AMSI, UMEM, UNITI PER UNIRE, AISC NEWS, INSIEME AD UAP PER DIFENDERE LA SANITA’ ITALIANA E TUTTI I PROFESSIONISTI DELLA SANITA’ IN ITALIA. SIAMO GLI UNICI TUTTI I GIORNI AD ALZARE LA VOCE A FAVORE DI TUTTI, CON DETERMINAZIONE E SENZA AMBIGUITA’.
ROMA, 11 MARZO 2026 – Il 14 marzo alle ore 11:00, al Teatro Brancaccio di Roma, si terrà la tanto attesa manifestazione nazionale promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, iniziativa dedicata alla difesa dell’equità e della qualità del Servizio sanitario nazionale.
L’evento, moderato dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, riunirà sul palco i presidenti delle principali associazioni e organizzazioni professionali della sanità accreditata che compongono UAP, a testimonianza di una posizione condivisa del sistema sanitario italiano.
Non si tratta di una protesta corporativa ma di una mobilitazione civile che intende richiamare l’attenzione del Paese su alcune dinamiche che, secondo numerosi operatori del settore, rischiano di incidere sull’equilibrio complessivo del sistema sanitario nazionale.
Al centro della manifestazione vi sono tre questioni che incidono direttamente sulla qualità delle cure e sull’equità di accesso ai servizi sanitari:
• tariffe del nomenclatore nazionale inferiori ai costi reali delle prestazioni, già oggetto di pronunce del TAR Lazio;
• regole differenti per prestazioni sanitarie identiche nell’ambito della cosiddetta farmacia dei servizi;
• riordino della rete dei laboratori e concentrazione delle strutture sanitarie, che secondo diversi operatori rischiano di ridurre la sanità di prossimità sul territorio.
Secondo UAP queste dinamiche potrebbero produrre nel tempo un sistema sanitario a velocità differenziata, nel quale qualità delle cure, accesso ai servizi e garanzie per i cittadini non risultano più omogenei.
“Il Servizio sanitario nazionale è uno solo: pubblico e privato accreditato insieme”, afferma Mariastella Giorlandino, presidente UAP.
“Se la stessa prestazione segue regole diverse, il principio di universalismo del SSN si indebolisce. Difendere il Servizio sanitario nazionale significa garantire regole uguali, qualità delle cure e accesso equo per tutti i cittadini”.
Alla manifestazione parteciperanno i presidenti di numerose associazioni professionali e organizzazioni della sanità – tra cui rappresentanti di medici, biologi, cardiologi, strutture diagnostiche e organizzazioni imprenditoriali del settore – a conferma di una posizione trasversale del mondo sanitario accreditato a difesa del Servizio sanitario nazionale.
L’iniziativa intende riportare il tema della sanità al centro del dibattito pubblico, ribadendo il valore del SSN come uno dei pilastri della democrazia sociale del Paese.
LA RETE ASSOCIATIVA AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE-AISCNEWS-CISC NETWORK ANALIZZA IL QUADRO DELLA SANITÀ ITALIANA
In questo contesto la rete associativa AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE-AISCNEWS-CISC NETWORK sente la necessità di evidenziare che il dibattito aperto dalla manifestazione riguarda l’intera architettura del sistema sanitario italiano, che si fonda sull’equilibrio tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata, tutte componenti chiamate a operare nel rispetto di requisiti professionali, organizzativi e strutturali uniformi.
Secondo le associazioni e i movimenti, qualità dell’assistenza, sicurezza dei pazienti e tutela dei professionisti sanitari rappresentano elementi essenziali per garantire la sostenibilità e la credibilità del Servizio sanitario nazionale.
CARENZA DI PERSONALE E PRESSIONE SUL SISTEMA SANITARIO
Le analisi delle associazioni evidenziano inoltre una situazione sempre più complessa per il personale sanitario.
Le indagini aggiornate al 31 gennaio 2026 stimano una carenza complessiva nel Servizio sanitario nazionale di circa 158.000 professionisti, in aumento rispetto ai circa 150.000 stimati alla fine del 2025.
La mancanza più significativa riguarda gli infermieri, con oltre 104.000 unità mancanti, seguiti da circa 48.000 medici, oltre 37.000 operatori socio-sanitari e più di 22.000 professionisti appartenenti ad altre professioni sanitarie.
Parallelamente cresce il fenomeno delle dimissioni volontarie dal servizio pubblico e della migrazione professionale verso l’estero. Nel solo 2025 circa 6.700 infermieri e oltre 4.300 medici hanno lasciato l’Italia per lavorare in altri Paesi europei.
Negli ultimi cinque anni il sistema sanitario italiano ha perso oltre 44.000 professionisti, tra emigrazione, pensionamenti anticipati e abbandono della professione.
IL CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI SANITARI DI ORIGINE STRANIERA
In questo quadro diventa sempre più significativo il contributo dei professionisti sanitari di origine straniera, che rappresentano oggi una componente importante per garantire la continuità dei servizi sanitari.
Alla fine del 2025 le strutture sanitarie italiane hanno richiesto circa 14.400 professionisti sanitari di origine straniera, tra cui 7.600 medici, oltre 5.200 infermieri e circa 1.600 professionisti dell’area riabilitativa e tecnica.
