sabato, 7 Marzo 2026

Innovazione che non dimentica il paziente: così il San Jacopo di Pistoia mette al centro la persona

Questa mattina la visita dell’assessora regionale alla Sanità Monia Monni e del sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika. Accompagnati dal direttore generale Valerio Mari, tra setting di cura, laboratorio automatizzato e tecnologie all’avanguardia.

Pistoia – Tecnologia di ultima generazionepercorsi chirurgici d’eccellenza e una visione della cura che mette al centro la persona. È questo il volto dell’ospedale San Jacopo emerso oggi, 6 marzo, durante la visita istituzionale dell’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, e del sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika, accompagnati dal direttore generale, ingegner Valerio Mari e dalla direttrice sanitaria dell’ospedale San Jacopo dottoressa Lucilla Di Renzo. All’incontro erano presenti anche la vicesindaca f.f. di sindaco del Comune di Pistoia, Anna Maria Ida Celesti, la dottoressa Silvia Memmini, direttrice dalla Soc Coordinamento sanitario dei servizi zona Pistoia e dalla dottoressa Silvia Mantero, direttrice Sds Pistoiese della zona distretto di Pistoia.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per raccontare il San Jacopo non come una somma di specialità, ma come un sistema integrato, in cui ogni area dialoga con le altre, contribuendo a un modello organizzativo fondato sulla continuità delle cure e sull’appropriatezza dei percorsi. Ha permesso anche di toccare con mano i risultati di un investimento costante in termini di macchinari e organizzazione clinica. Con una superficie di 42mila metri quadrati immersi nel verde e un bacino di utenza di circa 170.000 abitanti, il San Jacopo si è consolidato nel 2025 come uno dei pilastri della rete ospedaliera toscana.

Un presidio nel quale sono circa 4 i milioni di euro di investimenti da Pnrr in apparecchiature: tra queste un acceleratore lineare, collaudato nel 2023, un ecografo cardiologico di altissima fascia (collaudato 2023), un angiografo monoplano (collaudato nel 2024), una Tc 128 slices (collaudata nel 2024) e una Rmn 1,5 T (collaudata nel 2025).

Nell’ambito sempre degli investimenti del Pnrr, 3,3 milioni di euro per opere strutturali e impiantistiche per i 16 posti letto della Terapia intensiva e circa 1,8 milioni di euro per gli 8 posti letto della Semintensiva.

Il tour ha seguito un percorso ragionato tra i vari setting assistenziali, partendo dalle aree mediche e chirurgiche per arrivare al cuore tecnologico della struttura.

«Questo ospedale ha fatto della collaborazione tra reparti e discipline diverse la sua cifra – ha detto a caldo l’assessora Monni, appena concluso il sopralluogo -. Tra le punte di eccellenza mi soffermo sulla dialisi, che qui ha un percorso di integrazione sempre più sul territorio, con prestazioni anche domiciliari. Pure il percorso nascite – ha aggiunto – costituisce un’altra eccellenza: con parti sempre più naturali e un’attenzione a non renderli troppo medicalizzati: naturalmente in collegamento con le neonatologie degli altri ospedali per le gravidanze a rischio. A breve – ha detto ancora – sarà inaugurata anche la vasca per il parto in acqua».

«Su questo ospedale – ha concluso Monni – continueremo ad investire. Aumenteranno i posti letto di terapia intensiva e subintensiva. Enorme è già stato l’investimento fatto con risorse Pnrr sull’innovazione tecnologica e i macchinari per avere diagnosi sempre più efficaci».

«Tecnologia, professionalità e attenzione ai percorsi integrati di cura e assistenza rappresentano un modello vincente per la sanità del presente e del futuro – ha sottolineato il direttore generale Valerio Mari –. Il San Jacopo si inserisce perfettamente in questo modello, è una struttura moderna e dinamica, in continua crescita, che integra una rete di competenze trasversali e multidisciplinari. L’obiettivo è continuare a rafforzare questo modello investendo nell’innovazione e in percorsi sempre più integrati con il territorio».

