Rionero in Vulture, 16 marzo 2026 – Curarsi senza lasciare la propria regione. Per migliaia di donne del Sud affette da tumore al seno potrebbe presto diventare una realtà. Dalla Basilicata, Campania e Puglia parte, infatti, un nuovo modello di collaborazione sanitaria che punta a ridurre le disuguaglianze territoriali e la migrazione sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti. Il progetto presentato questa mattina all’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata si chiama BEACON (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) ed è promosso da Novartis con il supporto di IQVIA, all’interno della Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete (A.M.O.Re.). Coinvolge i tre poli di eccellenza oncologica del Mezzogiorno: l’Irccs Crob guidato dal direttore generale Massimo De Fino, l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli guidato dal direttore generale Maurizio Di Mauro e l’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari guidato dal commissario straordinario Alessandro Delle Donne.
L’obiettivo è affrontare uno dei nodi più critici della sanità italiana: la mobilità sanitaria. Ogni anno oltre 67 mila ricoveri oncologici vengono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti, un fenomeno che riflette significative disparità territoriali e costringe molte persone ad affrontare spostamenti lunghi e spesso onerosi. Il nuovo modello punta invece a rafforzare la collaborazione tra centri, condividere competenze e dati clinici e utilizzare strumenti digitali e telemedicina per garantire percorsi terapeutici più fluidi e integrati.
“La collaborazione strutturata tra i Centri di trattamento è il primo pilastro del modello BEACON e permette la condivisione delle competenze mediche e sanitarie a beneficio delle pazienti. – commenta Massimo De Fino –Questa collaborazione richiede, per realizzarsi pienamente, la creazione di gruppi multidisciplinari intraospedalieri e la condivisione tempestiva e sicura di dati, referti e documentazione clinica attraverso piattaforme digitali. Nei tre Irccs sono già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati, che rappresentano modelli applicabili per supportare la collaborazione tra Centri”.
Il cambiamento riguarda anche il modo in cui si valutano i percorsi diagnostico-terapeutici. Ispirato ai principi della Value Based Healthcare, BEACON introduce indicatori che non misurano solo tempi e volumi di attività sanitaria, ma anche gli esiti clinici, la qualità della vita e l’esperienza delle pazienti lungo tutto il percorso di cura mettendo al centro della misurazione la prospettiva delle pazienti. Una sfida decisiva se si considera l’impatto della malattia: in Italia oltre 925 mila donne convivono con una diagnosi di tumore al seno e ogni anno si registrano più di 53 mila nuovi casi. Il modello si fonda su quattro pilastri: collaborazione strutturata tra i centri, multidisciplinarietà, innovazione digitale e la figura del case manager.
“Il progetto BEACON rappresenta un passaggio importante per la sanità del Mezzogiorno. Mettere in rete tre grandi istituti oncologici del Sud significa rafforzare la capacità di affrontare una patologia complessa come il tumore al seno attraverso la condivisione di competenze scientifiche, dati clinici e strumenti digitali. È un modello di collaborazione stabile che punta a migliorare i percorsi di diagnosi, cura e follow-up delle pazienti e a rafforzare il confronto multidisciplinare tra specialisti. Rafforzare la collaborazione tra i centri oncologici del Sud significa creare condizioni concrete affinché sempre più pazienti possano curarsi vicino casa, con standard assistenziali elevati” dichiara l’assessore alla Salute, politiche per la persona e PNRR, Cosimo Latronico.
La prossima tappa sarà la sperimentazione operativa nella rete A.M.O.Re. Se il modello dimostrerà la sua efficacia, potrà diventare un riferimento per altre regioni italiane.