Secondo le analisi della rete associativa, il contributo di questi professionisti rappresenta ormai un elemento strutturale della programmazione sanitaria regionale, indispensabile per garantire copertura dei turni, continuità assistenziale e funzionamento dei reparti.
L’INTERVENTO DEL PROFESSOR FOAD AODI
Su questi temi interviene il professor Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, che parla a nome della rete associativa e dei movimenti, oltre che come componente del consiglio direttivo UAP e del consiglio direttivo AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti.
“Il 14 marzo al Teatro Brancaccio non sarà soltanto una manifestazione del mondo sanitario ma un momento di riflessione sul futuro della sanità italiana”, afferma Aodi.
“Difendere il Servizio sanitario nazionale significa difendere un patrimonio del Paese che deve continuare a garantire cure sicure, accesso equo ai servizi e qualità professionale”.
Il professore richiama inoltre l’attenzione sul ruolo dei professionisti sanitari di origine straniera.
“Molti medici e operatori sanitari di origine straniera lavorano da anni nel nostro Paese con competenze elevate, ma continuano a incontrare barriere burocratiche che limitano l’accesso al sistema pubblico”.
“Non possiamo permetterci – prosegue Aodi – di perdere professionisti qualificati mentre il sistema sanitario soffre una carenza crescente di personale. Valorizzare queste competenze significa rafforzare il Servizio sanitario nazionale e garantire continuità assistenziale ai cittadini”.
IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI SANITARIE E LA COLLABORAZIONE TRA PROFESSIONI
Nel quadro della manifestazione nazionale promossa da UAP, la rete associativa evidenzia anche il ruolo delle organizzazioni professionali che compongono il sistema sanitario italiano. All’interno di UAP sono infatti rappresentate numerose associazioni e realtà sindacali di categoria, sia regionali sia nazionali, ciascuna specializzata nel proprio ambito professionale e impegnata nella tutela delle rispettive competenze.
Secondo il professor Foad Aodi, intervenuto a nome delle realtà associative della rete, la presenza di queste organizzazioni rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare il dialogo tra professionisti e contribuire alla stabilità del sistema sanitario.
“UAP riunisce molte associazioni e organizzazioni professionali che operano in ambiti diversi della sanità italiana. Ognuna porta il proprio contributo specifico e la propria esperienza professionale. Questo pluralismo rappresenta una ricchezza per il sistema sanitario e dimostra quanto sia importante lavorare insieme per affrontare le criticità della sanità italiana”.
Aodi richiama inoltre l’attenzione sul contributo dei professionisti sanitari di origine straniera che operano nel nostro Paese.
“I professionisti della sanità italiani di origine straniera rappresentano una risorsa sempre più importante per il sistema sanitario. Parliamo di medici, infermieri e altri operatori che da anni lavorano con professionalità e competenze elevate. Il loro ruolo va valorizzato e difeso, affrontando e superando le criticità burocratiche e organizzative che ancora oggi possono ostacolare il pieno inserimento nel sistema sanitario”.
Un altro punto centrale riguarda la necessità di rafforzare la collaborazione interprofessionale.
“Ogni professione sanitaria ha un ruolo preciso e una responsabilità specifica all’interno del sistema sanitario. Il rispetto reciproco delle competenze e delle responsabilità è fondamentale per garantire qualità delle cure e sicurezza per i pazienti. Collaborare significa valorizzare ogni professione senza mai invadere il campo dell’altra”.
Aodi richiama il principio di equilibrio tra diritti e doveri nel sistema sanitario.
“Il principio di ‘diritti e doveri’ deve valere per tutti: professionisti sanitari, istituzioni e cittadini. Più vengono rispettati i doveri, più possono essere garantiti i diritti. Questo equilibrio è alla base della sicurezza del sistema sanitario, della tutela dei professionisti e della qualità dei servizi erogati ai pazienti”.
“Il paziente – afferma – deve rimanere sempre al centro del sistema sanitario, indipendentemente dal fatto che riceva assistenza nella sanità pubblica, nella sanità privata accreditata o nella sanità privata autorizzata. Tutte queste componenti fanno parte dello stesso sistema e devono operare con regole chiare, responsabilità condivise e rispetto reciproco”.
DIFENDERE IL SISTEMA SANITARIO NEL SUO INSIEME
Aodi sottolinea inoltre che la sanità italiana si fonda su un modello integrato.
“Sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata non devono essere messe una contro l’altra. Sono parti dello stesso sistema e insieme rappresentano uno scudo di tutela per i cittadini”.
“Quando prestazioni sanitarie identiche vengono erogate con regole diverse o con tariffe non sostenibili – conclude – il rischio è quello di indebolire l’universalismo del Servizio sanitario nazionale e di creare un sistema sanitario con livelli differenti di accesso e qualità delle cure”.
L’appuntamento è quindi per sabato 14 marzo 2026 alle ore 11:00 presso il Teatro Brancaccio di Roma, dove la manifestazione nazionale promossa da UAP intende riportare al centro del dibattito pubblico il tema della sanità italiana e della tutela del diritto alla salute.