Il 12 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rene, un appuntamento dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce delle malattie renali. Ricorrenza che, in Sardegna, assume un significato particolarmente rilevante alla luce dei dati epidemiologici che indicano una diffusione della patologia superiore alla media globale.
La malattia renale cronica (MRC) interessa infatti circa una persona su dieci nel mondo, ma nell’isola la prevalenza è stimata intorno al 15% della popolazione, un dato che evidenzia la dimensione del fenomeno e la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e informazione.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento: la Sardegna è tra le regioni italiane con la più alta prevalenza di pazienti in trattamento dialitico, con circa 900–1000 pazienti per milione di abitanti, valori superiori a quelli registrati in molte altre regioni italiane.
All’interno di questo contesto epidemiologico, un punto di riferimento fondamentale è rappresentato dalla Struttura di Nefrologia, Dialisi e Trapianti dell’ARNAS G. Brotzu, diretta da Antonello Pani, professore ordinario di Nefrologia all’Università di Cagliari, impegnato da anni nell’attività clinica e nella ricerca sulle malattie renali.
La struttura svolge un ruolo centrale sia nell’assistenza ai pazienti con patologia renale, sia nello sviluppo di studi scientifici di rilevanza internazionale che hanno contribuito a migliorare la conoscenza epidemiologica e genetica della malattia.
Negli anni, l’attività scientifica sviluppata in Sardegna ha contribuito in modo significativo alla conoscenza della diffusione della patologia: tra i risultati più importanti vi sono gli studi condotti nell’ambito del progetto SardiNIA, che hanno analizzato la prevalenza della malattia renale cronica nella popolazione sarda e la sua relazione con fattori genetici e clinici, contribuendo a chiarire il ruolo delle varianti genetiche associate alla funzione renale. Ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali che hanno rafforzato il ruolo della Sardegna come contesto privilegiato per lo studio delle malattie croniche e dei fattori genetici che ne influenzano lo sviluppo.
“La malattia renale cronica rappresenta una patologia spesso silente nelle fasi iniziali e proprio per questo la diagnosi precoce riveste un ruolo fondamentale. Semplici esami del sangue e delle urine consentono di individuare precocemente eventuali alterazioni della funzione renale e di intervenire tempestivamente per rallentare la progressione della malattia. La Giornata Mondiale del Rene rappresenta un’occasione importante per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, in particolare per le persone con fattori di rischio come diabete, ipertensione, obesità, malattie cardiovascolari o familiarità per patologie renali”, commenta il professor Antonello Pani.
Il Direttore Generale dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias, sottolinea: “Il messaggio della Giornata Mondiale del Rene è riassunto nello slogan “Vicini alle persone, attenti al pianeta”. Promuovere la salute renale significa non solo migliorare la prevenzione e l’accesso alle cure, ma anche sviluppare modelli assistenziali più sostenibili, considerando l’impatto ambientale dei trattamenti per l’insufficienza renale avanzata. In Sardegna questa giornata rappresenta un momento di sensibilizzazione fondamentale: promuovere la salute dei reni significa migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire a ridurre il peso sanitario e sociale di una malattia cronica in costante crescita”.