SACCOMANNO: “LE IMPRESE SANITARIE TERRITORIALI SONO UNA COLONNA DEL SISTEMA. SERVONO REGOLE CHIARE, RESPONSABILITÀ CLINICA E PARITÀ DI STANDARD PER TUTTI”
ROMA, 16 MARZO 2026 – Si è svolta il 14 marzo al Teatro Brancaccio di Roma la manifestazione nazionale promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, un momento di confronto pubblico che ha riunito numerose organizzazioni del mondo sanitario, professionisti, imprese del settore e rappresentanti delle associazioni di categoria per richiamare l’attenzione delle istituzioni su alcuni nodi centrali del sistema sanitario italiano.
AISI è da sempre parte integrante di UAP e ha contribuito a portare al centro del confronto pubblico alcune delle questioni più urgenti per il futuro del sistema sanitario italiano: parità di regole per le prestazioni sanitarie, aggiornamento realistico del nomenclatore tariffario, sostenibilità economica delle attività sanitarie e tutela della qualità del lavoro dei professionisti della salute.
L’iniziativa, sintetizzata nello slogan “Stesse cure, stesse regole”, ha posto al centro del confronto la necessità di garantire uniformità di requisiti e di standard nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, superando le attuali differenze che caratterizzano il sistema tra diversi soggetti e modelli organizzativi.
SACCOMANNO: “SERVONO REGOLE UGUALI PER TUTTI”
Nel corso dell’incontro è intervenuta la presidente di AISI Karin Saccomanno, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle imprese sanitarie territoriali nel garantire servizi sanitari ai cittadini e sulla necessità di rafforzare il principio della parità di requisiti nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.
«Il sistema sanitario territoriale vive grazie al lavoro quotidiano di migliaia di professionisti, imprese sanitarie, operatori e strutture che ogni giorno garantiscono servizi fondamentali ai cittadini».
Secondo Saccomanno, la fase che sta attraversando la sanità italiana richiede una maggiore capacità di collaborazione tra tutti gli attori del sistema.
«In questo momento storico diventa fondamentale fare rete tra le diverse categorie del mondo della sanità: imprese sanitarie, professionisti, laboratori, centri diagnostici, strutture territoriali e tutti gli attori che contribuiscono alla tutela della salute, incluse le farmacie. Ma per fare rete servono regole chiare, eque e uguali per tutti».
La presidente di AISI ha sottolineato che per l’associazione il principio dell’uguaglianza non è uno slogan ma una condizione concreta per garantire sicurezza e qualità.
«Per noi l’uguaglianza significa che chi eroga servizi sanitari deve operare con gli stessi requisiti, gli stessi standard e le stesse responsabilità. Quando i requisiti sono uguali per tutti si garantiscono qualità delle cure, sicurezza delle prestazioni e tutela reale per il paziente».
Saccomanno ha inoltre evidenziato che differenze regolatorie o squilibri tra operatori rischiano di indebolire l’intero sistema sanitario.
«Quando esistono differenze regolatorie o squilibri tra operatori il rischio è quello di indebolire l’intero sistema sanitario e creare disparità che non giovano né agli operatori né, soprattutto, ai cittadini».
Per questo motivo, secondo la presidente di AISI, la sanità non può essere terreno di divisione tra categorie ma deve diventare uno spazio di responsabilità condivisa.
«La sanità non può essere un terreno di divisione tra categorie. Deve essere uno spazio di responsabilità condivisa, dove tutte le componenti del sistema collaborano per garantire servizi sanitari accessibili, sicuri e di qualità».
ONESTI: “LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA È UN TEMA REALE”
Nel corso della mobilitazione è stato affrontato anche il tema della sostenibilità economica delle attività sanitarie, in particolare per quanto riguarda l’aggiornamento del nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale.
Secondo il direttore generale di AISI Giovanni Onesti, la questione delle tariffe sanitarie incide direttamente sulla capacità del sistema di garantire prestazioni tempestive ai cittadini.
«Le strutture sanitarie stanno affrontando negli ultimi anni un aumento significativo dei costi operativi, legato in particolare all’energia, alle tecnologie sanitarie, ai materiali medicali e all’organizzazione dei servizi. Se il sistema tariffario non tiene conto di queste dinamiche economiche, il rischio è quello di comprimere la capacità operativa delle strutture e di incidere indirettamente anche sul problema delle liste d’attesa».
VIVALDI: “LA QUALITÀ DELLE CURE NON PUÒ AVERE DOPPI STANDARD”
Un altro punto centrale del dibattito ha riguardato la necessità di mantenere un quadro regolatorio chiaro e uniforme per tutte le prestazioni sanitarie.
Il segretario generale di AISI Fabio Vivaldi ha sottolineato che quando si parla di attività sanitarie la priorità deve restare sempre la sicurezza del paziente.
«La qualità delle cure, la responsabilità clinica e la sicurezza dei percorsi sanitari devono rappresentare il punto di riferimento per qualsiasi modello organizzativo. Non possono esistere doppi standard regolatori per prestazioni sanitarie identiche».
Secondo Vivaldi, il tema riguarda anche la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.
«Quando i cittadini si rivolgono a una struttura sanitaria devono avere la certezza che dietro ogni prestazione esistano requisiti chiari, controlli adeguati e personale qualificato».
SANITÀ TERRITORIALE E FUTURO DEL SISTEMA SANITARIO
Per AISI la mobilitazione nazionale rappresenta un momento importante di confronto su alcune delle principali sfide che stanno attraversando la sanità italiana: la sostenibilità economica delle prestazioni, la qualità dei servizi sanitari territoriali, il ruolo delle imprese sanitarie nel sistema di assistenza e la necessità di garantire regole uniformi nell’erogazione delle prestazioni.
«Difendere il diritto alla salute – ha concluso la presidente Saccomanno – significa costruire un sistema sanitario territoriale forte, basato sulla collaborazione tra le diverse realtà professionali e imprenditoriali, nel quale qualità delle cure e sicurezza dei pazienti restino sempre la priorità assoluta».