giovedì, 12 Marzo 2026

ASP Enna. 600 grammi di vita: nuovo intervento di micro cardiologia all’UTIN di Enna

Pesa poco più di 600 grammi, eppure ha già affrontato una sfida molto dura. Nella giornata di martedì, presso l’ospedale Umberto I di Enna, una neonata prematura è stata sottoposta con successo a un intervento di cardiochirurgia pediatrica per la chiusura del dotto di Botallo: un vaso sanguigno fetale che collega l’aorta all’arteria polmonare e che, in condizioni normali, si chiude spontaneamente poco dopo la nascita. Nei bambini prematuri, tuttavia, questo non sempre accade. La sua persistenza può compromettere seriamente sia la funzione cardiaca che quella polmonare, mettendo a rischio una vita già appesa a un filo sottilissimo.

L’équipe che ha eseguito l’intervento è quella del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo “Bambino Gesù” dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, guidata dal primario di cardiochirurgia pediatrica dottor Sasha Agati e dalla dottoressa Ines Andriani. A completare il gruppo il dottor Enrico Iannace, primario di cardioanestesia pediatrica, e l’infermiera specializzata Concita Scalia. Professionisti abituati a operare su pazienti dal peso di poche centinaia di grammi, in cui ogni parametro vitale è in equilibrio precario e ogni gesto chirurgico richiede non solo una competenza tecnica di altissimo livello, ma anche quella dimensione umana che in certi contesti diventa parte integrante della cura.

“Quando c’è un bambino che sta male — ha dichiarato il dottor Agati — preferiamo unire le forze agli ospedali con cui collaboriamo, raggiungendoli, per evitare che i piccoli pazienti vengano spostati. Con l’UTIN di Enna abbiamo un rapporto di fiducia e collaborazione consolidato, l’obiettivo comune è mettere sempre i bambini nelle condizioni di superare la prematurità nel modo più sicuro possibile. Il lavoro di squadra fa la differenza: Noi eseguiamo gli interventi chirurgici e il reparto ennese segue con competenza il post operatorio” Tutto questo è possibile grazie a una convenzione ormai solida tra l’ASP di Enna e l’ospedale taorminese, che la Direzione Strategica guidata dal Direttore Generale Zappia ha scelto di rinnovare con convinzione. Una scelta che non è solo burocratica: all’interno dell’UTIN.
Vale la pena ricordare che il reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Enna è un centro di riferimento che serve un bacino d’utenza che va ben oltre i confini provinciali, accogliendo neonati critici anche da altre province siciliane. Una realtà che negli anni ha costruito competenze, strutture e protocolli all’altezza delle situazioni più difficili, e che in questa vicenda ha dimostrato, ancora una volta, di essere in grado di offrire cure da grande ospedale.

“La collaborazione con il dottor Agati e con tutta l’équipe del San Vincenzo è diventata nel tempo un riferimento imprescindibile per noi — ha dichiarato la dottoressa Sabrina Morreale, primario dell’UTIN di Enna —. La loro professionalità è fuori discussione, ma ciò che colpisce è anche la disponibilità costante, la prontezza con cui rispondono ogni volta che ne abbiamo bisogno e la loro grande umanità”.
Un rapporto che si è tradotto in un clima di fiducia reciproca tra le due équipe, capace di ridurre i tempi di intervento e di garantire la massima efficacia nelle situazioni più critiche.
E mentre i medici lavorano, i genitori di questi bambini attendono nei corridoi di un reparto che, oltre a un’attrezzatura moderna e a spazi adeguati, sa offrire qualcosa di più difficile da misurare ma non meno necessario: l’umanità di chi capisce cosa significa stare dall’altra parte, e fa del sostegno emotivo alle famiglie una parte autentica del proprio lavoro quotidiano.

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