«Il San Jacopo – ha detto Lucilla Di Renzo, direttrice sanitaria del presidio pistoiese – è un ospedale che cresce tenendo insieme tecnologia, competenze e attenzione alla persona. I numeri raccontano un’attività intensa, ma il valore sta soprattutto nei percorsi integrati tra reparti, servizi e territorio. L’obiettivo è offrire cure appropriate e tempi di risposta rapidi, senza perdere di vista l’umanizzazione dell’assistenza. È su questo equilibrio che continuiamo a costruire il futuro del nostro ospedale».

«Il San Jacopo è un presidio fondamentale della rete sanitaria della Toscana centro, dove ogni giorno si esprime un grande patrimonio di competenze e professionalità – ha aggiunto il sottosegretario alla presidenza, Bernard Dika -. Le professionalità presenti a Pistoia rappresentano una risorsa importante per tutta la sanità della Toscana centro e meritano di essere pienamente valorizzate anche nei percorsi di responsabilità e di guida del sistema».

Percorso medico dell’ospedale San Jacopo

Il percorso medico si fonda su un modello organizzativo che integra accettazione, ricovero e dimissione in una rete strutturata e coordinata. L’Area medica di accettazione (Ama) rappresenta un nodo centrale: nel 2025 ha gestito 2.673 accessi che hanno portato a 703 ricoveri, per due terzi di tipo internistico e per un terzo geriatrico, migliorando appropriatezza e tempi di risposta.

L’Ama è inserita nell’organizzazione complessiva del Pronto soccorso che ha visto migliorare anche il filtro verso il ricovero: nel 2025 ci sono stati 65.000 accessi con un filtro del 14%.

L’organizzazione interna valorizza competenze specifiche, tra le quali la Gastroenterologia che gestisce in modo multidisciplinare il paziente epatologico; la Geriatria che dispone di una “delirium room” dedicata; le Malattie infettive con camere a pressione negativa con zona filtro e sistemi di controllo, con posti singoli per isolamento respiratorio; la Medicina interna (I e II) è riferimento per le lesioni vascolari dell’arto inferiore, incluso il piede diabetico. È attivo un setting ad alta intensità di cura. La Neurologia garantisce una Stroke Unit con monitoraggio continuo, attiva 24 ore su 24, un percorso ictus intra-ospedaliero, oltre a una stanza dedicata alla Sla.

Percorso chirurgico: specializzazione e tempi record

La visita ha permesso di vedere da vicino il lavoro del comparto chirurgico. Nel 2025 nelle sale operatorie del San Jacopo sono stati eseguiti 7.865 interventi: 5.525 programmati e 1.874 in urgenza. L’ospedale è un punto di riferimento per la chirurgia epatobiliare bariatrica. I pazienti vengono seguiti già prima dell’operazione con percorsi di pre-abilitazione che li preparano all’intervento e li aiutano ad affrontare meglio anche la fase di recupero dopo la chirurgia. Accanto a questo operano percorsi molto specialistici, come la Breast unit per la patologia mammaria oncologica e ricostruttiva e la Pelvic unit dedicata al trattamento del prolasso uterino.

Il San Jacopo opera inoltre come Hub dell’Area Vasta per la calcolosi urinaria complessa e l’urologia funzionale, oltre ad essere polo di riferimento per la chirurgia del piede e la chirurgia dell’orecchio. Altre specialità come Chirurgia vascolare, Dermatologia, Ginecologia e Oculistica completano un’offerta ampia e integrata.

L’efficienza del blocco operatorio, dotato di 12 sale, è garantita dall’adozione sistematica del protocollo Eras (Enhanced recovery after surgery). Quest’ultimo aiuta i pazienti a recuperare prima e consente una gestione più efficace dei posti letto. Nel blocco operatorio, l’attività è supportata da una dotazione tecnologica per gli interventi mininvasivi.

Durante la visita è stato sottolineato come il percorso chirurgico non si esaurisca nell’atto operatorio, ma inizi con la valutazione ambulatoriale e la preparazione pre-operatoria, per proseguire con follow-up strutturati e un raccordo continuo con i servizi diagnostici e territoriali.

