NEL 2025: SU 320 GIOVANI IL 21% HA GUIDATO DOPO AVER BEVUTO, IL 13% HA DICHIARATO L’USO DI SOSTANZE
20 MARZO 2026. La notte come spazio da comprendere, presidiare e rendere più sicuro. È questo il senso dell’evento formativo che si è svolto in questi giorni nel Municipio a Jesolo, dal titolo “Quando la notte scrive storie da raccontare”, promosso dal Dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 4 e dedicato all’esperienza del progetto “Off Limits”, che dal 1998 è attivo nei contesti del divertimento notturno con azioni di prevenzione selettiva.
I dati. Ai camper di “Off Limits” nell’estate 2025 hanno avuto accesso 9156 persone. Elemento centrale dell’incontro è stata però la presentazione dei dati raccolti attraverso una nuova metodologia: una web-app utilizzata dagli operatori sul campo, associata ad interviste strutturate (28 domande basate su modelli ISTAT, Istituto Superiore di Sanità e progetto ESPAD) e alla misurazione dell’alcolemia.
Nel periodo aprile–ottobre 2025 sono stati coinvolti 321 giovani con risultati fanno riflettere: il 40% ha dichiarato di aver bevuto dalle 3 alle 5 unità alcoliche in serata e il 24% più di 6 unità alcoliche nella stessa serata; il 21% ha dichiarato di mettersi alla guida nonostante un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge; il 43% ha aspettato prima di guidare, ma con una valutazione soggettiva dei tempi di smaltimento dell’alcol; il 22% ha affidato la guida a un amico; 13% ha assunto sostanze stupefacenti durante la serata (dato che il Ser.D considera sottostimato) e su 12 test salivari 9 sono risultati positivi al THC (principio attivo della Cannabis). Particolarmente significativo è stato inoltre che la maggioranza di chi ha già subito incidenti o sospensioni della patente per guida in stato di ebbrezza non ha modificato i propri comportamenti di consumo, dettaglio in linea con quanto rilevato anche dal progetto regionale “Safe Night” (2008–2018), basato su oltre 35.800 contatti.
Accessi in pronto soccorso. Sul fronte sanitario, i dati illustrati dai responsabili dell’area emergenza-urgenza confermano nel periodo estivo un quadro noto e in linea con gli anni precedenti: incremento degli accessi a partire da maggio con il picco nei mesi di luglio e agosto; la concentrazione degli accessi in fascia notturna (21.00–6.00) con coinvolgimento prevalentemente di giovani in età inclusa tra 18 e 25 anni in maggioranza non residenti di questo territorio; tra i giovani sono prevalse le intossicazioni da alcol rispetto ad altre sostanze.
Un modello di intervento di prossimità. “Off Limits”, coordinato da Tiziano Sartor, prevede da sempre l’intervento diretto nei luoghi del divertimento con unità mobili e spazi dedicati. Un approccio che punta su relazione, ascolto e presenza non giudicante. “Gli educatori operano in contesti mutevoli che richiedono flessibilità e capacità di adattamento – spiega il direttore del Ser.D dell’Ulss 4, Diego Saccon –. È attraverso il dialogo che si possono stimolare consapevolezza e pensiero critico rispetto ai comportamenti a rischio”.
Sicurezza e rete territoriale. Dal punto di vista della sicurezza stradale, la Polizia Locale di Jesolo ha segnalato un aumento delle persone fermate per guida in stato di ebbrezza nell’ultima stagione estiva, rafforzando la necessità di integrare controllo e prevenzione.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di un’azione condivisa tra istituzioni, operatori sanitari, gestori dei locali e comunità. In questa direzione si inserisce anche la prospettiva, illustrata dalla Regione Veneto, di sviluppare una rete regionale dei servizi mobili dedicati alle dipendenze.
A chiudere i lavori è stata la Direzione socio-sanitaria dell’ULSS 4, che ha sottolineato il valore strategico di “Off Limits” come strumento capace di intercettare direttamente i giovani nei contesti dove si concentrano consumo di alcol, uso di sostanze e comportamenti a rischio, promuovendo al tempo stesso salute, prevenzione e benessere.
L’iniziativa, ospitata nel Municipio di Jesolo e moderata dalla psicologa Sonia Toneguzzo, ha riunito operatori sanitari, forze dell’ordine, rappresentanti istituzionali e gestori dei locali con la presenza del SILB (Sindacato Italiano Locali da Ballo) di Venezia, rappresentato dal presidente provinciale Franco Polato. Da parte dei partecipanti è emersa con forza la necessità di un’azione condivisa tra istituzioni, operatori sanitari, gestori dei locali e comunità. Il messaggio finale è stato chiaro: la notte non è solo un luogo di rischio, ma uno spazio sociale da presidiare con competenza e collaborazione.