venerdì, 13 Marzo 2026

Nuovo studio su obesità. Paganini (Competere): “Prevenzione non può concentrarsi solo su alimentazione, considerare anche impatto ambienti digitali”

È stato presentato oggi presso la sede del policy institute europe Competere, a Roma, il nuovo position paper ‘Ultra-Scrolling Social (USS): ambienti digitali, equilibrio energetico e prevenzione cardiovascolare’, dedicato al ruolo degli ambienti digitali negli stili di vita contemporanei e nel rischio cardiometabolico. Lo studio introduce il concetto di Ultra-Scrolling Social, una chiave interpretativa volutamente provocatoria per descrivere l’impatto di un’esposizione prolungata e strutturalmente incentivata agli ambienti digitali – social media, piattaforme di streaming e dispositivi mobili sui comportamenti quotidiani.

“Negli ultimi anni il dibattito pubblico su obesità e malattie cardiovascolari si è concentrato quasi esclusivamente sull’alimentazione”, spiega Pietro Paganini, autore del paper. “Ma il corpo umano è un sistema termodinamico: l’equilibrio energetico dipende non solo dalle calorie in entrata, ma anche da quelle in uscita. Oggi la riduzione del movimento quotidiano e la crescente centralità degli ambienti digitali stanno trasformando profondamente il nostro stile di vita”. Il paper evidenzia come “tempo trascorso davanti agli schermi, sedentarietà digitale, alterazioni del sonno e alimentazione distratta siano sempre più associati a un peggioramento dei principali indicatori cardiometabolici, soprattutto tra i più giovani”.

Secondo gli autori, queste dinamiche sono ormai “ampiamente documentate nella letteratura scientifica, ma restano largamente marginali nei principali framework di prevenzione sanitaria, che continuano a concentrarsi prevalentemente sulla composizione degli alimenti e sulle politiche nutrizionali”.

L’obiettivo del paper “non è proporre divieti o nuove restrizioni”, conclude Paganini, “ma contribuire ad ampliare la prospettiva delle politiche pubbliche. Se riconosciamo che gli alimenti influenzano i comportamenti, allora anche gli ambienti digitali dovrebbero essere considerati tra i determinanti della salute”.

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