La Valle d’Aosta ha superato l’obiettivo nazionale PNRR fissato per il 2026. Da 229 pazienti over 65 in cura a domicilio nel 2019 a 3.225 oggi: una crescita del 1.308%, un risultato molto rilevante nell’assistenza territoriale agli anziani. E senza sacrificare la qualità: la Valle d’Aosta garantisce il monte ore di assistenza per paziente più alto tra tutte le regioni italiane.
Gli anziani over 65 seguiti a domicilio dall’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) in Valle d’Aosta sono oggi 3.225, contro i 229 del 2019, anno precedente alla pandemia Covid. Una crescita di oltre quattordici volte in pochi anni che certifica il profondo cambiamento nel modo in cui la sanità valdostana si prende cura dei suoi cittadini più fragili.
L’ADI è il servizio con cui il sistema sanitario porta direttamente a casa del paziente un insieme coordinato di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e di assistenza alla persona. Non un semplice «infermiere a domicilio», ma un modello di presa in carico integrata, in cui medici di medicina generale, specialisti, infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari lavorano in équipe attorno al paziente, costruendo un piano assistenziale personalizzato. L’obiettivo è garantire cure continuative e di qualità a chi — per età, fragilità o condizioni croniche — faticherebbe ad accedere regolarmente alle strutture sanitarie, evitando ricoveri spesso non necessari e preservando la qualità della vita nel proprio ambiente familiare.
Il dato ADI emerge dal monitoraggio sull’investimento “Casa come primo luogo di cura” del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), uno degli indicatori chiave per la valutazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Un risultato che non solo conferma il trend già positivo registrato nel 2024 — quando i pazienti erano 2.855 e la Valle d’Aosta aveva già superato il target ministeriale — ma lo migliora ulteriormente, ponendo la regione in anticipo rispetto all’obiettivo nazionale previsto per il 2026.
Ma c’è un elemento che rende il risultato valdostano ancora più significativo. La corsa ad aumentare il numero di anziani presi in carico a domicilio può avere un costo nascosto: la riduzione delle ore di assistenza dedicate a ciascun paziente. Più persone seguite, ma con meno tempo e meno cura per ognuna. La Valle d’Aosta, invece, è riuscita nell’impresa di espandere enormemente la platea dei beneficiari mantenendo e consolidando la qualità dell’assistenza: il monte ore garantito per ciascun paziente risulta il più alto tra tutte le regioni italiane. Un traguardo certificato da un autorevole ente terzo nell’ultimo rapporto sanità del CREA nel capitolo sui Servizi domiciliari.
«Portare le cure a casa delle persone non è solo una scelta organizzativa: è una scelta di civiltà – sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi -. Significa riconoscere che un anziano fragile, laddove esistono le condizioni, sta meglio nel proprio ambiente, tra le proprie abitudini e i propri affetti. L’implementazione di un sistema di cure sanitarie domiciliari, specificatamente dedicate alle persone anziane non autosufficienti, non solo migliora la qualità di vita delle persone e dei loro famigliari, ma rappresenta un traguardo nell’ implementazione dei servizi alternativi all’inserimento nelle strutture, nonché al ricovero improprio e significa anche concretamente decongestionare il pronto soccorso. Questi sono obiettivi centrali nel processo di riforma dei servizi socio-assistenziali e sanitari che ci vedono tutti impegnati, come Assessorato e Azienda USL certo, ma più in generale come Comunità in una delle maggiori sfide del nostro tempo: affrontare la crisi demografica».
Il Direttore Generale dell’Azienda USL Massimo Uberti spiega che «tre anni or sono ci chiedevano come avremmo fatto a raggiungere un incremento di attività così impegnativo per rispettare il target PNRR, lo abbiamo fatto. Il segreto è semplicemente che dietro a questi numeri ci sono infermieri, OSS, medici di medicina generale e operatori amministrativi, professionisti e persone, che ogni giorno lavorano sul territorio con grande professionalità e dedizione. A loro va il merito principale di questo traguardo. Crescere così tanto senza abbassare la qualità non era scontato: significa che il sistema ha tenuto, e ha tenuto bene». «Anche gli Uffici dell’Azienda e dell’Assessorato – sottolinea – hanno lavorato molto sulla qualità dei flussi informativi da inviare al Ministero, per correggere le penalizzazioni derivanti dall’organizzazione peculiare di una Regione a statuto autonomo, come la nostra».
L’orizzonte europeo era portare al 10% la quota di popolazione over 65 assistita a domicilio, un traguardo che le migliori esperienze del continente indicano come standard di riferimento. La Valle d’Aosta, con i risultati attuali ha già superato quell’obiettivo senza rinunciare a ciò che conta di più: la qualità della cura per ogni singola persona.