lunedì, 2 Febbraio 2026

Firmato Protocollo tra PSAF International e rete AMSI-UMEM-Uniti per Unire-CO-MAI-Unione Arabi 48-AISCNEWS per combattere la medicina difensiva

Aodi: «Il 97% delle cause sanitarie viene archiviato, la medicina difensiva pesa fino al 15% della spesa»

Zinno: «Il Protocollo di Intesa che abbiamo sottoscritto nasce dalla consapevolezza che l’innovazione in sanità non può essere il risultato di iniziative isolate»

ROMA 2 FEB 2026 – La rete associativa composta da AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS – Agenzia Informazione Senza Confini Mondiale, CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), Unione Arabi 48 (Unione Internazionale Arabi 48) e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire annuncia e commenta la firma di un Protocollo di Intesa con PSAF International (International Association of Healthcare, Insurance and Forensic Professional), finalizzato a costruire una solida collaborazione strutturata nei settori della sanità, della medicina legale e forense, della ricerca scientifica, della prevenzione del rischio clinico e della cooperazione internazionale.

Le associazioni affermano che l’accordo nasce dall’urgenza di affrontare una criticità strutturale del sistema sanitario italiano ed europeo: la medicina difensiva, che secondo le stime incide tra il 10% e il 15% della spesa sanitaria complessiva e genera un contenzioso massivo con effetti distorsivi sull’organizzazione delle cure. I dati giudiziari mostrano che circa il 97% delle azioni legali per presunta responsabilità sanitaria viene archiviato, producendo costi elevati, stress professionale e sfiducia reciproca, senza reali benefici per i pazienti.

Il Protocollo di Intesa definisce un quadro di collaborazione stabile e non esclusiva per sviluppare attività comuni in ambito sanitario, medico-legale, scientifico e sociale, con particolare attenzione a:

• prevenzione del rischio clinico e riduzione del contenzioso improprio;

• rafforzamento del ruolo dei medici legali e forensi;

• formazione continua e aggiornamento professionale;

• tutela delle fasce vulnerabili;

• progetti di cooperazione sanitaria e sociale a livello nazionale e internazionale.

Elemento qualificante dell’accordo è l’istituzione di un Comitato Etico Congiunto, con funzioni consultive e di indirizzo, chiamato a garantire che le attività comuni rispettino i principi etici, deontologici, scientifici e i diritti fondamentali della persona.

Aodi: “Medicina difensiva tra le cause della fuga dei professionisti sanitari. Senza medici legali forti il sistema resta bloccato”

Per il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra ed esperto in salute globale, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, docente universitario e membro del Registro Esperti FNOMCEO, il Protocollo rappresenta «un passaggio operativo per affrontare un nodo che penalizza l’intero sistema sanitario».

«La medicina difensiva – spiega Aodi – non colpisce solo i medici, ma tutti i professionisti della sanità e soprattutto i pazienti. È una fonte di stress per chi promuove un’azione legale e per chi la subisce, e i numeri sono chiari: il 97% dei procedimenti viene archiviato. Questo clima è uno dei fattori che spinge molti professionisti sanitari a lasciare l’Italia».

Aodi sottolinea il ruolo centrale della medicina legale: «I medici legali sono un presidio fondamentale per ridurre il contenzioso improprio e migliorare la qualità delle cure. Con Uniti per Unire e con tutte le realtà coinvolte abbiamo messo insieme competenze sanitarie, giuridiche e scientifiche per affrontare in modo strutturale temi comuni. L’obiettivo è promuovere ricerca, formazione, convegni, telemedicina e buone pratiche, in Italia e all’estero».

Zinno: “Il Protocollo è un impegno operativo per sicurezza delle cure, riduzione del rischio clinico e tutela dei soggetti vulnerabili”

Secondo Raffaele Zinno, medico e Presidente Internazionale di PSAF – International Association of Healthcare, Insurance and Forensic Professional, il Protocollo segna un cambio di metodo nel modo di affrontare le sfide della sanità contemporanea:

«Il Protocollo di Intesa che abbiamo sottoscritto nasce dalla consapevolezza che l’innovazione in sanità non può essere il risultato di iniziative isolate, ma deve fondarsi su una cooperazione strutturata, multidisciplinare e stabile. PSAF è un Laboratorio di Idee, Proposte e Ricerche che opera con un duplice obiettivo: produrre conoscenza scientifica avanzata e tradurla in pratiche concrete orientate alla gestione del rischio e alla sicurezza delle cure. In questo percorso, la collaborazione con realtà quali Uniti per Unire, AMSI– Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euro Mediterranea, CO-MAI – Comunità del Mondo Arabo in Italia, Unione Internazionale Arabi 48 e AISCNEWS – Agenzia Informazione Senza Confini Mondiale rappresenta un valore aggiunto di grande rilievo. Si tratta di organizzazioni che condividono finalità statutarie, etiche e sociali convergenti, e che operano quotidianamente nei campi della sanità, dell’inclusione, della cooperazione internazionale e della tutela dei diritti. L’unione di queste competenze consente di affrontare in modo più efficace temi complessi e sensibili, come la sicurezza delle cure, la prevenzione del rischio clinico e la protezione dei soggetti più vulnerabili, inclusi il binomio madre–bambino e il nascituro. In particolare, l’attenzione ai danni derivanti dalla violenza in gravidanza evidenzia come la ricerca neuroscientifica, la medicina perinatale e il risk management debbano dialogare con le dimensioni sociali, culturali e giuridiche della cura. Questo Protocollo non è un atto formale, ma un impegno operativo e condiviso: mettere in rete competenze mediche, scientifiche e sociali per rafforzare il diritto alla salute, ridurre la medicina difensiva e promuovere modelli di assistenza più sicuri, umani ed equi, nel pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.»

Protocollo di Intesa per ridurre contenzioso e medicina difensiva e rafforzare sicurezza delle cure

Conclusione congiunta
Le parti concordano nel ritenere che il Protocollo di Intesa rappresenti un passo concreto verso un modello di collaborazione stabile e operativa, capace di integrare competenze sanitarie, medico-legali, scientifiche e sociali. L’obiettivo condiviso è contribuire al rafforzamento della sicurezza delle cure, alla riduzione del contenzioso improprio e della medicina difensiva, e allo sviluppo di pratiche assistenziali fondate su evidenze scientifiche, responsabilità professionale e tutela dei diritti della persona. Attraverso questo accordo, PSAF International e la rete associativa promotrice intendono promuovere progetti comuni di ricerca, formazione e cooperazione sanitaria, in Italia e all’estero, favorendo un approccio multidisciplinare orientato alla qualità, all’equità e alla sostenibilità del sistema salute.

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