sabato, 21 Marzo 2026

Intelligenza artificiale e screening mammografico: l’esperienza di Usl Umbria 1 presentata in Senato

Al convegno “AI & Cybersecurity in Sanità”, presentati i risultati dell’applicazione dell’intelligenza artificiale nello screening mammografico.

Da febbraio 2026 l’Umbria diventa la seconda regione in Italia, dopo il Veneto, ad adottare il modello su scala regionale

Roma, 21 marzo 2026 – Da febbraio 2026 l’Umbria è diventata la seconda regione d’Italia, dopo il Veneto, ad applicare l’intelligenza artificiale allo screening mammografico su scala regionale. È questo uno dei temi significativi che sono emersi nel corso del convegno “AI & Cybersecurity in Sanità – Orizzonti strategici e impatti verticali”, promosso da Confassociazioni in collaborazione con Siiam-Società italiana intelligenza artificiale in medicina, che si è tenuto nei giorni scorsi a palazzo Madama, sede del Senato, a Roma. Si è trattato di un momento di confronto nazionale sullo sviluppo delle nuove tecnologie in ambito sanitario al quale ha partecipato come relatore anche Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1.

Nel corso dell’incontro, Ciotti ha illustrato l’esperienza maturata dall’Usl Umbria 1 nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata allo screening mammografico, presentando i dati raccolti nel periodo compreso tra maggio e dicembre 2025. Per tutte le donne esaminate è stata mantenuta la doppia lettura umana, con eventuale supporto dell’intelligenza artificiale successivamente alla lettura.

“Nei nove mesi considerati – spiega il direttore generale – a parità di numero di donne esaminate, circa 16.000, abbiamo registrato un incremento dei casi positivi, passando da 4,7 a 5,5 ogni mille esami. È quindi aumentata la capacità di detection. Un altro risultato importante è stata la riduzione del tempo medio di refertazione: nel 2024 era di circa 25 giorni, oltre lo standard indicato di 21 giorni, mentre nel 2025 è sceso a 18 giorni, nonostante un organico ridotto di un radiologo rispetto all’anno precedente. Il supporto dell’AI ha inoltre consentito di aumentare i richiami di secondo livello, passati da 644 a 786”.

L’esperienza umbra conferma come l’innovazione tecnologica possa rappresentare uno strumento concreto di supporto ai professionisti sanitari, in particolare nella doppia lettura degli esami mammografici, contribuendo a rendere i percorsi di screening sempre più efficaci, tempestivi e appropriati.

Il progetto avviato da Usl Umbria 1 si inserisce in una strategia più ampia di innovazione del sistema sanitario regionale e segna un passaggio di particolare rilievo. Inoltre, l’esperienza avviata dall’Azienda sanitaria si sta ora estendendo anche all’Usl Umbria 2, portando così la Regione Umbria a essere la seconda in Italia ad applicare l’intelligenza artificiale allo screening mammografico su scala regionale.

“La sfida – sottolinea Emanuele Ciotti – è governare l’innovazione mettendola al servizio della qualità clinica, dell’organizzazione e della prevenzione. L’intelligenza artificiale non sostituisce i professionisti, ma li supporta, rafforzando la capacità del sistema sanitario di offrire risposte sempre più efficaci ai cittadini”.

“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sanità – dichiara Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria – apre scenari importanti, che richiedono però un approccio attento e strutturato. Proprio per questo la Regione Umbria ha istituito il Centro regionale per l’intelligenza artificiale in ambito sanitario, un gruppo di lavoro multidisciplinare dedicato a favorire un’adozione omogenea e sistemica della tecnologia, evitando applicazioni frammentarie o episodiche”.

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