mercoledì, 4 Marzo 2026

Giornata mondiale obesità. Al San Donato di Arezzo un percorso di presa in carico multidisciplinare

Il 4 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Obesità, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e cittadini su una delle principali emergenze sanitarie globali.

L’obesità è una malattia cronica, multifattoriale e recidivante, associata a un aumentato rischio di diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, tumori, patologie respiratorie e riduzione dell’aspettativa di vita. Una condizione clinica complessa che richiede quindi prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico strutturata.
L’Italia con la Legge Pella (1 ottobre 2025, n. 1483/149) ha recentemente riconosciuto l’obesità come malattia cronica di interesse sociale, adottando un Piano nazionale per la prevenzione e la cura che apre la strada a una presa in carico più equa e strutturata su tutto il territorio nazionale.

Secondo i dati dell’OMS, sono oltre 1 miliardo nel mondo le persone con obesità. In Italia circa il 46% della popolazione adulta è in sovrappeso, oltre il 10% è affetto da obesità e, tra i bambini e gli adolescenti 1 su 3 presenta eccesso ponderale. Questi dati evidenziano un impatto rilevante non solo sullo stato di salute individuale, ma anche sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, considerando i costi diretti e indiretti legati alle complicanze.

Ad Arezzo è attivo un percorso dedicato ai pazienti con obesità grazie alla UOC Diabetologia (Dr.ssa Alessia Scatena), UOSD Endocrinologia (Dr.ssa Cristina Ciuoli), UOSD Nutrizione Clinica (Dr. Rocco Zocco) e la UOSD Tecnico assistenziale setting promozione della salute nell’ambito della sanità territoriale (Dr.ssa Gloria Turi). Il percorso si avvale della collaborazione di un’equipe multidisciplinare di dietisti, psicologi, cardiologi, pneumologi, gastroenterologi e psichiatri per la corretta impostazione della terapia nutrizionale, comportamentale, farmacologica e chirurgica.

Per chi ha problemi di obesità il primo passo è quello di rivolgersi al proprio medico di medicina generale che individuerà percorso e specialista idonei al paziente per una prima valutazione.

«È importante che i pazienti, con l’aiuto dei propri medici di famiglia, prendano consapevolezza dell’essere affetti da una malattia, superando lo stigma dell’obesità e la paura del fallimento – chiarisce la dottoressa Cristina Ciuoli – perchè adesso noi medici abbiamo a disposizione molti nuovi strumenti farmacologici per aiutare il paziente nel suo percorso non solo di perdita di peso, ma anche di miglioramento della qualità e dell’aspettativa di vita».

«L’obesità infatti – aggiunge Ciuoli – è anche la causa di numerose altre malattie come diabete mellito, patologie cardiovascolari, le apnee del sonno, osteo-artrosi etc, che peggiorano e riducono l’aspettativa di vita dei pazienti. Quindi affrontare l’obesità precocemente e con mezzi adeguati non solo è più efficace anche nel lungo termine, ma previene tutte queste malattie, evitandone l’insorgenza».

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