L’Unità Operativa Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena (UONPIA), diretta dalla dottoressa Mariella Allegretti, ha attivato un progetto di telemedicina, come percorso di prevenzione, cura e promozione del linguaggio, con l’obiettivo di rispondere in maniera precoce e tempestiva alle famiglie di bambini che, fra i 24-30 mesi d’età, presentano una situazione di rischio per lo sviluppo del parlato (i cosiddetti “late talkers” o parlatori tardivi).
“Si tratta – spiega la dottoressa Allegretti – di quei bambini che al compimento dei due anni presentano un vocabolario inferiore a 50 parole e difficoltà nel produrre il “linguaggio combinatorio”, ovvero nel formulare piccole frasi (es. “mamma, pappa”). I parlatori tardivi rappresentano circa l’11-13% della popolazione totale e a questo ritardo può conseguire un vero e proprio Disturbo Primario del Linguaggio, se non si offrono delle stimolazioni adeguate. Per questo si è ritenuto fondamentale coinvolgere le famiglie perché possano supportare il linguaggio espressivo dei propri bambini attraverso strategie di interazione positiva, mediante l’utilizzo della lettura dialogica.”
“Il progetto “Leggimi …perchè” – spiega la dottoressa Rachele Locatelli, coordinatrice della UONPIA di Forlì – Cesena – realizzato dalle Logopediste della UONPIA, è attivo da settembre 2024 e sabato 7 Marzo 2026, nell’ambito dell’Open Day della Casa della Comunità di Forlimpopoli , è stato effettuato un intervento da parte dei professionisti della Neuropsichiatria Infantile proprio per promuovere la lettura dialogica e l’uso consapevole del digitale. Per questo evento siamo stati ospitati nel Plesso “Don Milani”, Istituto Comprensivo Statale “E. Rosetti” inserito nella rete “Scuole che promuovono salute”.
In cosa consiste il progetto e l’inserimento della Telemedicina
Il team composto dalle Logopediste del Servizio dell’U.O. di NPIA di Forlì, le dott.sse E. Cruciano, E. D’Eusebio, E. Merendi, R. Sottile e M.G. Scardina, propone un approccio basato sul Parent Coaching (partecipazione attiva delle famiglie) mediante l’uso del libro. L’intervento, che trae ispirazione dal programma riabilitativo “Oltre il libro” (di Girolametto, Bello, Onofrio, Remi, Caselli 2007), è mediato dai genitori in un contesto naturale ed ecologico, quello della lettura condivisa di libri per l’infanzia. Sfogliare libri insieme, e lasciare che il bambino li esplori, favorisce l’acquisizione di nuove parole e il piacere della narrazione. Nuove evidenze riportano che “i bambini, ai quali i genitori leggono un libro al giorno nei primi 5 anni di vita, vengono esposti a circa 1,5 milioni di parole in più rispetto ai non lettori (Logan, Jessica A. R. e altri, 2019)” e “programmi indiretti per genitori (Robert e Kaiser, 2011) documentano un impatto positivo e significativo sulla comunicazione e sul vocabolario espressivo e recettivo di bambini piccoli rispetto a gruppi di controllo”. Ecco perché, la modalità di intervento suggerita dalle logopediste, leggere insieme al proprio bambino, rappresenta uno strumento efficace per aiutarlo ad apprendere nuove parole, rafforzando allo stesso tempo il legame affettivo. Grazie alla collaborazione dei pediatri di libera scelta, le famiglie vengono reclutate tenendo conto di alcuni criteri selettivi (bambini di età compresa tra 24-30 mesi, esposti alla lingua italiana, che manifestano ritardo di linguaggio espressivo, in assenza di comorbidità) e contattate, in seguito, dal servizio dell’U.O. di NPIA di Forlì per aderire ad un primo screening telefonico e successiva valutazione logopedica ai fini dell’inserimento nel progetto.
La fase di intervento in telemedicina prevede un ciclo di cinque incontri da remoto, della durata di circa 50 minuti, a cadenza quindicinale, attraverso la piattaforma del portale CURE. Gli incontri, condotti dalla logopedista, prevedono momenti di discussione e condivisione con ciascuna famiglia coinvolta, l’uso di video-feedback, video-modelling e giochi di ruolo in cui i genitori si esercitano ad usare specifiche tecniche comunicative e linguistiche da utilizzare poi durante i momenti di lettura con il proprio bambino. Oggi, con la diffusione massiccia di dispositivi digitali, i bambini rischiano di essere sempre meno esposti ad esperienze relazionali e concrete, elementi fondamentali per una crescita linguistica equilibrata ed armoniosa.
Il coinvolgimento fondamentale dei genitori e la collaborazione con le bibliotecheIl percorso è volto anche a sensibilizzare le famiglie all’importanza di un ambiente socio-educativo e culturale ricco e stimolante. Pertanto, al fine di favorire la frequentazione di “luoghi che promuovono salute e benessere”, il team del progetto “Leggimi, perché…” ha attivato una collaborazione con alcune biblioteche del Comune di Forlì presso le quali le famiglie interessate possono usufruire del prestito librario attingendo ad una lista di albi illustrati appositamente selezionati dalle logopediste. Le biblioteche coinvolte nel progetto sono: Biblioteca A. Alberti (Via Samoggia 9 , quartiere Cava), Biblioteca Natura Rerum (Piazzale Foro Boario, 9 – piano terra) e Biblioteca Magica (Viale dell’Appennino, 496/b – c/o Scuola Materna di San Martino in Strada).