TRIESTE, 16 marzo 2026 – Appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Environments uno studio condotto dal Prof. Luca Cegolon (UCO di Igiene e Medicina Preventiva di ASUGI), dal gruppo di ricerca MercuRILab dell’Università di Trieste (Prof. Stefano Covelli e Dr.ssa Elisa Petranich), la UCO di Medicina del Lavoro di ASUGI (Prof. Francesca Larese Filon, Dr.sse Donatella Sansone ed Emilia Patriarca) e dal Prof. Giuseppe Mastrangelo (Università di Padova). L’indagine ha integrato i dati di una recente indagine (pubblicata su Science of the Total Environment), aggiungendo anche le rilevazioni di mercurio nei capelli di circa 80 lavoratori di Porto Nogaro non impiegati in attività produttive che implicano esposizione a mercurio.
La laguna di Marano e Grado era stata individuata come Sito di Interesse Nazionale (SIN) dal D.M. 468/2001, a causa di una contaminazione storica plurisecolare da mercurio sotto forma di cinabro riversato dal fiume Isonzo – drenante il distretto minerario di Idria in Slovenia (secondo deposito naturale più grande al mondo dopo Almaden in Spagna) – e in forma inorganica da scarichi industriali incontrollati. Più recentemente, con il D.M. n.81 del 31/03/2017 la denominazione SIN di “Laguna di Grado e Marano” è stata modificata in “Caffaro di Torviscosa” a seguito anche di una riperimetrazione a terra ridotta a soli 208 ettari.
Lo studio ha confermato le ipotesi iniziali dei ricercatori, e cioè che i lavoratori di Porto Nogaro, tutti residenti locali, presentavano concentrazioni mediane di mercurio nei capelli di 1.31 mg/kg, intermedie fra quelle di pescatori (2.56 mg/kg) e lavoratori dell’indotto della pesca (2.32 mg/kg) di Marano Lagunare, e quelle dei residenti delle Dolomiti (0.58 mg/kg). Tali differenze sono verosimilmente attribuibili al diverso consumo di pesce locale, che si confermava infatti come il maggiore predittore dei livelli di mercurio nel corpo umano attraverso l’analisi dei capelli dei soggetti che hanno partecipato all’ indagine dell’università di Trieste. I livelli di mercurio nei capelli raccomandati dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità per la popolazione generale sono di 2 mg/kg, mentre alcuni pescatori e lavoratori dell’indotto della pesca di Marano Lagunare presentavano valori superiori a 10 mg/kg.
La Food and Drug Administration degli Stati Uniti raccomanda di evitare amalgami dentari al mercurio in soggetti con pre-esistenti disturbi neurologici. Anche il consumo di pesce in zone con documentata contaminazione ambientale a mercurio dovrebbe essere moderato, dal momento che rappresenta la principale fonte di esposizione al metallo per l’uomo, con potenziali effetti neurotossici a lungo termine nell’ adulto oltre nel bambino in fase di crescita.
Sebbene le attività dell’ex SNIA Viscosa siano state riconvertite nel 2008 e le attività estrattive ad Idria (Slovenia) cessate nel 1995, la presenza di mercurio nei sedimenti della Laguna di Marano e Grado determinata da tali attività industriali e minerarie persiste. È pertanto importante continuare a monitorare i livelli del metallo in laguna nelle varie matrici di interesse (sedimenti, acqua, pesci, uccelli), mentre per la ricerca scientifica appare quanto mai una sfida prioritaria l’individuazione di strategie di mitigazione della disponibilità di mercurio dai sedimenti alla catena trofica mediante, ad esempio, utilizzo di ammendanti (biochar), nanomateriali o grafene.