giovedì, 12 Febbraio 2026

Italia guida strategia globale 5G. IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per riduzione degli antimicrobici

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Legnaro (Padova) / Brescia, 12 febbraio 2026 – L’eccellenza della sanità veterinaria italiana al servizio della salute pubblica globale: l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) sono stati ufficialmente designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici nelle aziende agricole per la trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari (RENOFARM – Reduce the Need for Antimicrobials on Farms for Sustainable Agrifood Systems Transformation).

Si tratta del primo polo di eccellenza a livello mondiale incaricato di fornire supporto tecnico-scientifico alla FAO su un tema cruciale per il futuro del pianeta. Il traguardo, raggiunto grazie al supporto del Ministero della Salute, vede l’Italia protagonista nella trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari grazie all’eccellenza scientifica dei due Istituti.

La leadership scientifica: le dichiarazioni dei Direttori Sanitari

La guida operativa del polo è affidata ai Direttori Sanitari dei due Istituti, il dott. Giovanni Cattoli (IZSVe) e il dott. Giovanni Alborali (IZSLER), che hanno sottolineato la portata globale dell’incarico.

“Sono molto orgoglioso di questa designazione, sono stati premiati l’impegno e la competenza professionale dei nostri Istituti in un settore critico e fondamentale per la sanità pubblica” commenta il Direttore sanitario dell’IZSVe dott. Giovanni Cattoli. “L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale. Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei, tra cui l’Italia, è riuscita a ridurre l’uso di antimicrobici negli allevamenti a fronte di un consumo umano rimasto pressoché stabile. Insieme ai colleghi dell’IZSLER intendiamo proseguire il nostro impegno in questa direzione, grazie anche alla solida collaborazione che abbiamo sviluppato con la FAO, in particolare con la Divisione produzione e salute animale, in attività finalizzate a ridurre la necessità di utilizzo degli antimicrobici. Vi sono infatti dati che indicano come, a livello globale, l’impatto della antimicrobico-resistenza sia ancora elevato nei paesi con limitate risorse economiche, dove l’utilizzo degli antimicrobici è meno regolato e controllato”.

Il dott. Giovanni Alborali ha aggiunto: “La designazione rappresenta un riconoscimento importante della professionalità e della lungimiranza dei nostri Istituti nei confronti della sanità animale e della protezione del consumatore. Siamo particolarmente orgogliosi di mettere a disposizione di altri Paesi l’esperienza acquisita negli anni consolidata con la preziosa collaborazione dei colleghi dell’IZSVe e riconosciuta dalla FAO. Abbiamo iniziato questo percorso più di 10 anni fa con il Progetto Classyfarm voluto dal Ministero della Salute e realizzato dall’IZSLER. L’obiettivo è stato quello di offrire soluzioni concrete per il controllo dell’antibiotico resistenza, la tutela della salute pubblica e la sostenibilità delle produzioni.

Ad oggi si toccano con mano i primi risultati dell’applicazione del Sistema Classyfarm in Italia. Il consumo degli antibiotici negli allevamenti è stato ridotto notevolmente a fronte di un miglioramento del livello di benessere degli animali e di biosicurezza degli allevamenti. Basti pensare che l’utilizzo di antibiotici è diminuito del 96% e 92% rispettivamente nel settore del pollo da carne e dei tacchini. Il trend di riduzione si è confermato rilevante anche nei suini all’ingrasso (64%) e nelle bovine da latte (37%). L’applicazione del Sistema in altri Paesi, ove l’attenzione all’utilizzo di antibiotici è minore, rappresenta una grande opportunità offerta dalla FAO per dare un nostro contributo alla riduzione dell’impatto globale dell’antibiotico resistenza”.

L’uso improprio ed eccessivo degli antimicrobici in ambito sanitario e nel settore agroalimentare non solo favorisce il fenomeno della resistenza, riducendo l’efficacia dei farmaci negli animali e nell’uomo, ma ha un impatto significativo sulla produzione alimentare, sull’economia del comparto agrozootecnico e sull’ambiente. In questa prospettiva, il Centro di Referenza RENOFARM della FAO avrà il compito di promuovere sinergie, condividere esperienze e conoscenze e rafforzare le capacità di monitoraggio e controllo delle realtà coinvolte, mettendo a disposizione competenze scientifiche e servizi tecnici per attività di formazione, sviluppo di comunità di pratiche, webinar, workshop e meeting.

Con questa assegnazione, i Centri FAO attualmente presenti all’IZSVe salgono a cinque: coronavirus zoonotici; apicoltura, salute delle api e biosicurezza; influenza animale e malattia di Newcastle; rabbia; riduzione degli antimicrobici. Per l’IZSLER si tratta del secondo Centro FAO dopo quello per afta epizootica e malattia vescicolare del suino.

L’importanza strategica del Centro: il Modello “5G”

Il nuovo Centro di Referenza agirà come motore operativo per l’implementazione globale dei pilastri “5G” definiti dalla FAO:

  • Good Governance: sostenere l’antimicrobial stewardship basata su ClassyFarm, il sistema implementato dall’IZSLER per il Ministero della Salute per classificare gli allevamenti in base al loro rischio per la sanità pubblica veterinaria, in particolare in relazione al consumo di antimicrobici e alla resistenza antimicrobica;
  • Good Health: garantire l’appropriatezza diagnostica (progetto condiviso dalla rete degli IIZZSS con leadership Ministeriale) e il monitoraggio ambientale al fine di migliorare l’uso appropriato degli antimicrobici, condurre studi sull’epidemiologia genomica dei patogeni per ridurre la diffusione delle malattie animali e migliorarne il controllo attraverso vaccini e vaccinazioni;
  • Good Practices: condurre valutazioni aziendali basate sul rischio e supportare l’implementazione delle buone pratiche di produzione, al fine di ridurre la necessità di antimicrobici e ad un loro uso prudente e responsabile, anche attraverso piani di vaccinazione mirati;
  • Good Production: raccogliere dati di allevamento relativi allo stato sanitario, alla produzione animale, alla nutrizione e al benessere; effettuare valutazioni in macello sullo stato di salute e sul benessere animale;
  • Good Economics: valutare l’impatto della resistenza antimicrobica sull’economia del comparto agrozootecnico e sulla produzione alimentare mediante indagini sul campo e raccolta di dati relativi al benessere animale e alla biosicurezza.

Una proiezione internazionale “One Health”

I Direttori Generali, la dott.ssa Antonia Ricci (IZSVe) e il dott. Giorgio Varisco (IZSLER), hanno espresso profonda soddisfazione per un riconoscimento che consolida la credibilità della rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IIZZSS). L’istituzione del Centro segna una nuova fase: l’approccio One Health diventa operativo, integrando salute umana, animale e ambientale per contrastare un fenomeno che non solo minaccia l’efficacia dei farmaci, ma incide profondamente sull’economia zootecnica e sulla sicurezza alimentare globale.

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