Roma, 5 febbraio 2026 – C’è un giorno, ogni anno, in cui la parola “prevenzione” smette di essere un consiglio generico e torna a essere ciò che è davvero: una scelta che cambia le statistiche, le vite, i bilanci – e spesso anche il finale delle storie: il World Cancer Day. È in questa cornice che il Fasi ha promosso a Roma, in collaborazione con Confindustria e Federmanager, “Fasi al tuo fianco”, un incontro dedicato a prevenzione, diagnosi precoce e percorsi di cura, richiamando l’urgenza di un cambio di passo che l’OMS sottolinea da tempo: una quota significativa dei tumori può essere prevenuta agendo sui fattori di rischio e rafforzando programmi di diagnosi precoce e accesso tempestivo alle cure.
Nella la sede romana di Confindustria, i lavori sono stati aperti dal videomessaggio di Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e ricercatore italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’: “La prevenzione deve diventare il nostro principale obiettivo. Fare prevenzione è, prima di tutto, una forma di sano egoismo, perché vuol dire non avere malattie. Ma anche una forma di solidarietà nei confronti della propria famiglia e dei propri cari”.
A seguire, Maurizio Tarquini, Direttore Generale di Confindustria, ha richiamato la prevenzione come investimento che incide tanto sulla salute quanto sulla tenuta del sistema: “Spingere sulla prevenzione, sulla salute, sul benessere, ha vantaggi evidenti: prevenire è meglio che curare e questo vale per i conti della sanità pubblica. L’evidenza statistica già oggi lo dimostra: basta pensare al costo di alcuni interventi o di patologie croniche, come il diabete di tipo 2, e a quanto sarebbe vantaggioso investire per prevenirne l’insorgenza. Ma al di là dell’aspetto economico, ciò che conta davvero è il valore imprescindibile della salute. La chiave è creare una vera cultura del benessere, capace di parlare anche ai più giovani”.
Nel suo intervento, Valter Quercioli, Presidente di Federmanager, ha sottolineato il ruolo del Fasi nella diffusione di una cultura della prevenzione e nella protezione dei percorsi di cura, anche sul fronte dell’innovazione: “Nelle aziende più avanzate è chiara l’importanza strategica della prevenzione. Ed è anche grazie a realtà come il Fasi che si diffonde questa cultura in azienda. Con pacchetti dedicati alla prevenzione e l’incentivo all’innovazione – con rimborsi più alti per prestazioni effettuate con macchinari più avanzati, utili a individuare patologie quando sono ancora ‘piccole’ – il Fondo dimostra visione e responsabilità, ma anche un’attenzione crescente alla cronicità e alla long-term care. Il Fasi, inoltre, non seleziona il rischio: chi ha bisogno di molte cure resta parte della comunità. È questa la sua forza”.
La sessione medica ha messo a fuoco prevenzione, appropriatezza e nuove traiettorie della diagnosi. Riccardo Masetti, Fondatore di Komen Italia, ha ricordato come “la prevenzione è uno strumento fondamentale: tutela la salute, ha un enorme valore economico e produce ricadute sociali molto rilevanti”. In Italia, ad esempio, “la spesa sanitaria annua per il tumore del seno è di circa un miliardo di euro” e gli studi indicano che, applicando correttamente le misure di prevenzione, “questa spesa potrebbe essere dimezzata”. Resta però un nodo: “La prevenzione viene ancora utilizzata molto meno di quanto sarebbe opportuno, anche a causa dell’inadeguata alfabetizzazione sanitaria che colpisce il nostro Paese. Il 58% della popolazione italiana ha livelli insufficienti o precari, indipendentemente dal livello culturale”.
Andrea Mancuso, Responsabile del Reparto di Oncologia della clinica romana Villa Mafalda, ha posto l’accento sulla personalizzazione dei percorsi e sull’integrazione tra dati clinici e nuove tecnologie: “La prevenzione è già cura del cancro. Oggi la sfida è spostare la prevenzione da un modello basato su età e popolazione a uno sempre più centrato sul profilo di rischio individuale, anche genetico e genomico. La direzione è chiara: costruire algoritmi clinico-biologici che integrino anamnesi, stili di vita e profilo genomico per stimare il rischio oncologico individuale e rendere la programmazione sanitaria più efficace e sostenibile, permettendo un’integrazione anche con l’intelligenza artificiale”.
Amato De Monte, Medico anestesista e rianimatore, già Direttore dei SORES FVG ed esperto in ozonoterapia, ha illustrato l’evoluzione dell’impiego clinico dell’ozono: “L’ozonoterapia è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni. Per la sua modalità d’azione raggiunge tutte le cellule del corpo e riesce a determinare effetti generali sul riequilibrio metabolico di tutte le cellule dell’organismo. Può essere molto efficace durante il trattamento della patologia acuta, perché va a potenziare le capacità rigenerative e riparative di guarigione dell’organismo. E se questa tecnica viene impiegata anche in assenza di malattie acute, questo non fa altro che avere anche un’azione preventiva a livello generale, proprio perché va a combattere l’instaurazione di situazioni di generale infiammazione dell’organismo che possono essere predisponenti per qualunque tipo di patologia”.
Daniele Damele, presidente Fasi, che ha moderato l’incontro, ha ribadito la funzione integrativa del Fondo e il valore delle tecnologie per la diagnosi precoce: “Il Fasi è tra i più convinti sostenitori del SSN: ne rappresenta il secondo pilastro e, se viene meno il primo, anche il secondo perde funzione. La prevenzione è una leva centrale, a partire dallo screening con apparecchiature d’eccellenza: il Fasi rimborsa maggiormente non solo quando l’assistito si rivolge a una struttura convenzionata, ma anche quando utilizza tecnologie di ultima generazione, capaci di intercettare un tumore quando è ancora di pochi millimetri. Favorire l’accesso a macchinari di eccellenza, nel pubblico come nel privato, significa rafforzare la diagnosi precoce e rendere più sostenibile l’intero sistema”.
Il vicepresidente del Fasi, Fabio Pengo, cui è stato affidato il compito di trarre le conclusioni dell’evento, ha ricondotto il filo dell’iniziativa a una parola che vale più di uno slogan, perché chiede un cambio di comportamento: consapevolezza. “Prevenzione, diagnosi precoce, appropriatezza, innovazione sono tutti concetti solidi, condivisi, eppure spesso restano sullo sfondo della vita quotidiana”, ha sottolineato. “Il punto non è sapere che la prevenzione è importante: il punto è riconoscerla come priorità e agire di conseguenza. La prevenzione non è soltanto un obiettivo sanitario: è una scelta che migliora la salute dei cittadini e contribuisce a rendere più sostenibile il sistema sanitario nel suo complesso”.
Valentina Morgia, responsabile comunicazione del Fasi, ha evidenziato, infine, la centralità della comunicazione nel trasformare servizi e strumenti in scelte quotidiane: “La tutela della salute e del benessere dei dipendenti è una priorità per il Fasi, che affianca i propri assistiti lungo tutto il percorso, dalla prevenzione alla cura. In questo quadro, la comunicazione non è un accessorio: è lo strumento che trasforma i servizi in consapevolezza e la consapevolezza in scelte concrete”.