azzardare!”, l’iniziativa di prevenzione sul gioco d’azzardo patologico promossa dal Servizio Dipendenze (SerD) della Società della Salute Valli Etrusche e dall’Educazione e promozione della Salute dell’Azienda USL Toscana nord ovest. Un percorso strutturato che punta a informare e sensibilizzare studenti, docenti e famiglie sui rischi legati al gambling, inserito nel piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo della Regione Toscana e realizzato in co-progettazione con la Cooperativa San Benedetto e il Ce.I.S. Livorno.

“Il lavoro nelle scuole rappresenta uno degli strumenti più efficaci per fare prevenzione – sottolinea Luigi Franchini, direttore dell’Educazione e promozione della Salute Area Sud – perché consente di intercettare precocemente i bisogni e costruire consapevolezza nei ragazzi attraverso percorsi strutturati e continuativi. Per questo nei mesi scorsi, molte classi del liceo Fermi di Cecina dell’Isis Mattei di Rosignano e degli istituti Carducci–Volta–Pacinotti ed Einaudi–Ceccherelli di Piombino hanno già partecipato a incontri di approfondimento, confrontandosi apertamente sui rischi e conoscendo i servizi attivi sul territorio. Questi risultati sono possibili grazie a un impegno condiviso che coinvolge professionisti sanitari, insegnanti e realtà del territorio: per questo desidero ringraziare tutti i colleghi impegnati nel progetto e, in modo particolare, Nicoletta Cioli, da anni punto di riferimento prezioso per la collaborazione con le scuole”.

Il progetto si sviluppa anche attraverso percorsi di peer education inseriti nell’alternanza scuola-lavoro, dove gli studenti, guidati da esperti, si confrontano tra pari, condividono esperienze e rafforzano competenze relazionali e di ascolto. Un approccio che favorisce un clima di fiducia e prossimità e che facilita l’emersione di bisogni, emozioni e fragilità, promuovendo al contempo empatia e capacità di supporto reciproco. Spazio anche alla creatività e al protagonismo giovanile: un gruppo di studenti volontari sarà coinvolto nella realizzazione di un video di sensibilizzazione, affiancato da videomaker professionisti. Attraverso brevi interviste sul tema delle dipendenze, il prodotto finale darà voce direttamente ai ragazzi e sarà diffuso nei canali scolastici e territoriali. Parallelamente, negli istituti verrà allestita una mostra informativa con cartelloni tematici dedicati al fenomeno del gioco d’azzardo, pensata per stimolare curiosità e confronto negli spazi comuni. Il progetto guarda inoltre alle famiglie, con un incontro dedicato ai genitori per fornire strumenti utili a riconoscere eventuali segnali di rischio e a favorire il dialogo con i figli. Sarà infine attivato “disPLAYoff”, uno spazio di ascolto telefonico con colloqui gratuiti gestiti da professionisti sulle dipendenze digitali e comportamentali.

“Portare il tema tra i banchi – spiega Anna Adamovit, responsabile del Servizio Dipendenze (SerD) delle Valli Etrusche – significa agire in modo diretto sui più giovani, aiutandoli a comprendere i meccanismi che regolano il gioco d’azzardo, a smontare false credenze diffuse e a riflettere sulle conseguenze che può avere sul piano personale, familiare ed economico. Intervenire precocemente – conclude la dottoressa Adamovit – è fondamentale per prevenire forme di dipendenza che possono avere conseguenze molto serie nel corso della vita. Con questo progetto vogliamo fornire ai ragazzi strumenti concreti per riconoscere i rischi, sviluppare senso critico e chiedere aiuto senza timore. Allo stesso tempo è importante coinvolgere le famiglie, perché la prevenzione passa anche dalla capacità degli adulti di cogliere segnali e accompagnare i giovani nelle loro scelte”.

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