Anestesia e Rianimazione: il cuore dell’area critica

Un tassello fondamentale è rappresentato dall’Anestesia e Rianimazione, che nel 2025 ha gestito 579 ricoveri in Terapia Intensiva, di cui oltre un terzo provenienti direttamente dalle emergenze del Dea. L’attività si estende ben oltre la Rianimazione: il servizio di Algologia (Terapia del dolore) ha garantito 3.490 prestazioni, mentre sono state effettuate ben 2.442 procedure di accesso vascolare in collaborazione con gli altri reparti. il futuro prossimo vedrà l’aumento dell’offerta dei letti ad alta intensità grazie al completamento dei lavori previsti dal decreto legge 34.

Cardiologia: la sfida contro il tempo

Il percorso cardiologico rappresenta uno dei cuori pulsanti dell’emergenza-urgenza per le patologie cardiache tempo dipendenti. Nel 2025 il reparto ha registrato 450 ricoveri, supportati da una dotazione di 16 posti letto di terapia sub-intensiva con monitoraggio continuo. Nell’evoluzione organizzativa del reparto (al secondo pianto del lato B dell’ospedale) si prevedono 17 posti letto, dei quali 8 per pazienti con monitoraggio h24 e 9 posti letto per pazienti con telemetria h24.

Punto nascita: l’esperienza positiva della vita

Con 1.032 parti registrati nel 2025, il Punto nascita guarda all’esperienza positiva definita dall’Oms, garantendo l’integrità fisica e socioculturale della partoriente. Dal giugno 2024, il Percorso a basso rischio permette alle ostetriche di gestire in autonomia il parto fisiologico anche in ospedale, valorizzando la naturalità dell’evento in una delle 5 sale travaglio/parto, dove è disponibile anche la vasca per il parto in acqua. La sicurezza è supportata da una rivalutazione dinamica del rischio e da una sala operatoria dedicata, assicurando continuità tra consultorio e reparto.

Pediatria e Neonatologia al San Jacopo: presa in carico precoce e cure a misura di bambino

Il percorso di Pediatria e Neonatologia si sviluppa lungo due direttrici chiare: assistenza clinica qualificata e attenzione concreta al benessere di bambini e famiglie.

In area neonatale, la Patologia neonatale integra cure mediche e interventi di supporto come il “tocco che nutre” e la musicoterapia, strumenti che affiancano la gestione clinica dei neonati e favoriscono la relazione precoce con i genitori.

In Pediatria è attivo da giugno 2025 il monitoraggio intensivo per epilessie sospette e disturbi del sonno rivolto a bambini e adolescenti dell’Asl Toscana centro: ad oggi sono stati seguiti 26 pazienti, con percorsi diagnostici mirati e osservazione specialistica. Accanto all’attività sanitaria trovano spazio progetti che rendono più sostenibile l’esperienza di ricovero, come il pet therapy, la collaborazione con Abio, l’uso del Meopa per il controllo del dolore procedurale, l’iniziativa Ridolina e il programma Nati per Leggere.

Radiologia e Radioterapia: dove l’intelligenza artificiale incontra la clinica

Uno dei momenti salienti della visita ha riguardato la Radiologia, diretta dalla dottoressa Letizia Vannucchi. I dati del 2025 parlano chiaro: 95.584 esami complessivi, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Entrando nel dettaglio, sono state effettuate 30.174 TC e 3.719 risonanze magnetiche. Un ruolo cruciale è giocato dal Pronto soccorso, che ha assorbito oltre 33.000 esami radiologici e 16.661 TC. Non si tratta solo di volumi: la diagnostica avanzata ha introdotto l’uso dell’intelligenza artificiale per il percorso stroke e la perfusione TC, oltre a prestazioni di alta specializzazione come la cardio-TC (249 esami) e la Rm multiparametrica della prostata.

Non meno rilevante è l’attività della Radioterapia, che nel 2025 ha garantito 706 trattamenti organizzati su tre turni. Qui la tecnologia permette interventi di precisione millimetrica: dalla radioterapia stereotassica, che colpisce piccoli volumi salvaguardando i tessuti sani, alla pianificazione 4D per le neoplasie polmonari, capace di seguire il movimento del bersaglio durante il respiro. Particolare attenzione è rivolta alle donne con neoplasia alla mammella sinistra, grazie alla tecnica Breath Holding che protegge il cuore durante l’irradiazione.

Laboratorio Corelab: “Dietro ogni provetta c’è un paziente”

La visita è proseguita nei laboratori della Patologia Clinica, dove il sistema di automazione DxA 5000 gestisce i flussi di lavoro con una logica di triage intelligente. Il software indirizza i campioni secondo codici di priorità, assicurando assistenza immediata alle emergenze. Questo approccio ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di refertazione (TAT) e di ottimizzare la validazione tecnica e clinica, che oggi interessa il 44% dei test in urgenza. Oltre alla routine, il laboratorio si distingue per la diagnostica di secondo livello nell’emostasi, con test specifici per emofilia e malattie rare come la sindrome di Moschowitz.

Ogni giorno vengono effettuate più di 10.000 indagini di laboratorio che, nel 2025, hanno raggiunto quota 6.000.000.

L’altra novità del 2025 è il modello innovativo della Microbiologia per la gestione in rete diffusa della diagnostica microbiologica tempo – dipendente mediante automazione avanzata: «Virtual Wasplab Net». Con oltre 500.000 indagini effettuate, il San Jacopo ha implementato il “Virtual Wasplab Net”, un sistema che mette in rete le piattaforme di Pistoia, Prato ed Empoli. Questa tecnologia permette la lettura digitale delle immagini ad alta risoluzione e la refertazione da remoto, assicurando una copertura h12 per patologie tempo-dipendenti come sepsi e meningiti anche quando il microbiologo non è fisicamente in sede.

Polo ambulatoriale San Jacopo: Day service, Day hospital e percorsi specialistici integrati

Con circa 157.000 prestazioni annue, l’area ambulatoriale è un motore instancabile e integra attività ambulatorialiDay service e Day hospital per gestire visite, controlli e trattamenti complessi senza ricovero ordinario. Le specialità includono oculistica, pneumologia, cardiologia, Orl, ginecologia, urologia, medicina interna, neurologia, angiologia, endocrinologia, reumatologia, senologia e medicina complementare, con percorsi dedicati a ferite difficili e pazienti bariatrici, supportati da dietetica e podologia.

L’organizzazione si sviluppa su più poli ambulatoriali, con 47 infermieri e 8 oss. Prevede ambulatori ad accesso diretto per malattie sessualmente trasmissibili, lesioni vascolari, Osas, neurologia pediatrica, Pass e malattie infettive. Tra gli ambulatori anche quelli dell’Oncologia.

Il Day service e il Day hospital gestiscono percorsi multidisciplinari: medicina interna per anemia e tromboembolismo, neurologia per Sla e sclerosi multipla, gastroenterologia per trapiantati, cardiologia, pneumologia, dermatologia e malattie infettive. L’obiettivo è snellire i percorsi, rendendoli appropriati e centrati sui pazienti.

L’umanizzazione come pilastro della cura

Oltre ai numeri, l’assessora Monni e il sottosegretario Dika hanno apprezzato l’attenzione all’ambiente di cura.

Il San Jacopo si distingue, inoltre, per aver ricevuto 3 bollini rosa dalla Fondazione Onda per l’attenzione alla salute femminile ed è riconosciuto dall’UNICEF come “Ospedale Amico del Bambino“. Progetti come “Di libro in libro” e le decorazioni artistiche nelle aree di attesa della Radioterapia trasformano l’ospedale in un ambiente accogliente, dove la cultura diventa parte integrante del percorso terapeutico, così come il pianoforte, recentemente collocato nella hall del presidio, con l’obiettivo di migliorare il benessere emotivo e relazionale di pazienti, familiari e operatori sanitari.

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